Elicobatterio eradicato Nobel meritatoAlla fine i meriti sono stati attribuiti. Lo scorso ottobre Barry Marshall e Robin Warren hanno ricevuto il premio Nobel della medicina per la loro scoperta del 1983: il Campylobacter pylori, batterio, oggi chiamato Helicobacter pylori per la forma simile a un'elica. Questo batterio è responsabile di gastriti, ulcere e tumore dello stomaco, mali che fino a metà degli anni ottanta erano rimasti senza causa e rimedio. La prima osservazione del batterio da Nobel risale al 1979, ma no convinse la maggior parte del mondo sci tifico perché l'osservazione non sembrava essere sempre replicabile. «La svolta e arrivata però nel 1981, quando Barry ha iniziato a lavorare con me», racconta Warren durante la cerimonia di premiazione, «Insieme, abbiamo trovato la ricetta giusta per coltivare l'Helicobacter pylori: abbiamo osservato la coltura durante un lungo week end dal venerdì al lunedì, così abbiamo dimostrato che prima d'allora i vetrini coi batteri venivano buttati troppo presto, dopo appena 48 ore, e che le perplessità di chi non riusciva a vedere il microbo dipendevano da questo errore». Le colonie batteriche erano state osservate soprattutto nella parte inferiore dello stomaco e i segni dell'infiammazione erano particolarmente presenti proprio dove erano presenti anche i batteri. Mancava tuttavia la dimostrazione del legame tra il batterio e i disturbi allo stomaco. Marshall per dimostrare questo legame ingerì una coltura del microrganismo provocandosi la gastrite. «Serviva una prova sull'uomo, racconta lo scienziato, e poiché Warren era già positivo all'Helicobacter pylori, io ero l'unica persona al mondo a poter dare con consenso informato per un esperimento del genere. Quindi ho creato un consomme di batteri e l'ho bevuto». «Nel 1985», prosegue, «il Medical Journal of Australia pubblicava il successo dell'esperimento, proprio pochi giorni dopo uno studio in cui il British Medical Journal si interrogava su una misteriosa epidemia La scoperta inizialmente non è stata ben accettata dalla comunità scientifica che considerava lo stomaco un ambiente sterile e l'ulcera una malattia genetica, psicologica o da stress. «Inoltre», commenta Warren, «l'ulcera rappresentava un business di milioni di dollari e le industrie farmaceutiche non avevano alcun interesse a sostenerci: accettavano di curare l'ulcera ma non di debellarla. E' stato difficile ma col tempo anche la comunità scientifica ha riconosciuto agli scienziati il merito di aver dimostrato l'origine infettiva dell'ulcera peptica. Un batterio particolare L'Helicobacter colonizza la superficie della mucosa gastrica e sopravvive all'ambiente acido dello stomaco grazie a un enzima, l'ureasi, che libera ioni ammonio e abbassa l'acidità presente all'interno dello stomaco. Svolge la sua azione distruttiva attraverso una proteina capace di provocare la morte cellulare e grazie a particolari enzimi, tra cui le lipasi e le proteasi che agiscono scindendo i grassi e le proteine. E' responsabile del 90 per cento delle ulcere duodenali e dell'80 per cento delle ulcere gastriche. Circa due terzi della popolazione è stata infettata dall'Helicobacter, ma la maggior parte delle persone infettate non ha sintomi. Secondo Clinical Evidence la prevalenza Le terapie nella storia A partire dai primi anni del novecento e soprattutto negli anni trenta la chirurgia era la terapia risolutiva dell'ulcera. Inoltre bere latte per placare il bruciore, evitare i cibi piccanti e condurre una vita tranquilla erano i consigli maggiormente dispensati perché la dieta e lo stress erano considerate le cause principali. In questi anni nasceva la teoria dello stress. Lo scienziato canadese Hans Selye, sosteneva che lo stimolo psichico eccessivo o prolungato avesse effetti deleteri su vari organi attraverso lo scatenamento di una complessa catena nervosa e ormonale. Si diffondeva anche l'interesse per la medicina psicosomatica di cui l'ulcera sembrava il modello perfetto. Lo psicanalista Franz Alexander nei primi anni