Antidepressivi contro le vampate: pochi dati, pochi rischi, molte prescrizioni
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Le donne in menopausa hanno ottime probabilità A rivelare il boom di prescrizioni oltreoceano è un articolo del New York Times. «Non c'è modo di sapere quanti antidepressivi siano prescritti per curare le vampate», si legge nelle prime righe, «nessuno di questi farmaci è approvato per questa indicazione e i dottori che li prescrivono lo fanno off label».
Orfane della terapia ormonale sostitutiva (abbandonata in massa per il rischio Le prescrizioni di questi farmaci, sostengono gli specialisti USA; sono fondate sui risultati incoraggianti di recenti studi. Tuttavia non ci sono trial controllati e randomizzati, e alcune prove a favore sono emerse nel corso di trial condotti su un campione molto piccolo di donne sottoposte a terapia per la cura del cancro al seno. In particolare da tre studi sponsorizzati dalle aziende e condotti su poche decine di donne, è emerso che:
Altri due studi pubblicati lo scorso anno su JAMA, entrambi sponsorizzati dalle aziende produttrici dei farmaci in studio, sembravano indicare un beneficio soprattutto ad alte dosi di antidepressivo, e quindi conseguente aumento di effetti avversi.
Tutti risultati poco utili nel complesso a delineare un quadro chiaro sull'efficacia Le aziende farmaceutiche, tuttavia, si sono affrettate a chiedere all'FDA l'approvazione rapida per poter aggiungere sul foglietto illustrativo questa nuova indicazioni, sebbene l'agenzia statunitense abbia chiesto maggiori dati e risultati più convincenti. La preoccupazione maggiore degli esperti circa l'uso degli antidepressivi al di fuori della indicazioni per cui sono stati approvati riguarda infatti il rischio di peggiorare sintomi già molto comuni in menopausa: ansia, disturbi del sonno e perdita della libido. Inoltre non sono noti gli effetti avversi per uso prolungato di questi farmaci: una cura per i sintomi della menopausa può essere protratta per anni. «Pensiamo che siano più sicuri degli estrogeni», ha infatti commentato sulle pagine del quotidiano newyorkese Deborah Grady, direttore del Women's Clinical Research Center presso la University of California, San Francisco, «ma abbiamo studi su 20.000 donne per una durata di 8 o 9 anni per gli estrogeni e non c'è niente di simile sugli antidepressivi». Insomma rischia di ripetersi proprio l'errore che fu commesso con la terapia ormonale: fu prescritta fin dagli anni '70 ma i risultati dei primi studi clinici randomizzati e controllati, che ne ridimensionarono i benefici e ne misero in luce i rischi, furono pubblicati solo alla fine degli anni '90. Simona Calmi
Inserito da redazione il Mar, 29/01/2008 - 18:31
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