Disease mongering. La società odierna è troppo medicalizzata
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Se non si tratta del classico espediente del termometro messo sul calorifero per simulare una febbre che permette di restare a casa da scuola, poco ci manca...
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Nuovo test per il tumore dell'ovaio: approvato ma sconsigliato
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Fonte
A. Pollack. Cancer Test for Women Raises Hope, and Concern. New York Times, 26-08-2008
Individuare i tumori ovarici a uno stadio precoce e con un semplice esame del sangue.
Il test esiste già ed è in commerio da pochi mesi negli Stati Uniti, eppure molti esperti e la stessa Food and Drug Administration gli hanno riservato un'accoglienza a dir poco cauta: mancherebbero, a loro parere, le prove di efficacia
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Antipsicotici: a chi interessano le prescrizioni?
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- Conflitto di interessi in medicina
- Medicalizzazione e mercato delle malattie
- associazioni di antidepressivi, antipsicotici, sedativi e ipnoti
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- bambino iperattivo
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- depressione, farmaci per il trattamento della
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Gardiner H. Psychiatrists, children and drug industry’s role. The New York Times, May 10, 2007.
Nel Minnesota, stato USA al confine col Canada, in un periodo di cinque anni, le somme di denaro trasferite dalle industrie agli psichiatri sono aumentate di sei volte, per un totale di 1.6 milioni di dollari. Contemporaneamente il numero di prescrizioni di farmaci antipsicotici a bambini, soprattutto contro l’inappetenza e il disturbo bipolare, è aumentato di dieci volte.
Una legge del Minnesota, obbliga le industrie farmaceutiche a dichiarare i compensi accordati ai medici in cambio di prestazioni quali presentazioni a congressi, corsi, pubblicazioni scientifiche. Grazie a questo provvedimento il New York Times ha potuto fare i conti in tasca agli specialisti.
Gli interessati hanno fatto spallucce. I produttori di farmaci sostengono che lo scambio di informazioni tra industria e medici sia una conseguenza della nascita e sviluppo di nuove molecole e sarebbe irragionevole non incaricare proprio chi conosce bene un prodotto e lo utilizza a presentarlo ai colleghi in qualità di esperto. Dall’altra parte si difendono i medici che, credendo nell’efficacia di un farmaco, si sentono motivati ad accettare incarichi con incentivi e ribadiscono la propria indipendenza decisionale da eventuali interessi finanziari.
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Dimagrire con gli integratori? Lo spot inganna
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Fonti
Federal Trade Commission reaes "nw years's" resolution with four major weight-control pill marketers. Federal Trade Commission press release 4 Jan 2007.
Ventisei milioni di dollari. Questa la somma che Bayer e altre società farmaceutiche più piccole hanno accettato di pagare al governo americano per pubblicità ingannevole sui prodotti dimagranti. La notizia arriva dalla Federal Trade Commission, che di recente aveva messo sotto accusa gli spot di un prodotto multivitaminico di Bayer, chiamato One-a-Day WeightSmart, e le pillole dimagranti CortiSlim, TrimSpa e Xenadrine EFX, vendute da altre aziende.
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Diabete: il conflitto si nasconde nei blog
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Fonti
Lancet 2006; 368: 1641
Un richiamo all’attenzione sul mondo dei blog, soprattutto quando trattano di malati e malattie. Questo è quanto si propone Ivan Oransky - direttore editoriale di Scientist - con il resoconto della sua indagine sui diabetes bloggers pubblicato di recente su Lancet. Leggendo l'articolo, infatti, si scopre che sono ben 480.000 i blog che trattano l’argomento diabete (pur non in maniera esclusiva). Tra gli autori pochi medici, la maggior parte sono persone che vogliono condividere la propria esperienza di malati con quanti si trovano nelle stesse condizioni e che nei blog raccontano le proprie giornate, tra medicine, controlli, ma anche uscite la sera e viaggi.
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Alzheimer: farmaci in cerca di pazienti?
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Maggini M, Vanacore N, Raschetti R. Cholinesterase inhibitors: drugs looking for a disease?
