“Accesso allargato ai Farmaci” e “Uso Compassionevole”: situazione attuale e nuove proposte

Qualsiasi farmaco per poter esser commercializzato, e quindi utilizzato dalla popolazione, di norma necessita di un’opportuna valutazione di sicurezza ed efficacia da parte delle Autorità Competenti. Ci sono però situazioni particolari nelle quali è permesso l’uso di un farmaco non ancora formalmente autorizzato o al di fuori dall’indicazione terapeutica per la quale è stato sottoposto a valutazione, cioè in “off label”. Questo è possibile, ad esempio, quando nella pratica clinica corrente non ci sono alternative terapeutiche valide o in caso di gravi condizioni cliniche che mettano a rischio la vita del paziente. Queste opportunità di accesso agevolato a farmaci o a terapie vanno sotto il nome di “uso compassionevole” che viene formalmente definito dal Regolamento Europeo sui farmaci (art.83.2) http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:136:0001:0033:en:PDF come “la messa a disposizione, per motivi compassionevoli, di un medicinale ad un gruppo di pazienti affetti da una malattia cronica o gravemente invalidante o la cui malattia è considerata potenzialmente letale, e che non possono essere curati in modo soddisfacente con un medicinale autorizzato”. In Italia l’uso compassionevole di farmaci deve esser autorizzato da un Comitato Etico. Oltre a “uso compassionevole” si sente parlare anche di “programma di accesso allargato ai farmaci” o “expandedaccess data” e capita spesso che vengano confusi tra loro o mal interpretati.

Proviamo a far un po’ di chiarezza.
La mancanza di una definizione chiara e univoca, sia a livello europeo che a livello mondiale, può essere infatti causa di equivoci, così come sottolineato in una recente pubblicazione che parte proprio dall’esperienza dei Comitati Etici. Ecco come vengono intesi i termini “uso compassionevole” e“programma di accesso allargato” negli USA, in Europa e qui in Italia:
•    USA: la Food and Drug Administration americana, definisce il “programma di accesso allargato”, sinonimo in questo caso di“uso compassionevole”, come un metodo per rendere disponibili dei farmaci salvavita in condizione di grave malattia, quando i pazienti non possono rientrare in studi clinici ad hoc o nel caso in cui non ci siano trattamenti alternativi in commercio di simile o giustificata efficacia. Lo scopo principale del programma non è quello di ottenere informazioni aggiuntive riguardo la sicurezza e l’efficacia del farmaco in questione, ma quello di offrire un potenziale beneficio al paziente che non potrebbe ricevere in altro modo. Per i pazienti invece coinvolti in uno studio clinico, al termine dello stesso, se il farmaco sperimentale si è dimostrato utile e sicuro è possibile continuare a beneficiarne rientrando però nel programma di “estensione dello studio dietro autorizzazione”.
•    Europa: l’Agenzia dei Medicinali Europea (EMA) identifica come “uso compassionevole” una via di accesso facilitato a nuove opzioni di trattamento in sviluppo per gruppi di pazienti senza un’alternativa terapeutica valida in commercio o in pericolo di vita. L’uso compassionevole vero e proprio è inteso per gruppi di persone e va distinto da quello per il singolo cioè “basato sul nome del paziente”. Mentre i gruppi di pazienti, ad esempio con malattia rara, sono inseriti in registri di monitoraggio, il singolo paziente è sotto la responsabilità diretta del medico che ne richiede il trattamento. Per quanto riguarda invece il “programma di accesso allargato”, l’EMA utilizza una definizione simile a quella di programma di “estensione dello studio dietro autorizzazione” americana permettendo di includere nel piano di accesso allargato, oltre ai pazienti inclusi nei “criteri standard” precedentemente citati, anche pazienti che hanno terminato uno studio clinico riportandone benefici. In questo modo, per i pazienti è possibile continuare l’uso del farmaco mentre le industrie farmaceutiche o i clinici sono in grado di proseguire con la raccolta di informazioni utili da usare come supporto in vista di un’autorizzazione ufficiale all’immissione in commercio.
•    Italia: nel linguaggio comune, con uso compassionevole si intende un utilizzo in “off label” di un farmaco mentre per la prosecuzione del trattamento dopo uno studio clinico rientra
nell’accesso allargato. La possibilità di ottenere farmaci non autorizzati o di usarli in “off label” è regolamentato da numerosi decreti, anche se in linea di massima vengono rispecchiati i criteri europei. Il permesso di usufruire di terapie sperimentali è comunque concesso solo al termine di studi di fase 3 o quando ci sono informazioni di efficacia e sicurezza sufficienti da supportarne l’uso senza particolari controindicazioni.

