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Psoriasi, colpiti due milioni di italiani

Le malattie della pelle sono in aumento; ma aumenta anche il livello d'attenzione da parte di coloro che ne soffrono. Questa è la prima conclusione del congresso europeo di dermatologia, svoltosi recentemente a Firenze con la partecipazione di oltre mille specialisti (presenti anche alcuni dermatologi americani). «Conclusione ovvia» commenta il professor Sergio Chimenti, cattedratico nell'Università di Roma Tor Vergata. «E' enormemente cresciuto, infatti, il senso estetico della popolazione; e ogni danno cutaneo, danno che non si può nascondere, crea seri problemi». Tra le malattie della pelle, Chimenti mette al primo posto, come frequenza, l'acne (che non è soltanto "juvenilis", può essere diagnosticata anche negli adulti) e la psoriasi, le cui chiazze squamose, spesso localizzate nel volto e nel collo, creano anche gravi problemi psicologici. Al congresso di Firenze egli ha presentato una relazione sulle «Nuove strategie terapeutiche nella psoriasi», malattia che studia da più di vent'anni. Quali sono, dunque, queste nuove "strategie"? Chimenti risponde: «Cominciamo col ricordare che la psoriasi colpisce attualmente due milioni di italiani, quasi sempre fra i trenta e i quarant'anni, ma qualche volta anche nell'età dello sviluppo. Aggiungiamo che la sua sintomatologia è preoccupante, perchè all'inestetismo si aggiungono il prurito (spesso inarrestabile) e in venti casi su cento una complicazione artritica. Tutto questo spiega perché i ricercatori, da decenni, cercano una terapia risolutiva». Da un anno, sostengono i dermatologi, questa soluzione c'è: non debella la psoriasi ma permette un netto miglioramento di quello che scientificamente viene definito "coinvolgimento cutaneo": chiazze, eritemi, quindi prurito. «Con Raptiva», spiega il professor Chimenti «abbiamo ottenuto questi risultati in 70 casi su cento. Accanto alle nostre ricerche altre se ne fanno in tutto il mondo. Io stesso sto coordinando uno studio europeo su seicento soggetti di entrambi i sessi (età media 40 anni) trattati con Raptiva». Chimenti tiene a sottolineare il ruolo "primario" della dermatologia italiana in questa e in altre sperimentazioni cliniche. «Dai tempi dei grandi maestri, come Ribuffo o come Scarpa» dice «abbiamo fatto enormi progressi. Non c'è studio internazionale, che non annoveri uno specialista italiano nel team dei ricercatori». Il congresso di Firenze (presidente il professor Lotti, presidente onorario il professor Giannetti) ha confermato questi primati. Nella sua relazione congressuale, il professore ha elencato i vantaggi del nuovo trattamento terapeutico: notevole compliance del paziente (la terapia può essere anche domiciliare), nessun danno epatico o renale, volontà di guarire anche se i tempi sono lunghi: risultati dopo due anni e mezzo. Raptiva, già presente sul mercato americano, arriverà in Italia fra cinque o sei mesi. Si sta seguendo una nuova linea di ricerca nel rapporto tra psoriasi e depressione: si cerca di ridurre le gravi complicazioni psichiche.

Gianni Mozzo. Il Giornale, 20 novembre 2004.