Chi sta bene cura meglio: il tuo dottore come sta?

Fonti
Wallace JE et al. Physician wellness: a missing quality indicator. Lancet 2009; 374: 1714
Doctors get ill too. Lancet 2009; 374: 1653.

Se tutti i pazienti leggessero su Lancet l'articolo a firma dei ricercatori dell'Università di Calgary e il relativo editoriale, potrebbero rovesciare la tipica domanda con cui qualsiasi medico si informa sulle condizione di salute del proprio paziente, e manifestare un inatteso, ma motivato, interessamento nei confronti del curante.   

La revisione pubblicata sulla prestigiosa rivista britannica inizia citando Churchill "Healthy citizens are the greatest asset any country can have"e si allinea sulla stessa posizione dello statista ma applicandola a una specifica categoria di cittadini "Physician wellness might not only benefit the individual physician, it could also be vital to the delivery of high-quality health care." Con wellness si intende l'insieme complesso e composito di salute fisica e mentale e di benessere emotivo; la condizione speculare è la sindrome da burnout (con un termine non troppo medico si direbbe l'essere scoppiato) frutto del logorio delle professioni di assistenza e di aiuto.

Dall'analisi dello stress lavorativo dei sanitari, della loro difficoltà a prendersi cura di se stessi e delle conseguenze di un loro stato di salute non ottimale si evince che la situazione è l'anticamera alle sostanze da abuso, ai problemi relazionali e alla depressioni e può a volte essere fatale. Ma ancora più rilevante del danno individuale è quello sulla collettività dei curati, anche se tra gli indicatori che le organizzazioni sanitarie utilizzano abitualmente per stabilire la qualità delle cure non si tiene conto di alcun aspetto relativo agli operatori sanitari.

Gli autori hanno selezionato dagli archivi della letteratura scientifica nel periodo 1985-2009 le revisioni e gli articoli originali che esplorassero il/la wellness dei medici scoprendo che per il 64% di loro il carico lavorativo è troppo pesante e che secondo il 48% è persino aumentato negli ultimi. Effettivamente la stima delle ore lavorative medie, escludendo l'attività on call, risulta di 50-60 ore la settimana.  

Il lavoro prolungato oltre le 24 ore si associa alla sindrome da burnout, al rischio individuale di incidenti professionali (puntura accidentale da aghi) e non (incidenti da autoveicoli durante il trasferimento dal domicilio al luogo di lavoro), mentre i turni superiori alle 16 ore comportano, oltre alla maggiore probabilità di errori professionali, un rilevante stress emotivo per il contatto con il dolore, la sofferenza, la morte, situazioni personali e familiari di difficile gestione.

L'impegno mentale della professione medica è in costante aumento per le maggiori attese del paziente, i crescenti adempimenti burocratici e la minore autonomia professionale.

Il 17% dei medici giudica il proprio equilibrio mentale insufficiente e la frequenza riportata di burnout varia dal 25% al 75% secondo gli studi.

Un quadro così preoccupante viene spesso trascurato o negato, anche per la scarsa propensione a cercare aiuto dai colleghi o a vestire i panni del paziente o ancora ad ammettersi "malati". Con una sorprendente omogeneità di atteggiamento in tutto il mondo. Se le dottoresse hanno una considerevole difficoltà a conciliare professione e famiglia, sono i dottori con una personalità perfezionista e una eccessiva dedizione al lavoro a manifestare i massimi livelli di stress.

I medici giovani sono vittime del burnout con una frequenza circa doppia rispetto ai colleghi anziani e in questo caso è facile individuare un legame stretto con il livello di gratificazione professionale. E, come conseguenza con il grado di efficienza e produttività.

A livello della collettività il danno si traduce innanzitutto in un aumento dei costi e dell'impiego di risorse sanitarie. In un panorama in cui la disponibilità di operatori sanitari si sta riducendo si osserva anche un aumento del turnover per abbandono. Il costo della sostituzione di un medico è di circa 150-300.00 dollari.

Maria Rosa Valetto

Inserito da Maria Rosa Valetto il Ven, 18/12/2009 - 15:33