farmaci antinfiammatori non steroidei (fans)

Finalmente prove certe a supporto dei farmaci antidolorifici

Moore RA, Derry S, McQuay HJ, Wiffen PJ. Single dose oral analgesics for acute postoperative pain in adults. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010 , Issue 9 . Art. No.: CD008659. DOI:10.1002/14651858.CD008659

Una recente revisione Cochrane valuta gli effetti dei diversi farmaci antidolorifici e segnala i farmaci per i quali le prove di efficacia sono scarse o inesistenti, aiutando medici e pazienti a prendere decisioni informate su quale antidolorifico utilizzare. La revisione Cochrane riporta i dati relativi a 45.000 pazienti coinvolti in 350 singoli studi.

Inserito da Valentina Pecoraro il Mer, 07/09/2011 - 16:59

Farmaci antinfiammatori più efficaci del paracetamolo nel curare i dolori mestruali

Marjoribanks J, Proctor M, Farquhar C, Derks RS. Nonsteroidal anti-inflammatory drugs for dysmenorrhoea. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 1. Art. No.: CD001751. DOI: 10.1002/14651858.CD001751.pub2.

I farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) come l'ibuprofene, potrebbero essere più efficaci del paracetamolo nell'alleviare il dolore mestruale, in accordo con una revisione Cochrane appena aggiornata.

Inserito da redazione il Mer, 20/01/2010 - 14:19

Aspirina sì, purché approvata

Fonte
F.D.A. Warns Bayer on Marketing of 2 Aspirins. New York Times, 28 ottobre 2008

La farmacia di oggi offre numerose specialità terapeutiche che possiamo acquistare o dietro ricetta medica oppure liberamente, chiedendo al farmacista.

Inserito da Gabriele Rebuscelli il Ven, 06/03/2009 - 19:36

I farmaci non sono caramelle: il caso nimesulide

Fonte
Irish Medicines Board. IMB Announces immediate suspension of the marketing of medicines containing nimesulide, 2007

Il 15 maggio l’Irish Medicines Board, l'agenzia del farmaco irlandese, ha disposto l’immediata sospensione della vendita delle specialità medicinali contenenti nimesulide a seguito della segnalazione da parte della National Liver Transplant Unit del St. Vincent’s University Hospital di sei pazienti a cui è stato necessario un trapianto a seguito dell’assunzione di farmaci contenenti questo principio attivo.

Inserito da redazione il Mer, 04/07/2007 - 15:50

Il disco erniato va mezzo salvato

Fonte
James N et al. JAMA 2006; 296: 2441

In Italia ogni anno vengono asportate quasi 45 mila ernie intervertebrali. E’ così che in genere si tenta di risolvere il dolore provocato dalla compressione che un disco intervertebrale fuori posto esercita sulle radici dei nervi che partono dal midollo spianale.



La conclusione di un recente studio pubblicato sul Journal of American Medical Association porta a considerare inutili un numero rilevante di questi interventi.

Inserito da redazione il Mer, 20/12/2006 - 00:00

Gomito del tennista? Passa con un niente

Fonte
Bisset L et al. BMJ 2006; 333: 939

Epicondilite: chi l’ha avuta non se la dimentica. E’ un dolore piuttosto forte che costringe a tenere ferma l’articolazione del gomito. Probabilmente è causato da piccoli traumi passati inosservati ma che a lungo andare si fanno sentire. Per questo è conosciuto ai più come «gomito del tennista», lo sport che più di tutti mette sotto stress questa zona del corpo.

Ogni anno 7 persone su 1.000, di età compresa tra 35 e 50 anni, si trovano con il gomito bloccato dal dolore. I più fortunati dovranno pazientare sei mesi, altri invece dovranno convivere con un’articolazione fuori uso per ben due anni, in cui generalmente proveranno una moltitudine di cure (agopuntura, esercizi, ultrasuoni, massaggi, chirurgia, fasce ortopediche... ) che in realtà non hanno accumulato schiaccianti prove a proprio favore.
Lo studio pubblicato sul BMJ chiarisce vantaggi e svantaggi di tre strategie di intervento comparando i risultati di altrettanti studi clinici.
Ecco i risultati sintetizzati in un grafico, che confronta la semplice attesa (eventualmente con un antidolore), le iniezioni di corticosteroidi e la fisioterapia.