cinquanta scriveva: «Il mancato trionfo evoca il desiderio di essere benvoluti, consolati e accuditi. Di qui l'ulcera; e l'assunzione di latte che l'accompagna vale probabilmente più come sacramento psichico che come neutralizzante chimico». Negli anni settanta si scoprì che il latte non diminuisce l'acidità anzi potrebbe favorirla. Nell'arco di poco i medici smisero di prescriverlo e iniziarono a consigliare i farmaci per bloccare la secrezione acida dello stomaco, da poco entrati sul mercato. La nuova terapia migliorava i sintomi, ma l'ulcera non guariva. Non appena veniva interrotta la terapia i sintomi si ripresentavano. L'assodata correlazione tra Helicobacter pylori e gastriti e ulcere ha spazzato via tutte le cure precedenti: gli antibiotici sono diventati i farmaci di scelta per eradicare il batterio. Un equilibrio millenario Dopo Streptococcus mutans, batterio responsabile della carie, Helicobacter pylori è il microrganismo patogeno più diffuso. Da millenni vive negli stomaci umani e solo in alcuni casi è responsabile di ulcera o di tumore. Il microrganismo è così ben adattato all'ambiente acido dello stomaco da non dare problemi: solo la concomitanza di altri fattori scatenanti, come stress e fumo, determina l'infiammazione della mucosa dello stomaco. Secondo i dati di letteratura solo il 15 per cento delle persone infettate sviluppa ulcera peptica e solo l'1 per cento un tumore gastrico nel corso della vita. A volte la sua presenza può essere anche vantaggiosa. Secondo alcuni ricercatori dell'Università di Heidelberg i bambini con il batterio nello stomaco sono più protetti contro episodi di diarrea. Sembra infatti che il microrganismo riesca a uccidere altri germi Nel giugno del 1994 l'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro stabilì una relazione causale tra infezione da Helicobacter pylori e cancro gastrico, tanto da far pensare che prevenzione e trattamento dell'infezione potessero ridurre la frequenza di cancro gastrico. Tuttavia, con l'eccezione del linfoma gastrico a basso grado di malignità, per il quale è provata la guarigione in seguito a eradicazione dell'elicobatterio, non vi è alcuna dimostrazione che quest'ultima produca benefici nei pazienti con cancro gastrico: sembra che siano responsabili dell'ulcera solo alcuni ceppi di Helicobacter capaci di produrre una particolare proteina che amplifica l'effetto nocivo sulla mucosa. Poiché infezione da Helicobacter pylori e incidenza Il vaccino: sarà vera gloria? Chi è convinto dell'utilità di sterminare il batterio punta a distruggerlo superando il rischio Oggi le linee guida dell'European Helicobacter Pylori Study Group (EHPSG) non raccomandano l'eradicazione a tappeto ma solo nei casi di diagnosi accertata di ulcera, gastrite o tumore. I pazienti con dispepsia funzionale devono iniziare la terapia contro l'Helicobacter ma solo dopo aver escluso altre possibili cause dei sintomi. La pratica di routine non è raccomandata neanche dalle linee guida della National Guideline Clearinghouse (NGC), frutto della collaborazione tra Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ), American Medical Association e l'American Association of Health Plans. Il medico deve valutare caso per caso se prescrivere il test e il trattamento prima di iniziare una terapia con farmaci antinfiammatori e nei casi di dispepsia. In definitiva è dubbia l'utilità di una eradicazione di massa di batterio che da secoli vive in simbiosi con l'uomo, mentre è una misura di efficacia La diagnosi L'eradicamento Nicoletta Scarpa Mi piacerebbe che in un rapporto italiano sull'argomento fosse ricordato il contributo scientifico di Rino Rappuoli - prima Sclavo poi Chiron di Siena - che, a quanto ricordo, non era all'epoca secondo a nessuno nell'ipotizzare l'origine batterica dell'ulcera gastrica. Vincenzo Lungagnani, ex docente universitario Sono d'accordo su quanto esposto. Francesco Di Vittorio, medico di famiglia
Inserito da redazione il Mar, 27/12/2005 - 01:00
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