ECTOII: la chemio prima dell’intervento per evitare la mastectomiaNonostante i miglioramenti resi possibili negli ultimi anni dalle tecniche di ricostruzione plastica, l’intervento di asportazione della mammella (mastectomia) in caso di tumore al seno è sempre un intervento che può avere profonde conseguenze fisiche, emotive e psicologiche. E quello di evitare la mastectomia è proprio l’obiettivo del trial clinico ECTOII, avviato nell’estate 2005 dalla onlus Fondazione Michelangelo, che ha sede all’interno dell’Istituto tumori di Milano. In pratica, le pazienti vengono trattate con chemioterapia non dopo l’intervento, come accade di solito, ma prima (chemioterapia prechirurgica): in questo modo, si dovrebbe ridurre la dimensione del nodulo, in modo che sia poi sufficiente effettuare un’operazione di tipo conservativo. Quali sono gli scopi del trial? Il trial ECTOII si pone diversi obiettivi: innanzitutto, quello di valutare la tollerabilità e l’efficacia nella capacità di ridurre le dimensioni del nodulo tumorale di diversi programmi farmacologici impiegati in un regime di chemioterapia prechirurgica. Lo studio permetterà inoltre di correlare l’efficacia clinica della terapia con i parametri clinici, biologici e genetici della paziente, determinati all’inizio e alla fine del trattamento. In particolare, questo dovrebbe aiutare a stabilire eventuali relazioni tra determinate caratteristiche genetiche della paziente e grado di risposta al trattamento, efficacia dei singoli farmaci o prognosi. Tutto ciò potrebbe permettere, in futuro, la creazione di programmi terapeutici personalizzati. E non è tutto: poiché studi clinici precedenti (tra cui il trial ECTOI), avevano dimostrato una maggior efficacia della chemioterapia prechirurgica in pazienti con tumori recettore A chi si rivolge ECTOII? Lo studio si rivolge a donne con tumore al seno di diametro superiore ai 2 cm. Si tratta di pazienti che, per le caratteristiche della malattia, sono comunque candidate a un trattamento di chemioterapia che in genere, però, viene somministrato dopo l’intervento chirurgico. L’arruolamento consente alla paziente di ricevere una terapia medica ottimale allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, di partecipare a uno studio innovativo dal quale ci si aspettano risultati molto rilevanti e di essere seguita, per i cinque anni successivi allo studio, dallo stesso team multidisciplinare di oncologi e chirurghi senologi. Come si svolge? Come primo passo le pazienti sono sottoposte a un’attenta valutazione clinica (condizioni generali ed estensione della malattia) e biologica, con microbiopsia iniziale in anestesia locale per definire la diagnosi e le caratteristiche biologiche della malattia e per raccogliere i tessuti su cui effettuare l’analisi genetica. A seconda del tipo di tumore, le partecipanti vengono quindi assegnate a uno dei due Studi paralleli: Studio1 in caso di tumore RE negativo o Studio 2 per tumore RE positivo. In quest’ultimo caso, oltre alla terapia farmacologica a base di adriamicina, paclitaxel e ciclofosfamide, viene anche somminsitrata una terapia ormonale a base di exemestane. In entrambi gli Studi, le pazienti sono suddivise in tre gruppi di trattamento, che variano per le dosi relative dei vari farmaci somminsitrati nei cicli sequenziali di chemioterapia. La durata complessiva del trial è di circa 7 mesi, con somministrazione della terapia ogni 3 settimane: periodicamente vengono inoltre eseguiti esami clinici, strumentali, come l’ecografia o la scintigrafia miocardica e biochimici. Alla conclusione del trattamento medico, le pazienti sonoavviate alla chirurgia, mentre non è prevista ulteriore chemioterapia dopo l’intervento. Tabella riassuntiva dei parametri essenziali del trial*
*Tratta da una proposta sulle registrazione dei trial clinici dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell'International Commitee of Medical Journal Editors. Per approfondire
Valentina Murelli
Inserito da redazione il Ven, 31/03/2006 - 00:00
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