PLoS Medicine 2006;3(4) DOI: 10.1371/journal.pmed.0030140
Gli studi randomizzati godono la fama di fornire chiare prove a favore o contro l'efficacia
di un determinato trattamento e, per questo motivo, un risultato positivo rappresenta il miglior lancio pubblicitario per un nuovo farmaco. Tuttavia, accade spesso che i dati vengano presentati in modo da enfatizzarne gli aspetti favorevoli e da suggerire possibili usi "off-label" (vale a dire per malattie o categorie di pazienti per i quali non è stata approvata la prescrizione), dei quali sarebbe invece meglio dubitare.
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I conflitti delle linee guida
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Fonti
Nature 2005; 437: 1070-1;
BMJ 2005; 331: 982
I ricercatori e i medici che scrivono le linee guida negli Stati Uniti hanno estesi legami finanziari con l’industria farmaceutica. Questo il risultato (che non sorprende, in realtà) di un’ampia inchiesta condotta da Nature: dall’esame di oltre duecento linee guida depositate nel 2004 presso l’US National Guideline Clearinghouse, infatti, è emersa una lunga serie di conflitti di interesse – alcuni dichiarati altri celati – che riguarda almeno un terzo degli autori e oltre il settanta per cento delle commissioni di esperti incaricate della stesura dei documenti.
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Business e marketing sull’obesità
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Nature 2005, 437: 618-19;
Lancet 2005, 365: 1389-1397
L’obesità rappresenta uno dei peggiori pericoli per la salute, ma tra pochi mesi potrebbe finalmente arrivare il farmaco che risolverà ogni problema? E’ questo il succo di un articolo apparso su Nature, la rivista scientifica che al mondo ha il maggior impact factor, indice indiscusso di autorevolezza. I contenuti però questa volta ricordano più i lanci promozionali di un prodotto che una corretta informazione scientifica.
Argomento della sezione Business della rivista d’oltremanica è l’imminente approvazione da parte della FDA del rimonabant, una molecola che promette di calmare l’appetito, far perdere peso, abbassare i livelli di colesterolo e di glicemia e persino aiutare a smettere di fumare agendo sul sistema endo-cannabinoide, responsabile del senso di gratificazione dato dai cibi appetitosi e dal fumo.
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Se il farmaco non funziona ti rimborso la cura
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Fonti
Moldrup C. No cure, no pay. BMJ 2005; 330: 1262-4
Una nuova strategia di marketing comincia a farsi strada all’interno delle case farmaceutiche e potrebbe non essere molto lontano il giorno in cui sarà possibile ottenere il rimborso del denaro speso per acquistare medicine che non hanno funzionato a dovere o hanno provocato seri effetti collaterali.
Una buona fetta dei farmaci prescritti, infatti, produce gravi effetti indesiderati o si rivela inefficace. In questi casi oggi al paziente non resta che recarsi di nuovo dal proprio medico e richiedere un’altra cura, con la speranza che questa possa alleviare il disturbo di cui soffre. In futuro invece potrebbe prendere piede il nuovo sistema, subito battezzato “no cure-no pay”, e secondo Claus Moldrup (che insegna scienze farmaceutiche presso l’Università danese di Copenaghen), questa nuova strategia potrebbe portare benefici ai consumatori, ai sistemi sanitari e persino alle aziende produttrici.
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Riviste mediche in conflitto
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Fonti
PLOS Medicine May 2005, vol 2, issue 5; PLOS Medicine Mar 2005, vol 2, issue 3
“Le riviste mediche dovrebbero criticare i trial clinici, non pubblicarli”. A sostenere la tesi provocatoria non è l’ennesima associazione di consumatori agguerriti contro le case farmaceutiche, ma Richard Smith, ex direttore del British Medical Journal, l’importante rivista medica d’oltremanica. Dopo 25 anni trascorsi a pubblicare ricerche sponsorizzate dall’industria – di cui gli ultimi 13 passati al vertice di tutto il gruppo editoriale legato al BMJ– Smith definisce i giornali medici “un’estensione delle strategie di marketing delle compagnie farmaceutiche” e accusa le aziende di pilotare gli studi clinici in modo da ottenere solo risultati favorevoli.
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