Da questo quadro generale si può quindi comprendere come sia necessario dare omogeneità ai criteri e alle definizioni tenendo conto che gli studi clinici che coinvolgono più stati e più continenti sono ormai all’ordine del giorno.

A questo proposito, almeno per quanto riguarda lo scenario europeo, Eurordis, associazione Europea delle Malattie Rare, al fine di ridurre le disuguaglianze di accesso ai nuovi farmaci “off label” nei diversi paesi dando anche una maggiore uniformità in campo legislativo, ha da poco pubblicato un report con il quale lancia alcune proposte politiche:
•    adottare misure legislative europee;
•    formulare delle linee guida europee da applicare in tutti gli Stati membri per rinforzare il ruolo dell’EMA in questo campo;
•    prendere a modello il piano di “autorizzazione all’uso temporaneo” francese, reputato il più efficiente in ambito di uso compassionevole;
•    applicare le “direttive in materia di diritti dei pazienti” a livello europeo in modo da rendere accessibili i trattamenti a tutti coloro che ne necessitano, indipendentemente da dove vivono;
•    rendere i processi di autorizzazione adattabili a seconda delle precise condizioni dei pazienti;
Eurordis non solo propone idee in ambito legislativo-regolatorio, ma rivolge anche delle “raccomandazioni”:
•    Alle associazioni di pazienti consiglia di partecipare attivamente, in collaborazione con i clinici, allo sviluppo di prodotti che potrebbero rientrare nel programma di uso compassionevole.
•    Alle industrie, di definire chiaramente i criteri di accesso al programma, di adottare un adeguato piano di supporto economico per riuscire a coprire le spese per tutti i pazienti presi in carico, di collezionare informazioni utili riguardo soprattutto la tossicità del prodotto ma di non sostituirle alla conduzione di studi clinici controllati e, infine, di non interrompere il programma di uso compassionevole senza dare motivazioni.
•    Agli Stati membri viene sollecitata una maggiore trasparenza del programma di uso compassionevole autorizzato e di rispettare le direttive europee.
•    Infine, alle autorità europee di confrontare i vari programmi applicati nei diversi stati membri per identificarne uno unico per tutti e di sfruttare meglio i dati sui registri degli studi clinici europei per identificare quelli basati su farmaci che potrebbero rientrare nei criteri del programma di uso compassionevole (ad esempio studi clinici condotti senza gruppo di controllo).

Tenendo conto che questo problema non riguarda solo le malattie rare, è condivisibile la richiesta fatta ed è importante che il dibattito continui.

Diventa così indispensabile chiarire, a livello europeo, cosa si intende con “uso compassionevole” distinguendolo dall’ “accesso allargato” e di adottare gli stessi criteri in tutti gli Stati membri per poter parlare una lingua comune, anche per garantire equità tra i cittadini.
È inoltre fondamentale registrare e monitorare le autorizzazioni e gli utilizzi di questi farmaci (in modo indipendente rispetto agli studi clinici), nonché registrarne i risultati ottenuti per poter raccogliere nel tempo informazioni utili alla comunità scientifica,nel rispetto della sicurezza e della salute del singolo paziente coinvolto. 


Silvia Radrezza, Paola Mosconi
Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità
Dipartimento di Salute Pubblica
IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri


Per Approfondire:

http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/farmaci-ad-uso-compassionevole
http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Other/2010/01/WC500...
https://www.fda.gov/NewsEvents/PublicHealthFocus/ExpandedAccessCompassio...
http://agence-tst.ansm.sante.fr/html/pdf/5/atu_eng.pdf

Riferimenti:
Iudicello A, Alberghini L, Benini G, Mosconi P. Expanded access program: looking for a common definition. Trials 2016;17:21. DOI: 10.1186/s13063-015-1108-0
http://www.eurordis.org/it/news/come-migliorare-i-programmi-d-uso-compas...
http://download.eurordis.org.s3.amazonaws.com/positionpapers/Compassiona...


Ultimo aggiornamento 8 giugno 2017

Inserito da Anna Roberto il Gio, 08/06/2017 - 09:07