Simone Cristicchi: ho visto la follia
«C’è un po’ di pazzia nella vita di tutti noi. Persone che abbiamo conosciuto in famiglia o per strada», ed è stupefacente che ci sia stato bisogno di Simone Cristicchi con la sua partecipazione e vittoria a Sanremo (guarda il video di Ti regalerò una rosa) perché qualcuno se ne accorgesse e scoppiasse un interesse per i disturbi mentali pari solo a quello che vi fu negli anni della rivoluzione antipsichiatrica di Franco Basaglia. Ma a sei mesi dalla kermesse canora cosa rimane dei buoni propositi? «All’inizio c’è stato un grande entusiasmo, una mobilitazione anche da parte di alcuni politici. Poi pian piano la cosa è andata scemando. Non da parte mia, naturalmente» dice il cantautore romano «Da allora ho addirittura ricevuto richieste d’aiuto da parte di famiglie con un malato in casa che si sentono abbandonate dalle istituzioni e dalla sanità». C’era da attenderselo, ma Cristicchi continua a portare il suo racconto della follia nelle tappe dei suoi spettacoli.
Da dove nasce l’interesse per questo tema così insolito? Ne è seguita un’esperienza di mesi in giro per l’Italia tra vecchie e nuove strutture psichiatriche in cui Cristicchi ha toccato con mano e poi narrato in un documentario (uscito a marzo con il titolo Dall’altra parte del cancello) la follia del vecchio manicomio contrapposta al modo in cui oggi si possa vivere dignitosamente anche se affetti da disturbi mentali. Un viaggio attraverso centri diurni e residenze assistite tra Roma e Siena, Volterra e Firenze, Genova e Cogoleto a diretto contatto con esperienze di vita diversissime.
Qual è il ruolo che queste strutture hanno nella vita dei malati?
Cè un altro aspetto dell’arte che Cristicchi ha voluto mettere in luce: la contiguità tra la sensibilità
Infine l’altra faccia dei centri psichiatrici, l’esperienza di coloro che là dentro ci lavorano, «persone che per poter fronteggiare situazioni emotivamente così complesse hanno dovuto metter su una specie di corazza. Ma, nonostante ciò, tutte accomunate da una straordinaria passione per quello che fanno».
Antonino Michienzi * Le immagini sono opera degli ospiti dei centri di igiene mentale incontrati da Simone Cristicchi durante la lavorazione del suo documentario.
Inserito da redazione il Mer, 11/07/2007 - 11:35
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E' vero che c'è un
E' vero che c'è un pizzico di follia in ciascuno di noi...ma non tralasciamo quel "po' di esurimento". Parola di una donna che ha vissuto sulle proprie spalle la desolazione del "male oscuro". Sono stata una bambina difficile, poi un'adolescente difficile, quindi una donna difficile....non ho mai saputo affrontare la vita e mi sono rifugiata in mille gusci ...paura di tutto, tanto da non riuscire a essere neppure una mamma per mia figlia. L'aiuto dello psichiatra in tarda età e con cognizione di causa ha fatto di me una donna nuova. Ora convivo con le mie ansie, ma le gestisco abbastanza. La sensazione di panico ogni qualvolta c'è una situazione nuova da affrontare non mi abbandona, ma ormai non è piu' panico...solo incertezza. Se mi avessero portata da un medico quando ero in età scolare, forse non sarei a questo punto.
Anonimo
So benissimo cosa vuol dire
Marisan