Vaccino antitubercolare BCG e sclerosi multiplaNei paesi industrializzati è ormai evidente la tendenza a un costante aumento della frequenza delle malattie autoimmunitarie, tra cui la sclerosi multipla. Le ragioni di questa tendenza non sono perfettamente definite: una delle ipotesi In effetti, da sempre la storia evolutiva dell’uomo si intreccia a quella dei microbi e il sistema immunitario ha imparato non solo a combatterli, ma anche a esserne regolato. Se l'esposizione agli agenti infettivi si interrompe, è allora probabile che venga meno anche la loro funzione regolatoria, facilitando così l’insorgenza di malattie autoimmuni. Da qui l’idea di provare a esporre i pazienti affetti da sclerosi multipla a un microbo antico, complesso e importante nella evoluzione dell'uomo come il micobatterio della tubercolosi, nella convinzione che questa esposizione possa riequilibrare il sistema immunitario. Ed è proprio questo l’obiettivo di un trial clinico multicentrico Come avviene l’esposizione al bacillo della tubercolosi? Ovviamente, l’esposizione non riguarda il batterio nella sua forma patogena, ma il batterio attenuato presente nel vaccino antitubercolare classico, il vaccino con bacillo di Calmette-Guerin (BCG). In effetti, studi condotti sull’encefalite allergica sperimentale, il modello animale di sclerosi multipla, hanno dimostrato l’efficacia della vaccinazione con BCG, mentre uno studio clinico In cosa consiste lo studio e a chi si rivolge? Lo studio si rivolge a pazienti con malattia iniziale, che abbiano avuto un unico attacco clinico poli o mono-sintomatico nei 6 mesi precedenti l’arruolamento. In particolare, verranno arruolati 100 pazienti, che saranno assegnati in modo casuale a due gruppi possibili: a un gruppo di partecipanti verrà somministrata la vaccinazione con BCG, mentre gli altri riceveranno un placebo Quali sono gli obiettivi del trial? Il trial intende valutare l’efficacia della vaccinazione antitubercolare con BCG nel ridurre, a sei mesi dalla vaccinazione, l’attività di malattia valutata con risonanza magnetica in pazienti con sclerosi multipla iniziale. In particolare, l’esito primario prevede la valutazione a cadenza mensile del numero di lesioni in T1 e del numero di lesioni (comprese le nuove lesioni) in T2. L’esito secondario, invece, prevede la valutazione del volume delle lesioni in T1 e in T2 prima dell’intervento e a distanza di sei mesi. Tabella riassuntiva dei parametri essenziali del trial*
*Tratta da una proposta sulle registrazione dei trial clinici dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell'International Commitee of Medical Journal Editors. Per approfondire
Valentina Murelli
Inserito da redazione il Mer, 05/07/2006 - 23:00
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