La Puglia alza i paletti tra i medici e i rappresentanti di farmaci
Arriva dalla Puglia una delle novità più interessanti che riguarda il mondo degli informatori medico-scientifici. Lo scorso luglio, infatti, la giunta regionale ha definitivamente approvato un nuovo regolamento che mira a stringere il controllo sull’interessato rapporto tra i rappresentanti delle aziende farmaceutiche e i medici.
La regione Puglia ha adottato questo protocollo nel rispetto della legge nazionale 326 del 2003, che delega alle regioni e alle province autonome la regolamentazione dell'informazione medico-scientifica e dei rapporti tra operatori sanitari e aziende farmaceutiche. Per elaborare il regolamento, poi, la giunta ha fatto riferimento anche alla linea guida creata in occasione della Conferenza stato-regioni del 20 aprile 2006. La linea guida nazionale Nella linea guida vengono date indicazioni molto precise circa l'elaborazione dei regolamenti regionali dell'informazione scientifica del farmaco. Nel documento, per esempio, si legge che il numero di visite annuali di ogni informatore scientifico del farmaco (ISF) ai singoli medici dovrebbe essere compreso tra tre e cinque (secondo le scelte delle regioni), e il limite massimo di campioni gratuiti annui per ogni dosaggio e forma dovrebbe essere di dieci nei primi 18 mesi di commercializzazione. E ancora, per quanto riguarda i farmaci in commercio da più di 18 mesi, la LG prevede che l'informatore non consegni più di 5 campioni a visita, con un limite massimo di 25 campioni all'anno. La linea guida ricorda poi che uno stesso prodotto, contenente lo stesso principio attivo, può essere presentato dall'azienda per un numero di volte pari a quello identificato dalla regione per le visite annuali. Inoltre, qualora un ISF sia responsabile del servizio di informazione di più prodotti, il numero massimo di visite rimane comunque determinato, sulla base delle scelte regionali, da 3 a 5 per anno, fatta salva l'esigenza di veicolare nuove informazioni rilevanti sull'uso appropriato dei medicinali. Anche il limite dei 20 euro per il valore dei prodotti promozionali gratuiti viene indicato nel documento nazionale. Per quanto concerne invece le modalità di controllo e le eventuali sanzioni a carico delle aziende o dei sanitari inadempienti, la linea guida lascia carta bianca agli enti locali. Il dibattito pugliese Per quanto rigido e severo possa apparire, il regolamento pugliese è stato duramente criticato per la sua genericità dalla FEDERISF, la federazione degli informatori scientifici del farmaco e delle loro associazioni. In un comunicato stampa, la federazione accusa il nuovo regolamento di «mancanza di coraggio nel contrastare le forti pressioni che farmindustria e le più importanti aziende del settore stanno esercitando, ormai da anni, su tutte le giunte regionali con l'obiettivo di continuare a operare in un regime di fatto deregolamentato». Tra le critiche più interessanti mosse dalla FEDERISF, c'è quella che riguarda la mancata imposizione di un limite annuo per l'informazione di ogni singolo farmaco. «E' vero che l'ISF può visitare ogni singolo medico massimo 5 volte all'anno, ma se lo stesso farmaco, come spesso accade, viene promosso da più ISF, i contatti si moltiplicano e l'informazione si trasforma in vera e aggressiva pressione commerciale».
E anche riguardo al punto cruciale delle sanzioni, la FEDERISF non si mostra certo più morbida: «tutto il capitolo relativo alle sanzioni risulta vago e permissivo, con il rischio Il caso calabrese Anche la giunta calabrese, con la deliberazione 445 del 29 giugno 2006, si è dotata di un protocollo regionale dell'informazione scientifica sul farmaco. Sono pochi, ma importanti, i punti che distinguono in maniera significativa questo regolamento da quello pugliese.
Di certo il provvedimento ha suscitato le critiche delle induistrie del farmaco e molte di loro hanno deciso di chiedere l'annullamento della delibera al TAR calabrese. Nel maggio scorso, però, il tribunale ha respinto il ricorso. Nella sentenza, complessa e puntuale, i magistrati hanno anche tenuto a precisare alcuni dei principi fondamentali dell'informazione medico-scientifica. Si legge, per esempio, che la funzione dell'informazione scientifica sui farmaci è la «tutela dell'interesse sanitario della collettività, e non di quello commerciale delle imprese». Il suo scopo è «la salvaguardia della salute e del benessere e non l'incremento delle vendite». E ancora, che il farmaco non è «un qualunque prodotto soggetto a libera attività promozionale», quindi è necessario garantire un'informazione «di qualità, obiettiva, affidabile e di carattere non promozionale». Per saperne di più Elisa Buson
Inserito da redazione il Mer, 31/10/2007 - 16:55
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