Informati bene
Occhio al titolo!
"Rosuvastatina pulisce le arterie e salva il cuore". Davvero?
I titoli di giornale devono catturare l’attenzione dei lettori. Allo scopo spesso si tende a enfatizzare di volta in volta l’aspetto positivo (cosa che accade spesso nelle rubriche che si occupano di salute) o negativo della notizia.
Chi legge l’articolo può sentire mitigato l’effetto sensazionalistico e trovarsi in difficoltà: quanto credito dare allo strillo di giornale? E’ «il succo» della notizia?
Ecco un caso specifico.
Il 15 marzo 2006, il Corriere della sera titolava in prima pagina:
"Farmaco anticolesterolo una volta al giorno: ricerca USA dimostra l’efficacia delle cure
Una pillola pulisce le arterie e salva il cuore"

e continuava:
"Una pillola capace di liberare le coronarie dal colesterolo, riducendo il rischio di infarto: si tratta della rosuvastatina, un farmaco che potrebbe diventare una valida alternativa alla chirugia, se i dati appena presentati negli USA troveranno conferma clinica. I ricercatori hanno dimostrato che con una dose elevata (il doppio di quella ordinaria) si riduce di un decimo il volume delle placche. E’ la prima volta che accade."
Lo strillo della prima pagina rimanda a un articolo interno al giornale (disponibile sul sito del Corriere della Sera)
"L'esperimento su 500 persone presentato al congresso dei cardiologi di Atlanta. «L'aterosclerosi non sarà più irreversibile»
Colesterolo, una pillola al giorno ripulisce le arterie
Lo studio: un farmaco riduce le placche nelle coronarie. «Così diminuisce il rischio di infarto»"
Cosa dice l’articolo
* Rosuvastatina è un farmaco già in commercio della classe delle statine usato per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. La novità è che sembra in grado di “ripulire” dai grassi che vi si accumulano le arterie che irrorano il cuore in modo da ridurre il rischio di infarto. Fino a oggi questa possibilità è data solo da un intervento chirurgico.
* Gli articoli hanno rilanciato la presentazione avvenuta a un congresso di cardiologi statunitensi dello studio ASTEROID, che ha valutato l'accumulazione di placche nelle coronarie in 349 pazienti con rischio cardiovascolare moderato dopo 2 anni di trattamento con alte dosi di rosuvastatina. Il trattamento ha ridotto l'accumulo dei depositi grassi, ha fatto diminuire i livelli del colesterolo “cattivo” (Ldl) e ha aumentato i livelli di colesterolo “buono” (Hdl).
* L’articolo ha specificato che non è noto se l’effetto della rosuvastatina sulle placche si traduca anche in una riduzione di infarti e mortalità.
Si può dire che: «Una pillola pulisce le arterie e salva il cuore»?
Le fonti
Lo studio è stato condotto da Steven Nissen dal reparto di cardiologia della clinica de Cleveland Clinic Foundation. Lo studio è stato sponsorizzato da AstraZeneca (i produttori della rosuvastatina): l’azienda ha affiancato i ricercatori nel disegno, nella conduzione e nell’analisi dello studio.
Cosa si voleva sapere dalla ricerca
L'obiettivo primario era valutare se alte dosi di rosuvastatina possono ridurre le placche di grasso nelle coronarie. L’obiettivo secondario era valutare l’effetto della terapia sul colesterolo Ldl e Hdl.
La ricerca
Nello studio ASTEROID sono state reclutate 500 persone in differenti centri negli USA, in Canada, in Australia e in Europa. I volontari sono stati sottoposti a esami per valutare il rischio cardiovascolare: sono stati arruolate le persone con rischio cardiovascolare medio mentre è stato escluso chi aveva un’occlusione superiore al 50 per cento del diametro delle coronarie, alti livelli di trigliceridi e un diabete di tipo 2 fuori controllo.
La terapia
I partecipanti hanno assunto per 2 anni 40 mg al giorno di rosuvastatina (le altre statine sono prescritte alle dosi di 10-20 mg al giorno).
I risultati
Su 500 volontari arruolati 349 partecipanti hanno terminato lo studio. Dall’analisi dei loro dati i ricercatori hanno osservato che il livello di colesterolo Ldl è diminuito (da 130 mg/dL a 61 mg/dL) mentre è salito il livello di Hdl (da 43 mg/dL a 49 mg/dL). Dopo due anni del trattamento, dei livelli medi di Ldl-c diminuiti significativamente da 53% e dei livelli medi di Hdl-c hanno aumentato significativamente di 15%. I depositi di grasso sono diminuiti. Relativamente rari gli effetti collaterali.
Le conclusioni degli autori
La terapia giornaliera di dosi elevate di rosuvastatina in pazienti a rischio di disturbi al cuore può far regredire in parte il deposito di grassi nelle arterie coronarie. Ulteriori studi sono necessari per determinare l'effetto su riduzione degli infarti e della mortalità.
La forza delle conclusioni
Lo studio non era randomizzato e controllato, quindi sono necessari studi più precisi per poter valutare con maggior sicurezza gli effetti della terapia. In particolare non aver tenuto nota degli attacchi di cuore e della mortalità per infarto non permette di trarre conclusioni circa effetti clinici della terapia.
Perciò si può solo dire che "bisogna ulteriormente valutare la capacità della terapia di pulire le arterie", non si può affermare che pulire le arterie salvi il cuore.
Altri articoli su questo argomento rilanciati su internet
- Saluteeuropa: Rosuvastatina: la prima statina capace di arrestare e far regredire la placca aterosclerotica
- Molecularlab: Le statine potrebbero essere la chiave per ridurre la malattie cardiache
- Yahoo Salute: Aterosclerosi, un farmaco anticolesterolo la fa regredire
Sergio Cima
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aggiornato al 16-03-06