Fuorilegge le prescrizioni senza visto? Sì, no, forseIl comma 796, lettera z della legge Finanziaria 2007 abrogava la cosiddetta legge Di Bella che nel 1998, sull'onda della protesta popolare, aveva dato la possibilità ai medici di farmaci in commercio anche fuori dalle indicazioni autorizzate, il cosiddetto uso «off label». Perché? La «libertà di cura» nel frattempo è diventata in molti casi puro arbitrio a spese delle casse pubbliche. Insomma, è giusto o no prescrivere farmaci per curare malattie per le quali non sono stati sperimentati? E' vantaggioso per i malati ricevere queste cure? Anzitutto: cosa sono gli off label. Le prescrizioni «off label» sono senza visto, ovvero non vidimate dagli organi di controllo. Sono molto più diffuse di quanto si possa immaginare. Perché? Con la Finaziaria 2007 è calata la mannaia: l'uso off label non può più essere a carico del Servizio sanitario se è "diffuso e sistematico" e riguarda condizioni per le quali esistono altri farmaci con specifica indicazione. Ma soprattuto nella pediatria e nell'oncologia che i farmaci vengono prescritti senza visto, inevitabilmente. Infatti sono molto pochi i medicinali autorizzati per l'uso nei bambini, mentre le malattie rare per definizione sono orfane di rimedi specifici. Anche in neurologia, reumatologia e psichiatria non ci si può accontentare dei medicinali "indicati". Soprattutto però l'oncologia è un campo minato, dal momento che in circa la metà dei casi le chemioterapie vengono usate fuori dalle indicazioni ufficiali, ma per lo più in base a solide prove scientifiche. Questo accade per la semplice ragione che le possibili combinazioni tra tipi di tumore, stadi, linee e cocktail di farmaci sono talmente numerose che sarebbe comunque impossibile registrarle tutte. Ecco perché molti hanno protestato al taglio indiscriminato contenuto nella Finanziaria. E le ragioni della protesta hanno convinto il Ministero a incaricare l'Agenzia italiana del farmaco a stilare la lista degli off label buoni. Ma con quale criterio? I famraci non vengono registrati in base a solide prove scientifiche? Quindi se una indicazione non è registrata non è perché mancano prove? Basta copiare. Negli Stati Uniti si fa così: per legge federale le assicurazioni e l'assistenza pubblica (Medicare e Medicaid) sono tenute e rimborsare anche i farmaci off label contro i tumori, purché la loro utilità sia documentata in compendi di farmacoterapia, (come per esempio l'American Hospital Formulary) di riconosciuta autorevolezza e costantemente aggiornati. Questo non significa che lo Stato debba farsi carico di ogni novità che a prezzi astronomici promette una o due settimane in più di vita. Insomma una scelta oculate pare più ragionevole che un colpo di mannaia. Mariateresa De Pascale, Roberto Satolli
Inserito da redazione il Ven, 09/03/2007 - 20:21
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