Ricerca

Tre farmaci di origine naturale per il mal di schiena

Gagnier JJ et al. Herbal Medicine for low back pain. The Cochrane Database of systematic reviews 2006, Issue 2.

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Cercasi volontari per trial in caduta libera

Fonte
Gordon CS et al. BMJ 2007; 327: 1459

Non ci sono prove che il paracadute sia utile per la prevenzione di morte e traumi causati dalla forza gravitazionale.

Un’ampia revisione sistemata pubblicata sul British Medical Journal non ha trovato nelle banche dati scientifiche alcun trial randomizzato che abbia valutato l’efficacia del paracadute. Gli autori non hanno potuto fare altro che constatare che a favore di questo strumento non esiste alcuna prova scientifica rigorosa.

In effetti i sostenitori della medicina basata sulle prove da sempre vanno affermando che la fama del paracadute dipende solo da studi osservazionali: strumenti imperfetti per valutare la reale efficacia di una cura. Inoltre fanno presente che anche i dati osservazioniali sono deboli: esistono diversi report di inefficacia del mezzo, il cui uso è comunque associato a un certo tasso di mortalità. L’intervento è sempre stato giudicato vantaggioso per contrastare gli effetti nocivi dell’attrazione gravitazionale quando confrontato in assenza di terapia. Eppure si riportano casi in cui anche una caduta da più di 10 mila metri non ha prodotto alcun trauma. La questione che i ricercatori si sono posti è: qual è l’esatto profilo rischio benefico del paracadute? LA risposta non può che provenire da un trial con tutti i crismi dell’EBM, randomizzato e preferibilmente in doppio cieco, confrontato con placebo o, meglio, con un intervento alternativo come la rete.

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Quale stent per la cardiopatia ischemica?

La cardiopatia ischemica è una malattia cardiaca caratterizzata da un ridotto apporto di sangue al cuore, dovuto alla chiusura o al restringimento delle arterie coronarie, i vasi sanguigni che nutrono il cuore stesso. In molti pazienti, i restringimenti dei vasi possono essere dilatati in modo da ripristinare un flusso normale ricorrendo a una tecnica particolare chiamata angioplastica.

L’idea di base è semplice: si tratta di inserire nell’arteria con il restringimento un piccolo catetere con un palloncino gonfiabile all’estremità. Al momento dell’inserimento il palloncino è sgonfio, ma viene poi gonfiato: così preme sulle pareti del vaso allargandolo. Per evitare che il vaso vada incontro a un nuovo restringimento o addirittura a una nuova chiusura (restenosi), nel vaso può poi essere posizionata una struttura a forma di tubicino (stent) che può essere di varie forme e materiali e ha la funzione di mantenere aperta l’arteria.

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Il pomodoro fa bene al cuore?

Diversi studi epidemiologici condotti negli ultimi anni suggeriscono che una sostanza presente in abbondanza nel pomodoro possa aiutare a proteggere da malattie cardiovascolari e da alcuni tipi di cancro. Si tratta del licopene, un pigmento vegetale (un carotenoide, per la precisione), presente in quantità minori anche nel pompelmo rosa, nell'anguria e nella papaia.

Il licopene svolge un'azione antiossidante che sembra in grado di neutralizzare i pericolosi effetti dei radicali liberi a carico delle membrane cellulari. Finora, però, non è mai stata dimostrata una correlazione diretta tra assunzione di licopene ed effetti benefici sulla salute del cuore, né si sono individuati in dettaglio i meccanismi molecolari che potrebbero essere alla base di questi effetti o le modalità con cui questa sostanza viene assorbito dall'organismo.

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Studi nutrizionali finanziati dall'industria: il risultato è troppo buono

Fonti
Lesser I et al. PLOS Medicine 2007; 4: issue 1, e5
Hopkins Tanne J. BMJ 2007; 334:62

Bere latte tutti i giorni fa davvero bene alle ossa? E i succhi di frutta hanno un'azione antiossidante o favoriscono carie e obesità? A queste e molte altre domande cercano di rispondere le centinaia di studi nutrizionali intrapresi ogni anno con o senza il supporto dell'industria alimentare.

Ma è proprio lo sponsor a fare la differenza sulla risposta. Almeno secondo quanto emerge da una revisione appena pubblicata su PLOS Medicine da un gruppo di ricercatori del Children's Hospital dell'Università di Harvard. Il risultato? Anche in campo alimentare gli studi finanziati dall'industria hanno probabilità molto più alte di essere a favore dell'azienda, addirittura da 4 a o 8 volte in più rispetto a quelli che ricevono denaro solo da istituzioni pubbliche.

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Revisione Cochrane sui danni del sole sulla pelle

Interventi per danneggiamento cutaneo causato dal sole

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Rosiglitazone, olanzapina e fluoxetina: tre farmaci che danno e poi tolgono

Fonte
Kahn S et al. N Engl J Med 2006; 355: 2427
Berenson A. The New York Times 21 dicembre 2006
Richards JB et al. Arch Intern Med 2007; 167: 188

Le storie di rosiglitazone, olanzapina e fluoxetina si incrociano: su un piatto mettono alcuni vantaggi, sull'altro effetti collaterali non trascurabili. Sta però a chi alla fine deve scegliere, dove far pendere la bilancia dopo aver considerato i pro e i contro.

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I tuoi diritti quando partecipi alla ricerca clinica

Posted Febbraio 2nd, 2007 by redazione
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1. DIRITTO A DARE O NEGARE IL PROPRIO CONSENSO ALLA SPERIMENTAZIONE

La decisione di entrare a far parte di uno studio clinico deve essere presa attentamente solo dopo aver raccolto tutte le informazioni possibili. Il medico che propone lo studio ha il dovere di fornire tutte le informazioni e rispondere in modo chiaro e semplice a tutte le possibili domande sullo studio (leggi: Sperimentazione clinica: cosa è bene sapere prima di partecipare ). Ogni paziente ha il diritto di dare o negare il proprio consenso alla partecipazione senza ripercussioni sul proprio diritto di essere curato. Nel caso di rifiuto alla partecipazione il soggetto non è tenuto a dare spiegazioni, e ha il diritto di ricevere comunque il miglior trattamento al momento disponibile.

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