Scegliere con saggezza. Perché fare di più non significa fare meglio?

29/11/2013 - 09:00
29/11/2013 - 18:00
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"Slow Medicine è il miglior tipo di medicina che possiamo augurarci per il 21° secolo", ha scritto nel dicembre scorso Richard Smith, per anni direttore del British Medical Journal.

E’ questo tipo di medicina che il II Congresso Nazionale di Slow Medicine propone ai professionisti sanitari, ai cittadini e a tutti coloro che si occupano di cure e di salute il 29 novembre a Torino.

L’esortazione che fa da titolo al Congresso, “Scegliere con saggezza”, si riferisce al progetto “ Fare di più non significa fare meglio”, su cui Slow Medicine sta lavorando con la collaborazione attiva di Società Scientifiche, Associazioni di cittadini, ordini e Collegi professionali.

Tale progetto, attraverso l’identificazione, da parte delle Società Scientifiche, di cinque prestazioni sanitarie ad alto rischio di inappropriatezza, si propone di migliorare la qualità e la sicurezza degli interventi di prevenzione secondaria e delle cure, attraverso la riduzione, condivisa e voluta consapevolmente da professionisti e cittadini, di ciò che in sanità è inappropriato, cioè non vantaggioso per il malato, fonte di sprechi e potenzialmente dannoso.

Si parlerà, in particolare, del perché la saggezza ha smesso di essere un ingrediente nelle scelte che riguardano la salute. Di come ritrovarla, di come ricostruire una nuova alleanza fra chi cura e chi è curato e di come trasformare in realtà una medicina sobria, rispettosa e giusta.

Vedi il programma in dettaglio.

 


Ultimo aggiornamento: 23/09/2013