Attenzioni ai colluttori: scacciata l'alitosi restano le macchie

Potete utilizzare i colluttori, ma possono causare la formazione temporanea  di macchie

Fonte
Fedorowicz Z, Aljufairi H, Nasser M, Outhouse TL, Pedrazzi V, Mouthrinses for the treatment of alitosi. Cochrane database of Systematic Reviews 2008, Issue 4. Art. No.: CD006701. DOI: 10.1002/14651858.CD006701.pub2.

I normali colluttori  che si trovano al supermercato possono porre fine all’alito cattivo.  Finalmente è stata sviluppata la prima revisione sistematica Cochrane  sull’efficacia dei colluttori che dimostra come questi possano giocare un importante ruolo nel ridurre i livelli dei batteri e dei composti chimici che causano l’alito cattivo, ma ci mette in guardia riguardo quale colluttorio preferire, dato che alcuni possono macchiare temporaneamente i denti e  la lingua.

L’alito cattivo è un vero problema per molte persone. L’ odore è generato dai batteri che si accumulano sulla lingua e producono i solfuri, composti dello zolfo; si tratta degli stessi  composti che causano il cattivo odore che emanano le uova marce o cotte troppo a lungo. Per combattere questo odore, i colluttori sono stati classificati in due categorie: quelli che uccidono i batteri che producono i composti dello zolfo e quelli che neutralizzano o mascherano l’odore di questi composti. I colluttori antibatterici sono molto utilizzati, ma fino a che non è stata sviluppata questa revisione Cochrane, rimanevano perplessità riguardo la loro bontà.

“Abbiamo riscontrato che i colluttori antibatterici, come quelli che  contengono sostanze chimiche che neutralizzano gli odori, sono molto efficaci nel controllare l’alito cattivo”, afferma Zbys Fedorowicz, uno dei ricercatori del Ministero della Salute del Bahrain che ha condotto la ricerca.

I diversi colluttori  hanno effetti simili sugli odori. I ricercatori hanno notato che i prodotti che contengono clorexidina possono macchiare temporaneamente i denti e la lingua e, in alcuni casi, possono alterare il senso del gusto.

La revisione prodotta da un team di ricercatori Cochrane, include i risultati di cinque studi che coinvolgono 293 partecipanti.

I ricercatori sottolineano che i colluttori che contengono agenti antibatterici come la clorexidina e cetilpiridina sono effettivamente molto più efficaci del placebo nel combattere l’alito cattivo se giudicati “a naso”, mentre i colluttori che contengono diossido di cloro e zinco sono molto efficaci nella neutralizzazione dei composti chimici.   I ricercatori, inoltre, puntualizzano come siano ancora necessari molti studi per confrontare l’efficacia dei diversi colluttori e individuare il migliore ed affermano che, nonostante la crescente tendenza di valutare tramite macchinari elettronici gli odori della bocca, il naso dell’ uomo rimane il mezzo migliore.

“Non ci sono sostituti al naso umano quando si tratta di scovare l’alito cattivo” spiega Fedorowicz.

Inserito da redazione il Mar, 09/12/2008 - 11:23

Clorexidina e alitosi

Gli effetti collaterali della clorexidina sono noti da tempo. Sarebbe bene ricordare che l'alitosi, essendo solitamente un effetto collaterale dovuto alla produzione da parte di certi batteri di sostanze volatili maleodoranti, si elimina con la rimozione meccanica periodica della placca batterica. Dunque serve la detersione dei denti (spazzolino e filo interdentale) e lo spazzolamento del dorso della lingua. Purtroppo l'utilizzo del filo interdentale e la pulizia della lingua non sono ancora così diffusi. Per sensibilizzare i miei pazienti utilizzo un esempio che fa molto effetto: cosa si pensa di trovare il giorno dopo su di un piatto utilizzato per la cena e pulito solo a metà? I pazienti stessi mi rispondono che ci sarà la muffa e ci sarà un cattivo odore. Ebbene, perché non prestare la stessa cura per la bocca? Invito i pazienti che non usano il filo regolarmente ad annusarlo dopo l'utilizzo. Lì c'è la risposta. Morale, usare filo e spazzolino così si riducono drasticamente le più comuni patologie del cavo orale (carie e piorrea), si spendono meno soldi dal dentista, si soffre di meno, non si arricchiscono le industrie farmaceutiche e si inquina di meno l'ambiente. Nick Sandro Miranda