Influenza
Vaccino pandemico
La Chiron, la Aventis Pasteur, e la Solvay sostengono che il vaccino antipandemico in linea teorica si può già fare. Il mese scorso Anthony Fauci, capo del National Institute of Allergy and Infectious Disease americano, ha dichiarato (NIAID 2005) che i primi risultati della sperimentazione con il vaccino antipandemico della Aventis Pasteur sono positivi.
Ostacolo alla vaccinazione di massa è l’alto contenuto di principio attivo, rispetto al vaccino tradizionale, necessario per ottenere l’immunizzazione: «Con queste dosi si riuscirà a immunizzare in un anno al massimo 500 mila persone» avverte su Foreign Affairs il direttore del Center for Infectious Disease Research and Policy Michael Osterholm (Osterholm 2005).
Dai laboratori della Chiron di Siena, il direttore delle ricerche Rino Rappuoli, afferma però di possedere la formula per un vaccino efficace e conveniente dal 2001: «L’anno dopo i primi casi di Hong Kong abbiamo messo a punto un vaccino per il ceppo H5N1 e l’abbiamo sperimentato. Risultato: nessuna risposta nella formulazione normale, piena risposta invece con l’aggiunta di un adiuvante, l’MF59, che la Chiron già usa da anni per i propri vaccini tradizionali in Italia. Sperimentazioni ripetute sui ceppi di influenza aviaria delle annate 2003-2004 hanno dato gli stessi risultati. L’immunizzazione si ottiene con la dose normale, 15 microgrammi. Il che significa che in un anno di dosi se ne possono produrre più di un miliardo».
Restano due problemi non da poco: i tempi di produzione e la reale efficacia del composto: «Dal momento dello scoppio della pandemia passano tre mesi prima che il ceppo individuato arrivi nei nostri laboratori», spiega lo stesso Rappuoli, «poi ci vogliono altri 5 mesi per produrlo, e altri 4 mesi per farlo arrivare alla gente». Totale un anno, durante il quale la eventuale pandemia avrebbe campo libero.
L’ottimismo industriale sull’efficacia del vaccino va ovviamente preso con beneficio di inventario: «Solo gli studi sul campo possono dimostrare che funzioni», spiega Demicheli, «e per ora il vaccino nemmeno esiste».
I farmaci antivirali
Pare che fra i vari antivirali in commercio l’oseltamivir abbia una certa efficacia contro la pandemia, cosa che ha spinto molti governi, fra cui quello italiano, a rifornirsene.
«Non ci sono prove», spiega Michael Osterholm «che gli attuali farmaci antivirali possano aiutare davvero se l’influenza pandemica si manifesterà con un attacco ai polmoni dovuto a una tempesta di citochine, come nei casi più recenti di infezioni da H5N1».
Inoltre, un recente studio, pubblicato sul numero del primo ottobre di Lancet (Bright 2005), ha mostrato che la resistenza ad alcuni farmaci antinfluenzali sarebbe aumentata del 12 per cento negli ultimi dieci anni. I principi attivi chiamati in causa sono gli adamantani, una classe di antivirali, tra cui l’amantadina e la rimantadina, usati da oltre 30 anni per combattere il virus dell’influenza di tipo A. «Questo dato è allarmante e ha una serie di implicazioni sui programmi di approvvigionamento di farmaci per la profilassi e il trattamento dell’influenza nel caso dello scoppio di una pandemia» ha osservato Rick Bright, autore della ricerca.
Vaccino antinfluenzale. Cos’è - a chi è consigliato - quando va preso - quanto costa
Il vaccino
Il virus dell’influenza è soggetto a mutazioni, per garantire l’efficacia del vaccino antinfluenzale è necessario aggiornare annualmente la composizione. In base ai dati raccolti sui ceppi virali circolanti dal Global Influenza Surveillance Network dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata approvata la formulazione del vaccino antinfluenzale per la stagione 2005-2006. Si tratta di un vaccino trivalente costituito da:
- antigene analogo al ceppo A/Nuova Caledonia/20/99 (H1N1)
- antigene analogo al ceppo A/California/7/2004 (H3N2)
- antigene analogo al ceppo B/Shangai/361/2002
I tipi
In Italia sono disponibili 4 tipi di vaccino antinfluenzale:
- vaccino split, indicato per la vaccinazione di bambini e adulti
- vaccino adiuvato, raccomandato per la vaccinazione delle persone con più di 65 anni
- vaccino virosomale, adatto per la vaccinazione di bambini e adulti
- vaccino a subunità, consigliato per la vaccinazione dei bambini e degli adulti che in passato hanno avuto reazioni indesiderate alla vaccinazione antinfluenzale
A chi si consiglia
Per ridurre le complicanze della malattia la vaccinazione è raccomandata ad alcune categorie a rischio:
- persone con più di 65 anni
- adulti o bambini con malattie respiratorie, cardiache, renali o metaboliche
- bambini e adolescenti in cura con acido acetilsalicilico e a rischio di Sindrome di Reye
- donne in gravidanza
- bambini nati prematuri e con peso corporeo inferiore ai 2500 g, ma solo dopo il compimento del 6° mese
- medici e personale sanitario di assistenza
- personale di servizi pubblici (per esempio insegnanti, dipendenti pubblica amministrazione, addetti delle poste e telecomunicazioni)
- medici veterinari e personale a contatto con animali (per esempio allevatori, macellatori).
Quando
In base all’andamento delle epidemie influenzali in Italia il periodo ottimale per la vaccinazione è da metà ottobre a fine novembre. Per gli adulti è sufficiente una sola dose di vaccino che deve essere somministrata per via intramuscolare. Per i bambini sotto i 9 anni invece sono raccomandate due dosi pediatriche da somministrare per via intramuscolare a distanza di quattro settimane, la seconda dose entro i primi giorni di dicembre.
Prezzo
A partire da ottobre il prezzo dei vaccini diminuisce del 25-27%. Il costo quindi è compreso tra gli 8 e gli 11 € a seconda del tipo di vaccino. È disponibile gratuitamente presso le ASL per le fasce di popolazione a rischio in base ai piani di vaccinazione definiti dalle regioni.