Influenza
Clinical Evidence , aggiornato al 2002
Che cos’è
L’influenza non complicata è caratterizzata dalla comparsa improvvisa di febbre, brividi, tosse non produttiva, dolore muscolari, cefalea, congestione nasale, mal di gola e stanchezza. La diagnosi è di solito posta in base alla sintomatologia clinica. Non tutti i soggetti infettati con virus influenzali sono sintomatici. La proporzione di infezioni clinicamente manifeste può variare fra il 40 e l’85 per cento circa dei casi a seconda dell’età e dello stato di immunizzazione nei confronti del virus.
Quanti si ammalano
In Italia nella stagione 1999-2000 l’incidenza delle sindromi influenzali all’apice dell’epidemia è stata di 11-13 casi per 1.000 soggetti; la fascia di età più colpita è stata quella tra 0 e 14 anni, con picchi di incidenzai del 18 per 1.000. Un network di medici di famiglia ha registrato nella popolazionei generale una prevalenzai di influenza clinica pari all’8,3 per cento dei casi-visita, e una prevalenza di sindromi simil influenzali pari al 13,8 per cento.
Prognosi
I segni e i sintomi dell’influenza non complicata si risolvono di solito in una settimana, sebbene tosse e stanchezza possano persistere. Le complicanze più comuni sono otite media, sinusite batterica e polmonite batterica secondaria; meno spesso si possono verificare polmonite virale e insufficienza respiratoria. Il rischioi di ospedalizzazione è più alto nei soggetti anziani, nei bambini piccoli e nei soggetti con patologie croniche. Nel corso delle pandemie influenzali la morbilità e la mortalità possono essere alte anche in altre fasce di età.
Quali sono gli effetti della terapia antivirale negli adulti?
Probabilmente utili
Amantadina per bocca nel trattamento precoce dell’influenza di tipo A . L’amantadina per bocca riduce la durata dei sintomi di circa un giorno; non ci sono prove sufficienti sugli effetti avversi (vs placeboi). Non ci sono prove chiare di effetti positivi del trattamento intrapreso a più di 2 giorni dalla comparsa dei sintomi.
Oseltamivir per bocca nel trattamento precoce dell’influenza di tipo A e B . L’oseltamivir per bocca riduce la durata dei sintomi di circa un giorno, ma è associato a un aumento dell’incidenza di nausea e vomito (vs placebo). Non ci sono prove chiare di effetti positivi del trattamento intrapreso a più di 1,5 giorni dalla comparsa dei sintomi. Rimantadina per bocca nel trattamento precoce dell’influenza di tipo A. La rimantadina per bocca riduce la durata dei sintomi di circa un giorno; non ci sono prove sufficienti sugli effetti avversi (vs placebo). Non ci sono prove chiare di effetti positivi del trattamento intrapreso a più di 2 giorni dalla comparsa dei sintomi.
Zanamivir per via inalatoria nel trattamento precoce dell’influenza di tipo A e B . Lo zanamivir inalato per bocca riduce la durata dei sintomi di circa un giorno, senza effetti avversi significativi (vs placebo). Non ci sono prove chiare di effetti positivi del trattamento intrapreso a più di 2 giorni dalla comparsa dei sintomi.
Di utilità non determinata
Farmaci antivirali per la riduzione delle complicanze gravi dell’influenza . Non ci sono prove sufficienti sugli effetti degli agenti antivirali nel ridurre le complicanze gravi.
Revisioni sistematiche pubblicate sulle principali riviste mediche
E’ una revisione pubblicata su Lancet nel 2006 che tratta la prevenzione e la terapia dell’influenza e delle sindromi influenzali. Conclude che l’utilizzo dell’amantadina e della rimantadina dovrebbe essere scoraggiato, considerata la loro debole efficacia pratica. La revisione ha tenuto conto di nuovi studi clinici, nuove prove di efficacia successivi alla pubblicazione di Clinical Evidence (aggiornato al 2003).
