Carta dei servizi: uno strumento utile per il cittadino?Si chiama Carta dei servizi, viene prodotta dalle aziende sanitarie locali e si rivolge a cittadini, associazioni di pazienti ed enti locali, ma spesso la sua formulazione non tiene conto dei suoi destinatari. Dovrebbe descrivere le attività svolte dalla struttura sanitaria di riferimento e i livelli di qualità garantiti al cittadino eppure in molti casi non permette una valutazione da parte dell'utente dei servizi in essa presentati e non prevede neppure un suo coinvolgimento nella scelta degli indicatori e degli standard di qualità. E' quanto emerge da un documento a cura dell’Ufficio di pubblica tutela (UPT) ASL Città di Milano della regione Lombardia pubblicato nel settembre del 2005. Il rapporto mostra che mentre l’informazione sui servizi offerti e sull’organizzazione delle strutture è presente in modo diffuso in tutte le Carte, per quanto riguarda gli standard di qualità la situazione è tutt’altro che buona: sono pochi i casi in cui vengono definiti coinvolgendo i cittadini e prevedendo controlli e valutazione degli standard stessi. “Qui è il cuore della carte dei servizi” si legge nel documento a firma di Gioacchino Ghisio, responsabile dell’Ufficio di pubblica tutela della ASL Città di Milano. “Sono però poche le carte che rispondono pienamente a queste finalità. Per le altre, si potrebbe parlare più di guide di informazione che non di Carte”. E più oltre: “raramente sono indicati standard di qualità veri e propri (definiti nei tempi di realizzazione, misurabili e verificabili da parte del cittadino utente), ci si limita ad individuare il fattore di qualità, al massimo si giunge all’indicatore di qualità”. Per esempio, per quanto riguarda i tempi di una visita, per definire in modo adeguato uno standard di qualità si dovrebbero identificare: Il documento riporta per ciascuna struttura considerata gli indicatori di qualità individuati e il modo in cui vengono scelti. “In definitiva” sottolinea il documento “i grandi assenti sono i meccanismi di misurazione oggettiva, di verifica degli impegni assunti che non sia solo interna, di coinvolgimento degli utenti e delle loro rappresentanze, di strumenti di pubblicizzazione dei risultati”. Nonostante le associazioni di volontariato siano presenti e attive nelle diverse strutture sanitarie, non vengono coinvolte in un processo sistematico di aggiornamento della Carta insieme a cittadini, istituzioni, operatori sanitari. Questo a fronte di affermazioni e appelli alla centralità del cittadino quale referente primario della Carta dei servizi (http://www.salute.toscana.it/parliamodi/cartaservizi/carta-servizi.shtml) Rimangono quindi molte carenze da colmare: tra le priorità da perseguire rilevate dal documento compaiono la divulgazione delle finalità e dei contenuti della Carta dei servizi, il coinvolgimento dei rappresentanti dei cittadini e dei pazienti nella scelta degli obiettivi e nella loro verifica e la costituzione di un osservatorio regionale per sostenere e monitorare i processi di sviluppo della Carta, sull’esempio della realtà toscana. Infine, è necessario sollecitare la collaborazione con cittadini e strutture sanitarie per la definizione di standard di qualità quali le liste di attesa e il consenso informato. Cinzia Colombo
Inserito da redazione il Mer, 12/04/2006 - 23:00
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