Incontinenza

Una società per la pubblicità: «Informare i medici»
Informare i Medici srl ha sede presso l’AIUG. Dal sito AIUG (www.aiug.it) si apprende che
«è una società fondata nel 1994 da Antonella Rizzo, che opera nel settore medico della ginecologia e dell’urologia. L’attività viene svolta principalmente in due aree:
* Concessionaria di promozione e pubblicità. Siamo la concessionaria specializzata nel settore della ginecologia e dell’urologia; rappresentiamo molte riviste mediche di settore tra le quali Urogynaecologia International Journal e La Rivista di ginecologia consultoriale
* AIUG (Associazione italiana di urologia ginecologica e del pavimento pelvico). Coordiniamo e promuoviamo le attività dell’AIUG, la maggiore entità scientifica di settore, che, composta da urologi e ginecologi, studia le disfunzioni del pavimento pelvico e del tratto urinario femminile.[...]
I servizi alle imprese
[...] Area promozione
- campagne promozionali dirette agli specialisti o ai medici di base- iniziative di direct marketing- organizzazione e coordinamento di eventi- nuove idee e progetti diretti alla popolazione
Informare i Medici srl annovera fra i propri clienti numerose industrie farmaceutiche.

Gli sponsor delle società scientifiche

AIUG
Il XV congresso AIUG di ottobre 2005 è stato sponsorizzato dalla Boehringer («platinum sponsor»), Astellas, Pfizer, Lilly («gold sponsor»). Il fascicolo del programma contiene il volantino della campagna contro l’incontinenza e le pubblicità di tolterodina (prodotto Pfizer per la vescica iperattiva e duloxetina, prodotto Boeringher per l’incontinenza urinaria da sforzo). Il congresso ha ospitato un simposio Pfizer sull’incontinenza urinaria da sforzo moderato da Mauro Cervigni (presidente AIUG) e da Francesco Pesce (presidente SIUD). Francesco Catanzaro, membro del consiglio direttivo AIUG, ex presidente AIUG e SIUD, è membro del comitato scientifico della Fondazione italiana continenza. Mauro Cervigni, alla presentazione del Progetto ninfea ha dichiarato circa le novità farmacologiche: «La duloxetina rappresenta il primo ed unico trattamento farmacologico per l’incontinenza urinaria da sforzo (IUS), la forma clinica di incontinenza femminile più diffusa in Italia (riguarda ben 5 milione di donne, in particolare di età compresa tra i 25 e i 50 anni), che provoca perdite involontarie di urina a seguito di esercizi fisici, starnuti, colpi di tosse o risate, con la conseguente insorgenza di complessi problemi psicologici che vanno dal semplice imbarazzo ad un vero e proprio isolamento sociale».

SIUD
Un comunicato stampa in occasione del congresso nazionale della SIUD, nel novembre 2005, Francesco Pesce, presidente della SIUD, afferma: «Tra le novità farmacologiche presentate al congresso la solifenacina, una nuova molecola già disponibile nel nostro paese, per curare la vescica iperattiva, una devastante patologia che influisce pesantemente sulla qualità della vita e che affligge circa 50 milioni di persone in tutto il mondo uomini e donne anche in giovane età». La SIUD ritiene che: «una anomalia tutta italiana, fa sì che i pannoloni siano rimborsati dal SSN, mentre la terapia farmacologica sia a carico dei pazienti. Tutti i farmaci sono infatti esclusi dal rimborso, a eccezione dell’ossibutinina generica, rimborsabile solo se il disturbo è correlato a malattie neurologiche: Parkinson, sclerosi multipla, spina bifida (nota 87). «E’ quindi più che mai necessario», spiega Francesco Pesce, «aumentare la consapevolezza dell’impatto della sindrome della vescica iperattiva per promuovere iniziative affinché il governo riconsideri il rimborso dei farmaci disponibili affinché anche le categorie meno abbienti possano scegliere, le opzioni terapeutiche migliori». Questa analisi è state esposta durante un simposio sui disturbi della vescica sponsorizzato dalla Astellas Pharma. Il congresso SIUD annovera altri sponsor: Pfizer, Sanofi, Lilly, Boehringer. Mario De Gennaro,vice presidente SIUD è membro del comitato scientifico della Fondazione italiana continenza.

L’incontinenza secondo “evidenza”

Per quanto riguarda l'incontinenza urinaria da sforzo esistono poche cure non sempre efficaci. Alcune di queste portano effetti colaterali non trascurabili. E’ bene quindi che ognuno valuti in base alla gravità dei sintomi il profilo rischio e beneficio di ogni trattamento proposto.