Infezioni delle vie respiratorie superiori
Clinical Evidence , aggiornato al 2003
Che cos’è
L’infezione delle vie respiratorie superiori comporta l’infiammazione della mucosa respiratoria dal naso le vie respiratorie, esclusi gli alveoli. Oltre a malessere causa sintomi localizzati, con varie sindromi che spesso si sovrappongono: mal di gola (faringite), rinorrea (raffreddore comune), senso di congestione facciale e dolore (sinusite), tosse (bronchite).
Prognosi
Le infezioni delle vie respiratorie superiori di solito guariscono spontaneamente. Sono raramente causa di mortalità o di grave morbilità, ma sono responsabili di malessere importante, perdita di giornate lavorative e costi assistenziali. Le caratteristiche cliniche variano e si sovrappongono tra i diversi agenti infettivi: oltre ai sintomi nasali, metà dei soggetti colpiti soffre di mal di gola e il 40 per cento ha tosse. Il picco dei sintomi viene raggiunto entro il primo-terzo giorno; di solito i sintomi si risolvono entro una settimana, anche se spesso la tosse persiste.
Quali sono gli effetti delle terapie?
Utili
Analgesici e antinfiammatori . I farmaci analgesici e antinfiammatori riducono significativamente i sintomi di faringite a 1-5 giorni (vs placebo).
Antibiotici per prevenire le complicanze della faringite da streptococco beta emolitico . Gli antibiotici possono prevenire le complicanze della faringite da streptococco beta emolitico, che sono comunque rare nei paesi sviluppati.
Probabilmente utili
Antibiotici in soggetti con infezioni da Haemophilus influenzae, Moraxella catarrhalis o Streptococcus pneumoniae . In soggetti con infezioni delle vie respiratorie superiori causate da Haemophilus influenzae, Moraxella catarrhalis o Streptococcus pneumoniae il trattamento antibiotico accelera significativamente la guarigione a 5 giorni (vs placebo). Attualmente però non c’è alcun metodo per identificare facilmente questo sottogruppo di soggetti.
Antistaminici . Gli antistaminici riducono raffreddore e starnuti dopo 2 giorni, ma i benefici clinici sono modesti (vs placebo).
Decongestionanti a breve termine . Una singola dose di decongestionanti riduce la congestione delle mucose nasali per un periodo di 3-10 ore (vs placebo).
Vitamina C . La vitamina C riduce la durata dei sintomi del raffreddore (vs placebo), ma l’effetto è modesto e potrebbe essere spiegato da un biasi di pubblicazionei.
Da valutare caso per caso
Antibiotici in soggetti con mal di gola . Gli antibiotici migliorano leggermente i sintomi a 6-8 giorni (vs placebo), ma sono associati a effetti avversi quali nausea, vomito, cefalea, eruzioni cutanee e vaginiti.
Di utilità non determinata
Echinacea per il trattamento . Ci sono prove limitate che alcune preparazioni di echinacea possano migliorare la sintomatologia (vs placebo), ma non ci sono prove sufficienti per valutare gli effetti di ogni specifico prodotto.
Echinacea per la prevenzione. Preparazioni di echinacea riducono il numero di soggetti che contraggono un’infezione rispetto a nessun trattamento, ma non ci sono prove sufficienti sugli effetti dell’echinacea rispetto a placebo.
Inalazione di vapore . Non ci sono prove sufficienti sugli effetti dell’inalazione di vapore.
Zinco . Ci sono prove contrastanti sugli effetti dello zinco intranasale sulla durata dei sintomi del raffreddore (vs placebo). Prove limitate indicano che lo zinco gluconato o acetato in pastiglie può ridurre la durata dei sintomi (vs placebo).
Probabilmente inutili o dannosi.
Antibiotici in soggetti con raffreddore . Non ci sono differenze significative tra antibiotici e placebo in termini di tassi di guarigione o miglioramento delle condizioni generali a 6-14 giorni.
Decongestionanti a lungo termine . Non ci sono prove sufficienti sugli effetti dell’uso prolungato di decongestionanti. Ci sono prove limitate che la fenilpropanolamina aumenti il rischio di ictus emorragico.
Revisioni della Cochrane Collaboration