Come gestire il follow-up delle pazienti trattate per carcinoma endometriale ? Lo STUDIO TOTEM prova a rispondere
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Nel corso degli ultimi anni i costi legati alla gestione delle malattie neoplastiche sono aumentati in modo considerevole diventando una percentuale elevata di tutta la spesa sanitaria nazionale. Questo fenomeno è legato a molteplici fattori: nuovi farmaci, nuove terapie, nuove metodiche diagnostiche, ma sicuramente una grande componente dell’aumento della spesa è dato dalle procedure di follow-up
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Eritropoietina per le lesioni del midollo spinale
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Le lesioni traumatiche del midollo spinale rappresentano una delle cause principali di disabilità (paraplegia e tetraplegia in primis) nel nostro paese: ogni anno, in Italia si verificano tra 18 e 25 casi di lesioni midollari traumatiche per milione di abitanti.
Come è facile immaginare, si tratta di condizioni che comportano un elevatissimo impatto a livello individuale e sociale e un elevato costo di gestione sia per le famiglie colpite sia per la collettività.
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Esposizione a mercurio e altri contaminanti: quali effetti sui neonati?
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Gli effetti neurotossici su feti, bambini e anche adulti, di elevate concentrazioni di mercurio sono purtroppo ben noti, anche in seguito ad alcune tragiche vicende di intossicazione collettiva del passato. Come quella della città di Minamata (Giappone), in cui tra gli anni cinquanta e sessanta l’esposizione al metallo rilasciato da un’industria chimica nelle acque della baia circostante ha interessato, con gravi o gravissime conseguenze, oltre 12.000 persone. Read more »
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Quale stent per la cardiopatia ischemica?
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La cardiopatia ischemica è una malattia cardiaca caratterizzata da un ridotto apporto di sangue al cuore, dovuto alla chiusura o al restringimento delle arterie coronarie, i vasi sanguigni che nutrono il cuore stesso. In molti pazienti, i restringimenti dei vasi possono essere dilatati in modo da ripristinare un flusso normale ricorrendo a una tecnica particolare chiamata angioplastica.
L’idea di base è semplice: si tratta di inserire nell’arteria con il restringimento un piccolo catetere con un palloncino gonfiabile all’estremità. Al momento dell’inserimento il palloncino è sgonfio, ma viene poi gonfiato: così preme sulle pareti del vaso allargandolo. Per evitare che il vaso vada incontro a un nuovo restringimento o addirittura a una nuova chiusura (restenosi), nel vaso può poi essere posizionata una struttura a forma di tubicino (stent) che può essere di varie forme e materiali e ha la funzione di mantenere aperta l’arteria.
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Il pomodoro fa bene al cuore?
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Diversi studi epidemiologici condotti negli ultimi anni suggeriscono che una sostanza presente in abbondanza nel pomodoro possa aiutare a proteggere da malattie cardiovascolari e da alcuni tipi di cancro. Si tratta del licopene, un pigmento vegetale (un carotenoide, per la precisione), presente in quantità minori anche nel pompelmo rosa, nell'anguria e nella papaia.
Il licopene svolge un'azione antiossidante che sembra in grado di neutralizzare i pericolosi effetti dei radicali liberi
a carico delle membrane cellulari. Finora, però, non è mai stata dimostrata una correlazione diretta tra assunzione di licopene ed effetti benefici sulla salute del cuore, né si sono individuati in dettaglio i meccanismi molecolari che potrebbero essere alla base di questi effetti o le modalità con cui questa sostanza viene assorbito dall'organismo.
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Studio WARFASA: aspirina contro il tromboembolismo
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Il tromboembolismo venoso è una patologia comune che presenta un’incidenza annua pari allo 0,5-1,6 per 1.000 nella popolazione generale e comprende in realtà due fenomeni sovrapponibili: la trombosi venosa profonda
e l’embolia polmonare. In particolare, per trombosi venosa profonda si intende la chiusura di un vaso venoso in un qualunque distretto dell’organismo, ma soprattutto a livello degli arti inferiori. L’embolia polmonare, invece, rappresenta in genere una complicanza della trombosi venosa profonda ed è causata da un trombo che, distaccandosi dalla sua sede, raggiunge il circolo polmonare.
