Campagna di sensibilizzazione sull’osteoporosi: non va bene

20 ottobre Giornata modiale dell'osteoporosi
La campagna in Italia:
Oltre 8.000 opuscoli di informazione scientifica distribuiti e più di
500 esami gratuiti della MOC eseguiti direttamente sul campo.

Promotori:
Philadelphia Balance, in collaborazione con FIRMO, organizzazione non profit per la ricerca sulle malattie ossee, per sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere fondi per la Fondazione.

Alla campagna hanno fatto seguito varie iniziative di sensibilizzazione (si veda: Fin dalle scuole medie ragazzi a rischio osteoporosi: una ricerca a Catania su due generazioni di studenti certifica una perdita di massa ossea del 3%) e il Congresso Nazionale del SIOMMMS

L'osteoporosi è una malattia?

Se la malattia è definita come un'alterazione del proprio stato di benessere, l'osteoporosi è piuttosto un fattore predisponente al reale disagio, cioè la frattura ossea. La campagna di sensibilizzazione sull'osteoporosi proclama di fatto la prevenzione di un fattore di rischio.

La prova provata

Si legge dall'articolo sopra citato:

«Nel corso di un recente controllo su circa 150 ragazzi d'età fra gli 11 e i 14 anni, l'equipe del professore ha infatti verificato una perdita di massa ossea pari a circa il 2-3%, confrontando i valori ottenuti nel 2008 con quelli ottenuti nel 2003 su ragazzi con le stesse caratteristiche antropometriche».

La perdita della densità ossea è il segnale d'allarme dell'osteoporosi e i risultati dello studio descrittivo sono utilizzati per confermarlo. Tuttavia non è prevedibile se davvero gli adolescenti esaminati incapperanno in una frattura dovuta a fragilità ossea tra qualche decennio. La prova provata è insufficiente a supportare il quadro di rischio clinico presentato. Inoltre la BMD (bone mineral density) non è l'unico elemento che caratterizza l'osteoporosi: si devono aggiungere una familiarità per fragilità ossea, carenze nutrizionali per sovrappeso o dimagrimenti eccessivi, fumo, abuso d'alcol, uso prolungato di corticosteroidi (Fardellone 2008)

Alimentare la paura

Si educa alla prevenzione in modo più efficace allarmando il pubblico? Questo il quadro disegnato: i ragazzi italiani, in età adolescenziale, passano troppo tempo davanti alla tv e si alimentano male, spingendosi verso l'obesità e l'indebolimento fisico che determinano una perdita di massa ossea del 15% entro i 30 anni e un'osteoporosi certa ai 60 anni. In definitiva l'osteoporose è segnalata come «patologia dilagante».

Nessuno è al riparo. La campagna internazionale promossa dalla IOF nel corso della Giornata Mondiale sull'Osteoporosi dello scorso 20 ottobre, infatti punta tutto sulle sane abitudini come metodo preventivo efficace per annullare il fattore di rischio. Ci sono studi che cercano di fornire prove sulla correlazione esistente tra un'alimentazione ricca di calcio e il mantenimento in buona salute delle nostre ossa, e lo stesso vale per lo svolgimento di attività fisica soprattutto nell'adolescenza quando viene ultimato lo sviluppo dello scheletro (More 2008). Salvo poi presentare il testimonial della campagna IOF 2008: Ursula Andress. Ex bondgirl che ha praticato molto sport in gioventù senza riuscire a preservarsi dall'osteoporosi.

I soggetti più a rischio

Sono gli uomini. A dispetto di chi dice da anni che le donne in post-menopausa, a causa della riduzione dei livelli di estrogeni, rischiano di più. Le stime dicono invece che dopo i 50 anni soffrono di osteoporosi 1 donna su 3 e 1 uomo su 5, con una frequenza di fratture dovute a fragilità ossea del 61% nel mondo femminile. A fronte di questo per gli uomini è registrata una mortalità maggiore: a un anno dalla frattura di un femore, per esempio, la mortalità maschile è del 30% contro una percentuale dimezzata nelle donne (Trombetti 2002).

Il motivo suggerito? «Perché gli uomini sono sostanzialmente allergici alla prevenzione e ai controlli». Una spiegazione che non ha riscontro in alcuno studio citato.
Esasperante la previsione del futuro: i ragazzi «oggi indifesi davanti alle seduzioni dei cibi pronti e della civiltà delle immagini» diventano, dopo qualche decennio, degli uomini messi in crisi da una frattura ossea che si isolano, sconfinano nella depressione e si lasciano morire per indubbia incapacità di reagire. Qual è il confine tra sensibilizzazione e la creazione di ansia e timore?

Il deus ex machina

Per i promotori delle campagne di sensibilizzazione, come la SIOMMMS o la IOF (International Osteoporosis Foundation), l'osteoporosi è «incubo silenzioso» da tenere lontano con stili di vita preventivi e soprattutto con farmaci di nuova generazione. Si legge dalla homepage del sito dedicato al convegno SIOMMMS 2008:

«Una migliore comprensione dei meccanismi che regolano il metabolismo osseo, sta portando alla individuazione di nuove strategie terapeutiche volte a migliorare l'efficienza biomeccanica dello scheletro. I temi principali saranno:

  • I grandi settori di ricerca, in particolare quello relativo all'impiego delle cellule staminali nel trattamento di molte malattie del tessuto osseo.
  • Una analisi dei principi di biomeccanica dell'osso e dei meccanismi fisiopatologici che possono deteriorarne l'efficienza.
  • Il Sensore del Ca ed i farmaci che hanno come target questa importante via di regolazione del metabolismo minerale.
  • Nuove strategie di inibizione del riassorbimento osseo, ivi inclusi i nuovi SERM.
  • I meccanismi fisiopatologici che regolano la osteosintesi e le prospettive di modulazione farmacologica»

Da rilevare tra gli sponsor del congresso le principali aziende farmaceutiche produttrici di farmaci anti-osteoporosi. [link http://www.siommms2008.com/pag_sponsor.htm]

Cinzia Pozzi

Bibliografia


Inserito da Cinzia Pozzi il Mar, 30/12/2008 - 09:48

osteoporosi

Quello di trasformare semplici fattori di rischio in malattie è uno degli ultimi e più diffusi sistemi dell'industria del farmaco per aumentare gli introiti: per esempio ipercolesterolemia come spauracchio e non fattore di rischio di eventi CV maggiori, ecc. In questo caso il discorso è particolarmente perverso poichè la maggior parte dei soggetti che presenta fratture patologiche ha anche MOC nella norma e poichè il beneficio del trattamento farmacologico è molto modesto negli anni come riduzione del numero delle fratture vertebrali e non. Purtroppo il conflitto di interessi tra industria ed opinion leader rende molto difficile opporsi a campagne di questo tipo.

osteoporosi e fratture

Fin dai primi anni 80 (tempi della calcitonina...), denunciamo il desease mongering sull'osteoporosi: aver trovato cioè una condizione a tavolino ed avere artatamente costruito bisogni assistenziali già per due generazioni. Bisogni spinti dall'industria del farmaco, con la complicità degli specialisti, della Società scientifiche e delle associazioni di cittadini, create e finanziate dalle industrie stesse. Il vero problema è la caduta e nessuno (o in pochi) ne parla perché la sua prevenzione nell'anziano non è legata a farmaci, bensì a regole di vita e accorgimenti, spesso elementari. Se i nostri vecchi non cadono non si rompono, se cadono si rompono qualsiasi sia la loro densità ossea..
Stefano Giovannoni, medico di Medicina generale
Prato, Toscana