Lipobay: conflitti per chi accusa?Per quale motivo la rivista della Società medica americana, JAMA, pubblicherà nel prossimo numero un singolare botta e risposta tra gli autori di uno studio scientifico e un avvocato? E' presto detto. A tre anni dal caso cerivastatina - il farmaco anti-colesterolo della Bayer noto in Italia come Lipobay e ritirato dal commercio nell'agosto 2001 - Bruce Psaty e altri ricercatori dell'Università di Washington hanno svolto una revisione sistematica "Sebbene l'articolo sia presentato come una revisione scientifica dei fatti" controbatte Joseph Piorkowski, avvocato difensore della Bayer nelle cause per risarcimento, "alcune parti sono copiate parola per parola dal rapporto stilato da Bruce Psaty nel processo a cui ha partecipato in qualità di esperto pagato dalla parte civile" e insinua un conflitto di interesse per tutti gli autori dello studio, coinvolti in passato o al momento della pubblicazione nelle azioni legali contro la casa farmaceutica. Insomma un caso di conflitti d'interesse a rovescio nel mondo del farmaco: li avrebbero gli accusatori dell'azienda farmaceutica. Il tono dell'intervento Secondo documenti interni, sostengono invece i ricercatori, i primi casi di rabdomiolisi si verificarono appena 100 giorni dopo il lancio del farmaco - avvenuto nel febbraio 1998 - proprio in pazienti che assumevano entrambe le molecole, e la casa farmaceutica sapeva ciò ma lo tenne nascosto fino al dicembre 1999. La vicenda è complessa e i dati citati dagli autori non concordano, come era prevedibile, con quelli riportati dal difensore della Bayer. Tuttavia sono in linea con la revisione condotta dal direttore dell'Ufficio sicurezza farmaci della FDA (l'ente regolatore in materia negli Stati Uniti) David Graham, pubblicata sullo stesso numero di JAMA. Secondo lo studio, infatti, se confrontata con le statine tuttora in commercio, la cerivastatina decuplica il rischio Si tratta di un altro caso Vioxx? Le responsabilità dell'azienda farmaceutica finora non sono mai state riconosciute in tribunale, e quasi 3.000 procedimenti sono stati risolti dalle parti in sede extragiudiziale. Nella replica Simona Calmi, Pietro Dri
Inserito da redazione il Lun, 29/11/2004 - 00:00
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