Come vengono monitorati gli studi clinici in corso

Durante la conduzione di uno studio clinico è fondamentale l’attività di monitoraggio, cioè il controllo e la supervisione (della correttezza dei procedimenti seguiti nello studio) dell’andamento dello studio.

CHE COS’È E A CHI È AFFIDATO

L’attività di monitoraggio è definita e regolamentata dalle norme di Buona Pratica Clinica (Good clinical practice - GCP), (http://www.partecipasalute.it/cms_2/regole ), insieme di norme che disciplinano la correttezza delle sperimentazioni cliniche. Il monitoraggio di uno studio clinico è definito dalle GCP come:

“Supervisione dell’andamento di uno studio clinico per garantire che questo venga effettuato, registrato e relazionato in osservanza del protocollo, delle Procedure Operative Standard (Standard operative procedure - SOP), delle GCP e delle disposizioni Normative applicabili” (GCP 1.38 15 luglio 1997).

L’attività di monitoraggio è affidata a responsabili (monitor) nominati dal promotore dello studio, cioè da chi (persona, società, istituzione oppure organismo) si assume la responsabilità di avviare, gestire e/o finanziare una sperimentazione clinica (DM 24 giugno 2003). I responsabili del monitoraggio devono aver ricevuto una formazione adeguata tale da portare ad un’elevata conoscenza del farmaco in studio, del protocollo e del consenso informato relativi allo studio, delle Procedure Operative Standard, delle GCP e delle normative (GCP 5.18.2 15 luglio 1997).

FINALITA’

Le finalità dell’attività di monitoraggio sono essenzialmente tre:

1. Salvaguardare i diritti e il benessere dei soggetti: il paziente è posto al centro della ricerca, ed il suo benessere deve avere la precedenza su qualsiasi altro interesse (dichiarazione di Helsinki). Il monitor ha il compito di verificare che il paziente abbia firmato il consenso informato, condizione imprescindibile per il suo ingresso nello studio.

2. Accertarsi che i dati raccolti siano accurati, completi e verificabili: verificare la consistenza di tali dati e la loro tracciabilità mediante la revisione dei “documenti originali”, tra cui referti di esami strumentali e di laboratorio,lettere mediche, diario clinico e piani terapeutici.

3. Garantire che lo studio venga condotto secondo le norma di buona pratica clinica, il protocollo e le normative applicabili.

Il monitor deve seguire le Procedure operative standard scritte e stabilite dal promotore, così come le procedure che sono indicate specificamente dal promotore per il monitoraggio in una data sperimentazione. (GCP_5.18.5)

Sulla base delle procedure standard e del protocollo dello studio viene steso il Manuale di monitoraggio.

Tale documento è suddiviso in più parti:

• introduzione

• piano di monitoraggio e procedure di monitoraggio, utili per pianificare l’attività del monitor durante lo svolgimento della Sperimentazione.

• vari allegati tra cui il modello che verrà utilizzato per la stesura del report di monitoraggio, ossia una relazione che contiene un riassunto di ciò che il monitor ha controllato e le sue osservazioni riguardanti provvedimenti intrapresi o da intraprendere e/o provvedimenti raccomandati per garantire conformità dei dati.

LE VISITE DI MONITORAGGIO

Esistono diverse tipologie di visite di monitoraggio: vi è quella di pre-studio che viene svolta prima dell’inizio della sperimentazione per verificare che la struttura sia idonea e il personale competente, poi vi è la visita di inizio studio, intesa come un momento di formazione per lo staff clinico partecipante. Un’altra tipologia di visita è quella di monitoraggio “vera e propria”, il cui numero varia in base a quanto stabilito attraverso il Manuale di monitoraggio. Infine la visita di chiusura ha lo scopo di risolvere le questioni irrisolte presso il Centro sperimentale.

DIFFERENZA TRA MONITORAGGIO DEGLI STUDI CLINICI PROFIT E NO PROFIT

Secondo il decreto ministeriale del 2004 (DM 17 Dicembre 2004) gli studi clinici no profit sono finalizzati al miglioramento della pratica clinica come parte integrante dell’assistenza sanitaria. Tali sperimentazioni non sono finalizzate allo sviluppo industriale del farmaco né hanno fini di lucro; pertanto essendo il promotore un’istituzione pubblica o un ente ad essa equiparato si presuppone che non sia garantita la stessa disponibilità di fondi rispetto a uno studio profit, in particolar modo per l’attività di monitoraggio. Considerato che la legge non pone un accento differente in termini di doveri stabiliti tra sperimentazioni profit e no-profit, in queste ultime non viene compromessa la qualità dell’attività di monitoraggio prevista come garanzia dei risultati raggiunti e dei dati raccolti.

INDICAZIONI EUROPEE

Recentemente lo European Clinical Research Infrastructures Network (ECRIN) ha steso una checklist sulla quale si può stabilire il piano di monitoraggio adeguato per ciascuno studio clinico. Essa si basa sulla dimensione campionaria dello studio, sulla solidità metodologica dello stesso, sulla revisione dello studio da parte di una commissione indipendente, e considera se lo studio si possa definire o meno rilevante ai fini dell’impatto sulla salute pubblica. In base al punteggio ottenuto, lo studio viene classificato ad alto, medio o basso rischio e la strategia di monitoraggio è decisa di conseguenza.

L’attività di monitoraggio è stata nuovamente disciplinata di recente grazie al decreto ministeriale del 2001 (DM 15 novembre 2011). Ciò fa pensare che vi sia una volontà di miglioramento, oltre che un’attenzione particolare delle istituzioni in merito al ruolo del monitoraggio, a riprova dell’importanza che questa attività ha nell’appurare la veridicità dei dati raccolti, nell’assicurare la tutela dei pazienti e, in definitiva, nel contribuire ad offrire nuove e valide strategie terapeutiche.

 

I. De Simone, C. Gerardi
Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”

 

 

 

Inserito da Anna Roberto il Gio, 26/07/2012 - 17:43