Il peperoncino picca ma non bruciaFonte Fresco o essiccato, crudo o cotto, il peperoncino viene tanto decantato quanto denigrato, spesso per credenze che non hanno prove scientifiche. Uno studio recente sembra smentire l’idea diffusa che mangiarne tanto possa causare la comparsa di emorroidi, o peggiorarne i sintomi, liberando le persone che soffrono di questo disturbo da un regime alimentare che ne limiti l’uso. Lo studio - di tipo cross over Basta la punta di un coltello Per decidere quanta polvere di peperoncino utilizzare per la pastiglia di trattamento, i ricercatori hanno seguito le indicazioni di un membro dell’Associazione insegnanti di cucina italiana, secondo cui per rendere una pietanza piccante la quantità di polvere necessaria e sufficiente è pari alla punta di un coltello, calcolata su una media di misurazioni come pari a 10 mg. La polvere di peperoncino è stata ottenuta macinando insieme frutti e semi della specie Capsicum frutescens. Gli effetti del peperoncino La gravità dei sintomi è stata valutata da ogni paziente dopo sei ore, dopo un giorno e dopo due giorni dall’assunzione di ciascuna pastiglia, utilizzando una scala graduata da zero a dieci. Le persone coinvolte sono state invitate a non assumere durante lo studio pepe, alcol, caffè e cioccolato, cibi potenzialmente associati a disturbi gastrointestinali o sintomi emorroidali. «I risultati non mostrano differenze significative nella gravità dei sintomi riportata da chi ha assunto peperoncino e da chi ha invece assunto placebo, per nessuno dei sintomi valutati», spiega Donato Altomare, tra gli autori della ricerca. «Non ci sono ragioni insomma perché pazienti affetti da emorroidi non mangino cibo piccante, se lo desiderano». In definitiva, una credenza diffusa da riconsiderare. Cinzia Colombo
Inserito da redazione il Gio, 30/11/2006 - 00:00
|
|