Giornate della salute: non va bene
Hanno destato scalpore le intercettazioni telefoniche diffuse in occasione di un recente caso giudiziario in cui un medico si vantava della propria astuzia nel prestarsi volentieri a visite gratuite pur di raccogliere pazienti da operare poi a pagamento. Sarebbe interessante che qualche esperto di sanità pubblica cercasse di calcolare l'induzione di spesa per esami, visite, trattamenti non necessari provocata dalla campagna di screening, i cui costi andranno in parte a ricadere sul bilancio della Regione ma probabilmente molto di più sulle tasche dei cittadini.
Tra tutti i progetti convogliati nei «Giorni della salute» milanesi il più sorprendente è stato il test di screening gratuito indicato per tutte le persone sopra i 65 ani di età ed effettuato in sei grosse parrocchie distribuite nelle diverse zone della città, e presentato come «programma di prevenzione contro l'Alzheimer». Ora, se c'è una malattia che purtroppo non si può prevenire è proprio l'Alzheimer: il test neuropsicologico, fatto eseguire a tappeto a tutti gli anziani che gravitavano intorno alle chiese coinvolte, nella migliore delle ipotesi Nei volantini con cui si invitavano le persone a sottoporsi all'esame non si faceva cenno a questo. Né si rifletteva sul fatto che forse non tutti preferiscono sapere che nel giro di qualche anno la propria vita e quella della propria famiglia sarà devastata da una demenza di cui al momento non c'è traccia. La conoscenza dei risultati in questo caso ha come sua unica conseguenza quella di togliere al presunto malato mesi o anni di vita serena, disturbata magari solo da qualche dimenticanza difficilmente distinguibile da quelle che prima o poi affliggono tutti. Tra le regole base degli screening c'è quella che devono ricercare solo malattie per cui si possono prendere provvedimenti sicuramente efficaci. Investire su questi invece che su una medicalizzazione a tappeto produrrebbe più vantaggi per i cittadini e per i bilanci pubblici. Alimentare la paura o la percezione di essere malati difficilmente darà alla metropoli un maggiore senso di benessere.
Roberta Villa
Inserito da redazione il Ven, 27/06/2008 - 22:32
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