DIANA 3: il tumore al seno si previene mangiandoE' possibile ridurre il rischio di sviluppare tumore al seno attraverso l’alimentazione? Per scoprirlo, molte giovani donne stanno partecipando allo studio DIANA 3 avviato lo scorso novembre dall’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano in collaborazione con il World Cancer Research Fund. Si tratta di uno studio (il terzo in questo ambito di ricerca) di intervento Nei paesi occidentali, il cancro al seno è il tumore più frequente nelle donne. Secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità (Reparto epidemiologia Le cause del tumore al seno sono note solo in parte. Una piccola percentuale (circa il 5%) ha origini genetiche. Esistono cioè delle mutazioni che, se ereditate, predispongono allo sviluppo del tumore. In generale, si riconoscono alcuni fattori di rischio che aumentano la probabilità A cosa serve? Perché può essere utile parteciparvi? Obiettivo dello studio DIANA3 è quello di verificare se è possibile ridurre il rischio di sviluppare il tumore al seno attraverso la dieta e il modo di cucinare. Il presupposto dello studio è che il rischio di sviluppare il tumore al seno sia favorito dalla presenza, nel sangue, di livelli troppo alti di ormoni sessuali, insulina e altri fattori di crescita che, a loro volta, dipendono (anche) dall’alimentazione. Una modifica della dieta che riduca l’apporto di questi fattori dovrebbe quindi ridurre il rischio di sviluppare il tumore. Legate allo studio ci sono anche una serie d’iniziative di formazione su alimentazione e cucina. Partecipando allo studio, le donne hanno quindi la possibilità di modificare per un anno (durata prevista della sperimentazione) le proprie abitudini alimentari e il proprio modo di cucinare, per verificare se e come questi cambiamenti incidono sul proprio stato di salute. Partecipare allo studio è un’opportunità per sperimentare un regime alimentare diverso, con un ridotto consumo di carne rossa e ricco di cereali, legumi, verdure. A chi E' rivolto? Lo studio è rivolto a donne sane, di età compresa tra i 25 e i 45 anni compiuti, disposte a modificare la propria dieta per un anno. Per poter essere incluse nella ricerca, le donne devono avere mestruazioni regolari (sono ammesse piccole irregolarità nel ciclo, compresi salti occasionali), e non devono assumere alcun farmaco ormonale (contraccettivi orali, farmaci per la cura della sterilità o farmaci per la tiroide o il diabete). Chi partecipa alla ricerca non deve volere una gravidanza nell’arco dell’anno di studio, né avere intenzione di prendere la pillola nello stesso periodo di tempo. Come si svolge e che obiettivi si pone? Le donne che partecipano allo studio devono pranzare presso la mensa dell’Istituto Nazionale Tumori, a Cascina Rosa (in largo Murani) tutti i giorni lavorativi, seguire corsi di cucina e osservare, anche a casa, la dieta raccomandata per tutta la durata della sperimentazione. La dieta prevede un minore consumo di farine raffinate, pane bianco, zucchero, bibite, carne rossa, latticini e un aumento di cereali integrali, legumi, vari semi e verdure. Lo studio verificherà la riduzione nel sangue di ormoni sessuali e fattori di crescita, "osservando" 120 donne sane, divise in tre gruppi di 40 secondo criteri casuali e confrontando, nel tempo di un anno, gli effetti di tre programmi alimentari:
Durante lo studio, le partecipanti saranno poi sottoposte a visite mediche, test psicologici, questionari di consumo alimentare, misurazioni del peso corporeo e della pressione, prelievi di sangue e raccolta delle urine all'inizio dello studio, a sei mesi e a un anno. Tabella riassuntiva dei parametri essenziali del trial*
*Tratta da una proposta sulle registrazione dei trial clinici dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell'International Commitee of Medical Journal Editors. Per approfondire:
Simona Bertoglio
Inserito da redazione il Ven, 10/03/2006 - 00:00
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