(clicca sull'immagine per ingrandire)

Inserito da redazione il Sab, 16/12/2006 - 00:00

Farmaci per le febbre nei bambini? Usare con cautela

Fonte
Hay AD et al. BMJ 2006; 333: 4

Per combattere la febbre nei bambini, che spesso causa malessere nei piccoli e ansia nei genitori, l’uso dei farmaci deve essere limitato alla dose minima necessaria. Secondo una ricerca in letteratura condotta da un gruppo di ricercatori di Bristol, mancano infatti le prove che sostengano l’uso di farmaci quali il paracetamolo e l’ibuprofene, solitamente prescritti e impiegati per curare la febbre nei bambini. I risultati, presentati in un editoriale apparso di recente sul British Medical Journal, mostrano una carenza di prove sull’efficacia di questi due farmaci usati da soli o in combinazione, rispetto a interventi quali spugnature fredde, vestire il meno possibile il bambino, abbassare la temperatura dell’ambiente.

Inserito da redazione il Mer, 31/05/2006 - 23:00

Quanto nuoce l’incertezza

La credibilità dell’agenzia statunitense che controlla efficacia e sicurezza dei farmaci, l’Food and Drug Administration, nel corso del 2004 ha subito almeno due colpi: nel caso dei farmaci antidepressivi SSRI e degli antidolorifici coxib, l’agenzia statunitense è stata accusata di aver accettato senza indagare a fondo il profilo di sicurezza presentato dalle ditte farmaceutiche, rivelatosi poi inadeguato.

L’FDA ha tentato di recuperare il credito perduto alzando il livello di guardia. Nell’ultimo anno ha raddoppiato il numero di avvisi pubblici circa il rischio di effetti collaterali, ha più che triplicato il numero di «black box», le avvertenze più serie sulla sicurezza, e raddoppiato i tempi di approvazione delle nuove sostanze.

Inserito da redazione il Mar, 13/09/2005 - 23:00

Ai voti le incertezze sugli antidolorifici

Il ritiro del rofecoxib da parte dell’azienda produttrice lo scorso autunno aveva creato non poca confusione tra i consumatori di questa classe di antidolorifici.

Per qualche anno i costosi prodotti di ultima generazione, chiamati anti cox 2 o coxib, avevano dominato il mercato, soppiantando in larga misura i vecchi farmaci (l’acido acetil salicilico fu sintetizzato agli inizi del novecento), grazie alla loro presunta minore propensione a provocare mal di stomaco e ulcere. Poi era arrivata improvvisa, ma non inattesa, una doccia fredda.

In pochi mesi, tra ottobre 2004 e febbraio 2005, si sono accumulati studi, editoriali e commenti che hanno generato controversie nel mondo della medicina: secondo alcuni la dannosità per il cuore accertata per il rofecoxib era una caratteristica anche di tutti gli altri anti cox 2 e quindi bisognava procedere al loro ritiro; secondo altri se anche fosse stata dimostrato l’effetto dannoso dell’intera classe non si sarebbe dovuto rinunciare ai vantaggi offerti dai nuovi farmaci.

Inserito da redazione il Lun, 04/04/2005 - 23:00

FANS: solo dannosi o anche inutili?

Fonte
Bjordal JM et al. BMJ 2004; 329: 1317

Per FANS si intendono i farmaci antinfiammatori non steroidei. Alcuni farmaci di questa classe (i primi scoperti) sono usati per sedare i dolori che durano pochi giorni: quando devono essere presi troppo a lungo, occorre associarli ad altri medicinali che proteggano dal mal di stomaco (comprese ulcere o sanguinamenti) provocati dagli antidolorofici.

Per cercare di ovviare a questi inconvenienti, sono stati inventati altri farmaci, appartenenti alla classe dei FANS, chiamati Coxib, che dovrebbero essere meno dannosi per lo stomaco, in modo da poterli utilizzare anche per disturbi cronici, che necessitano quindi di terapie prolungate.

Inserito da redazione il Ven, 03/12/2004 - 00:00