«Manda giù questo bisturi»: l'era della chirurgia per bocca
Fonte Dalla bocca non si cavano solo i denti. Sta prendendo piede una particolare tecnica chirurgica che rende possibile raggiungere ed estrarre organi malati attraverso l’esofago.
Si tratta di una sorta di endoscopio munito di lama con la quale è possibile praticare una incisione sulla parete dello stomaco e giungere quindi la cavità addominale. Per fare cosa? Per ora l’operazione di maggior successo è la rimozione della cistifellea, ma fantasiosi chirurghi fanno a gara per brevettare accessori («plug in») che permettano di estendere il campo di azione dello strumento: rimozioni di parti fegato, di polipi intestinali, giù giù fino alla prostata. Effetti collaterali? Al massimo, ipotizzano i sostenitori, un cattivo sapore in bocca. E’ comprensibile che gli organi lascino un certo retrogusto sul palato. Inoltre la nuova tecnica può vantare:
La chirurgia transgastrica, questo il nome scientifico, viene offerta come la tecnica chirurgica minivasiva ottimale: nessuna cicatrice, tempi brevi di recupero, minor dolore dopo l’operazione, basso rischio operatorio a pari efficacia Forse, non si sa. Almeno tre le questioni da approfondire secondo gli esperti. Avere i vantaggi della chirurgia senza subirne i traumi correlati è un desiderio, legittimo, tanto dei malati quanto dei medici. La chirurgia transgastrica sembra soddisfare tutte le condizioni, ma proprio nella sua immagine rivoluzionaria stanno e insidie.
Facilità di utilizzo>proposta più allettante
Moda incalzante>offerta poco trasparente
Voglia di nuovo>approvazione frettolosa Insomma la tecnica transgastrica potrebbe essere più vantaggiosa per alcune condizioni, o in alcune persone, e meno indicata in altri casi: per capirlo vanno organizzati studi e istituiti registri che permettano di raccogliere i dati e valutare gli esisti. Sergio Cima, Roberto Satolli
Inserito da redazione il Ven, 13/07/2007 - 13:37
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