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MITO-2: carboplatino e doxorubicina liposomiale per il tumore all’ovaio
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Il carcinoma dell’ovaio è la seconda neoplasia ginecologica in ordine di frequenza, dopo il carcinoma della cervice, ma la prima in ordine di mortalità. Le cause principali di questa elevata mortalità risiedono innanzitutto negli scarsi sintomi che accompagnano la malattia, per cui la maggior parte delle pazienti si presenta in stadio avanzato, oltre che nei risultati limitati ottenuti dalle terapie. Infatti, il trattamento chemioterapico d’elezione (costituito da un’associazione tra carboplatino e paclitaxel), pur in grado di ottenere elevate percentuali di risposte obiettive anche nelle pazienti con stadio di malattia avanzato, non garantisce risultati altrettanto soddisfacenti in termini di controllo della malattia a lungo termine. E' infatti frequente che, pur trattate, molte pazienti vadano incontro a progressione della malattia dopo un certo intervallo di tempo.
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Melanoma: e se bastasse la biopsia del linfonodo sentinella?
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Ogni anno, in Italia, sono 6.000 le persone colpite da melanoma e 1.500 i decessi causati da questo tumore, la cui frequenza sta progressivamente aumentando in tutto il mondo.
Esistono diversi fattori da cui dipendono sia la capacità del melanoma di dare origine a metastasi sia la possibilità di sopravvivenza del paziente affetto, ma secondo diversi studi il principale di questi fattori è rappresentato dallo spessore del tumore primario determinato secondo Breslow. Infatti, mentre la sopravvivenza globale a 5 anni dall’escissione chirurgica di un melanoma primario è di circa il 70-85% se lo spessore del tumore è compreso tra 2 e 4 mm, questo valore scende al 50-70% quando lo spessore è superiore.
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SYNTAX: stent a rilascio
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Il trattamento tradizionale per pazienti affetti da disturbi a tutte e tre le arterie coronarie o il tronco comune è rappresentato dall’innesto di bypass aortocoronarico. Di recente, però, si sta facendo strada la sostituzione di questo intervento
chirurgico con un intervento di angioplastica coronarica: si inserisce attraverso l’arteria femorale un dispositivo, lo stent, che allarga la coronaria e rilascia un farmaco che previene altri restringimenti.
In realtà, esiste già una certa casistica di pazienti con disturbi alle coronarie delle tre coronarie o del tronco comune trattati con l’angioplastica e l’inserzione di stent a rilascio di farmaco, ma non è mai stato condotto uno studio randomizzato e controllato sull’effettiva efficacia
di questa tecnica rispetto all’intervento cardiochirurgico. E’ questo l’obiettivo del trial SYNTAX (SYNergy between PCI with TAXUS and Cardiac Surgery): un trial internazionale sponsorizzato dalla Boston Scientific Corporation e condotto anche in sette centri italiani, con la coordinazione dell’ospedale San Raffaele di Milano.
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Quanta ciclofosfamide per la nefrite lupica?
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Il lupus eritematoso sistemico giovanile è una malattia cronica autoimmune caratterizzata da una disfunzione del sistema immunitario che, invece di proteggere il corpo da virus e batteri
, attacca i propri organi e tessuti. In particolare, il lupus eritematoso sistemico giovanile può colpire la pelle, le articolazioni, il sangue e i reni e i bambini affetti sembrano più soggetti, rispetto agli adulti, a sviluppare un coinvolgimento dei reni: si parla in questo caso di nefrite lupica.
Attualmente, il trattamento di base per la nefrite lupica è costituito da un’associazione di corticosteroidi
e ciclofosfamide, ma non esistono studi in grado di stabilire in maniera precisa il dosaggio ottimale di ciclofosfamide. Ed è proprio questo l’obiettivo di un trial clinico multicentrico
voluto dall’Organizzazione internazionale di trial in pediatria e reumatologia (Pediatric Rheumatology INternational Trials Organization - Printo) e coordinato in Italia dall’Istituto Giannina Gaslini di Genova.
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