Occhio alla bufala
Differenza fra efficacia teorica ed efficacia sul campo
Efficacy ed effectivness: il caso del vaccino antinfluenzale
Ogni anno, verso ottobre, i giornali escono con titoli sempre uguali, del tipo: "arriva l'influenza, 5 milioni di italiani a letto". In realtà, di questi presunti cinque milioni di persone, la quota di individui che si ammalerà di vera e propria influenza varia di anno in anno, ma difficilmente supera un terzo del totale.
Tutti gli altri malanni sono riconducibili a forme parainfluenzali (da altri virus o batteri): i sintomi sono simili e difficilmente distinguibili a una visita dal medico. Non c'è da stupirsi, allora, se fra coloro che prendono il vaccino antiinfluenzale solo una parte non si ammalerà di "influenza".
A questo proposito, gli studi dicono che il vaccino ha un'efficacia teorica (efficacy) compresa fra il 60-70%, ma un'efficacia sul campo (efficiency) di appena il 10-20%. Che cosa vuole dire questo? L'efficacia teorica misura i casi in cui il vaccino ha evitato l'influenza nelle condizioni controllate di uno studio clinico.
L'efficacia sul campo, invece, misura quanti reali casi di influenza il vaccin riesce a prevenire in quella popolazione "reale" colpita da sintomi influenzali (molti dei quali non sono stati infettati dai virus influenzali bensì da altri microrganismi). Confondere queste due forme di efficacia porta spesso l'informazionemedica a sovrastimare la potenza dei farmaci.