Cos’è
Da Clinical Evidence* si apprende che nelle donne dai 20 anni in su è stata registrata una frequenza del 69 per cento di episodi di incontinenza urinaria, del 19 per cento di nicturia (frequente impulso a urinare durante la notte), del 61 per cento di urgenza minzionale e del 23 per cento di disuria (emissione difficoltosa e irregolare dell'urina).
In genere questi disturbi hanno un andamento a fasi alterne e nel 30 per cento dei casi si risolvono nel giro di un anno.
Vi sono numerosi limiti nelle ricerche che si occupano dell’argomento: vengono usati strumenti imprecisi come i questionari per indagare la presenza dei sintomi urinari; i punteggi utilizzati non sono confrontabili così come i criteri usati per definire diagnosi, guarigione o miglioramenti; inoltre vengono assimilati pazienti con sintomi diversi quali l’incontinenza e l’urgenza, senza distinguere nell’attribuzione dei risultati.

Si possono distinguere diversi tipi di incontinenza, che riconoscono cause diverse.
• Da urgenza (urge incontinence): impellenza minzionale con incapacità di ritardare la minzione.
• Da sforzo (stress incontinence): tosse, risata, starnuti, attività sportiva, eccetera. Tra le cause gravidanze e parti vaginali, obesità e fumo. Si verifica quando vi è un difetto di chiusura dello sfintere uretrale intrinseco dell’uretra, a causa di una pregressa chirurgia pelvica o di una radioterapia oppure dovuta a carenza estrogenica.
• Da rigurgito: si manifesta con frequente sgocciolamento di piccole quantità di urina. Si manifesta soprattutto nelle forme ostruttive, in cui vi è abbondante residuo postminzionale.
• Funzionale, per inabilità fisica o cognitiva del soggetto.

Terapie per l’incontinenza
Trattamenti non farmacologici
Clinical Evidence prende in considerazione le terapie chirurgiche e non per l’incontinenza urinaria da sforzo (non è considerata la sindrome da vescica iperattiva). Questi gli esiti delle ricerche condotte sulle prove scientifiche oggi disponibili:
Trattamenti non chirurgici probabilmente utili
          • esercizi muscolari per il pavimento pelvico;
          • elettrostimolazione del pavimento pelvico;
          • coni vaginali.
Trattamenti non chirurgici di utilità non determinata:
          • estrogeni.
Trattamenti chirurgici probabilmente utili
          • colposospensione retropubica a cielo aperto;
          • colposospensione laparoscopica.
Trattamenti chirurgici probabilmente utili da valutare caso per caso:
          • fionde suburetrali;
          • sospensione ad ago del collo vescicale.
Trattamenti chirurgici di utilità discutibile
          • colporrafia anteriore.

Trattamenti farmacologici
Dalla bibliografia disponibile si possono ricavare le seguenti informazioni circa le cure farmacologiche:
Vescica iperattiva
Anticolinergici anti muscarinici (tolterodina e oxibutinina): agiscono sui recettori responsabili delle contrazioni del muscolo detrusore e dell’impulso a mingere. Hanno mostrato un’efficacia maggiore del placebo in studi con qualche difetto metodologico (Herbison 2003). Effetti collaterali: secchezza della mucosa orale e congiuntivale, nausea, cefalea e stipsi.
Incontinenza urinaria da sforzo
Il primo e unico farmaco ammesso per l’incontinenza urinaria da sforzo è la duloxetina (vedi la scheda sul farmaco).

La nascita in vitro della vescica iperattiva

Marco Grassi ha analizzato su Occhio Clinico (2002; 10) l’esito di una campagna di sensibilizzazione sulla vescica iperattiva, disturbo mai individuato prima:
«L’incontinenza urinaria non è in cima alla lista delle cause di accesso negli ambulatori e non è neppure un’affezione che mette a repentaglio la vita. Difficile quindi proporre un nuovo farmaco come la tolterodina senza riuscire a legittimare la condizione e il relativo trattamento presso il pubblico. Il colpo di genio fu di posizionare il prodotto con un’indicazione meno imbarazzante e più sfumata (anche da un punto di vista clinico) di vescica iperattiva.
Negli Stati uniti una campagna di sensibilizzazione ha portato, in un anno, le visite per incontinenza da 1,8 milioni a 2,6 e rianimato un segmento di mercato privo di slancio da oltre vent’anni. La storia è stata così celebrata su una rivista di marketing farmaceutico: "La tolterodina ha creato un nuovo mercato come risultato di una campagna di informazione al pubblico in grado di aumentare la consapevolezza di una condizione, i suoi sintomi e le possibilità di cura" (Liebman 2000).
In compenso secondo quanto riportato in letteratura non sembra che il farmaco sia molto più efficace del placebo: il 50 per cento dei pazienti che assumeva la tolterodina riportò un miglioramento della funzione vescicale contro il 47 per cento di chi prendeva il placebo (Abrams 1998)».

* Clinical Evidence
Su iniziativa della Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) tutti i medici italiani hanno accesso a un volume, intitolato Clinical Evidence (edito dal BMJ Publishing Group), che raccoglie le revisioni sistematiche sulla efficacia degli interventi di prevenzione e cura di circa 300 malattie. I capitoli di questo volume sono aggiornati con continuità da team di ricercatori man mano che nuovi studi pertinenti si affacciano nel contesto medico-scientifico e costituisce quindi una base comune che tutti i medici italiani hanno a disposizione per essere tempestivamente informati sulle novità in campo di prevenzione e cura.