Associazioni di pazienti: una questione di trasparenzaNel 2007 una prestigiosa rivista medica come il British medical journal lanciava l’indagine “le associazioni di pazienti devono ricevere soldi dall’industria farmaceutica?” (1,2). A distanza di anni il tema è ancora dibattuto, ma troppe associazioni di pazienti non sono ancora consapevoli di quanto e come il conflitto di interessi le tocchi direttamente, quali rischi comporta, come si possono affrontare. E soprattutto sono ancora poche le associazioni che lo dichiarano, in particolare in Italia. Su 157 siti di associazioni di pazienti e cittadini italiane, poco meno del 30% dichiara di ricevere soldi dall’industria farmaceutica. Tutte però ricevono finanziamenti, come risulta dai siti delle industrie farmaceutiche finanziatrici. E’ il risultato di un’indagine condotta dall’Istituto Mario Negri e pubblicata di recente sulla rivista ad accesso libero PLoS ONE (3). L’ammontare dei finanziamenti viene riportato solo da tre associazioni, pari al 6% delle associazioni dichiaranti, le attività finanziate dalla metà. Una situazione analoga accade in altri Paesi, con qualche differenza: su 69 siti di associazioni di pazienti e cittadini con sede negli Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Sud Africa e alcune associazioni internazionali, di cui nessuna italiana, il 45% dichiara di ricevere finanziamenti dall’industria farmaceutica, nessuno dichiara l’entità dei finanziamenti (4). Il punto critico della trasparenza non riguarda solo le associazioni di pazienti: dall’indagine dell’Istituto Mario Negri risulta che anche le industrie farmaceutiche, in particolare quelle con sede in Italia, lasciano a desiderare riguardo alla completezza delle informazioni sulle sponsorizzazioni riportate sui propri siti. Tra le 17 industrie farmaceutiche considerate, 13 (76%) dichiarano almeno un’associazione finanziata, di queste solo il 15% dichiara l’ammontare dei finanziamenti, il 30% le attività finanziate. Tutte hanno dato soldi ad almeno un’associazione di pazienti o cittadini considerata nell’indagine, come risulta dai siti delle associazioni. Come per i finanziamenti ai medici (5), anche per i rapporti con le associazioni di pazienti le industrie farmaceutiche dovrebbero dichiarare le associazioni che finanziano, quanti soldi danno, per quali attività e progetti, pubblicando informazioni complete, aggiornate e accessibili sui propri siti internet. Allo stesso modo dovrebbero essere dichiarate le forme di sostegno indiretto, molto frequenti, come per esempio pagare spese o iscrizioni per partecipare a corsi o convegni, o fornire strutture e servizi. Anche le associazioni di pazienti e cittadini che ricevono soldi dall’industria devono andare in questa direzione, e dichiarare in modo accessibile e completo i finanziamenti ricevuti. Per alcune associazioni questo in parte già succede, e il dibattito interno su questi temi è avviato da tempo, molte altre sono ancora agli inizi: avviare un confronto tra associazioni di volontariato su questi temi può aumentare la consapevolezza critica e favorire uno scambio sulle pratiche di gestione dei rapporti con gli sponsor.
Cinzia Colombo
Referenze
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Inserito da Anna Roberto il Ven, 01/06/2012 - 18:10
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