Strumenti per insegnare ai gruppi di comunità come progettare programmi di cambiamento del comportamento

Il Florida Prevention Research Center ha sviluppato, insieme ai partner della comunità, una serie di strumenti del marketing sociale per affrontare problemi di comunità locali.

Il Centro è ben posizionato nel fare in modo che i professionisti del marketing sociale influiscano sui comportamenti desiderati delle proprie comunità, grazie al modello di pianificazione innovativo di cui si sono dotati: il Community-Based Prevention Marketing (Bryant, Forthofer, McCormack Brown, Landis , & McDermott , 2000; Bryant et al., 2009).

Il Community-Based Prevention Marketing riconosce l'importanza di indirizzare/guidare determinanti a livello individuale, interpersonale, organizzativo, di comunità per conseguire il cambiamento desiderato. Esso si basa sul presupposto che il cambiamento di comportamento individuale è facilitato da cambiamenti multilivello che lo rendono più attraente, più facile e meno costoso.

E’ stato inizialmente testato a Sarasota, in Florida, nel 1999, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità della Contea di Sarasota e una commissione di comunità. La commissione di comunità utilizzò la ricerca di marketing per progettare un intervento col fine di dissuadere gli studenti delle scuole medie dall’iniziare a fumare o bere (FPRC, 2013; Landis et al., 1999; McCormack Brown et al., 2001; McCormack Brown, McDermott, Bryant, & Forthofer, 2003).

Il Florida Prevention Research Center ha creato il Community-Based Prevention Marketing per insegnare ai gruppi di comunità come applicare il marketing sociale nella definizione dei processi di policy-making. Il modello Community-Based Prevention Marketing si basa su 8 passaggi.

1. “Creare le basi”: Il passo iniziale è pensato per capire il modello stesso e le risorse necessarie per la sua attuazione. Comprende la creazione di una checklist.
2. “Che cosa dovremmo cambiare?”: l'obiettivo è vagliare le opzioni politiche – fino a un massimo di 10 – attraverso una procedura di voto, consentendo un’analisi più approfondita nel passaggio successivo.
3. “Quale politica o politiche dovremmo promuovere?”: seleziona le linee da promuovere e applica il concetto di “Ritorno sugli investimenti” (ROI , McKenzie - Mohr , 2011) per aiutare il gruppo nel selezionare una o due politiche da promuovere.
4. “Identificare il pubblico”. In questa fase la commissione identifica gruppi e individui che saranno interessati direttamente dalla policy (beneficiari), che trarranno interesse dai suoi esiti (stakeholder), o decideranno se promulgarla (politici).
5. “Ascoltare”. L'obiettivo è ottenere le informazioni necessarie per modificare la politica de seguire, al fine di ottimizzare il sostegno per ogni gruppo target.
6. “Come possiamo fare in modo che accada?” La commissione impiega i risultati della ricerca per ciascun target al fine di  intraprendere le azioni di marketing comprese nel piano strategico integrato.
7. “Come possiamo sostenere che funziona?” Come parte della pianificazione di marketing, il gruppo sviluppa un piano di valutazione da utilizzare per monitorare i progressi, identificare le revisioni necessarie (ad esempio, per garantire la coerenza con gli obiettivi politici originali), e valutare l'impatto delle politiche.
8. “Stiamo seguendo il piano?” Il piano di marketing serve come modello per le attività di advocacy della commissione. I ruoli dei membri di quest’ultima possono variare ampiamente con alcune persone che contattano i responsabili delle politiche e altri che scrivono articoli, lettere agli editori.

In sintesi, il Florida Prevention Research Center ha sviluppato due modelli di marketing sociale: uno per insegnare ai gruppi di comunità come progettare programmi di cambiamento del comportamento (CBPM) e l' altro per fornire una guida per il policy making (“CBPM per Policy Development”). Sulla base delle lezioni apprese dai progetti precedenti, i prossimi 5 anni saranno dedicati alla fusione di elementi di successo di entrambe i modelli (Luca & Stamatakis , 2012) con l’intento di creare un nuovo quadro: il “CBPM per Systems Change”.

L’obiettivo prefissato è di continuare a sviluppare modelli di marketing sociale pratici ed efficaci per i gruppi di comunità.

 

 

 

Marketing sociale e comunicazione per la salute

 

Bibliografia
Brian J. Biroscak, Mahmooda Khaliq, Steven Truong, Robert J. McDermott, James Lindenberger,
Tali Schneider, Alyssa B. Mayer, Anthony D. Panzera, Anita H. Courtney, Dinorah Martinez Tyson, Claudia X. Aguado Loi, and Carol A. Bryant. Social Marketing and Policy Making: Tools for Community-Based Policy Advocacy. Social Marketing Quarterly, 2015, Vol. 21(4) 249-259.

Ultimo aggiornamento 13/4/2016

Inserito da Anna Roberto il Mer, 13/04/2016 - 08:06