Smetti di prendere le statine, prendi le vitamine!Taylor F, Ward K, Moore THM, Burke M, Davey Smith G, Casas J-P, Ebrahim S. Statins for the primary prevention of cardiovascular disease. Cochrane Database of Systematic Reviews 2011, Issue 1. Art. No.: CD004816. DOI: 10.1002/14651858.CD004816.pub4 Niente statine per le persone sane, cioè senza una storia di malattie cardiovascolari, e cautela nella prescrizione per le persone a basso rischio Le malattie cardiovascolari sono la terza causa di morte nella popolazione mondiale e le statine sono farmaci efficaci molto utilizzati per abbassare i livelli di colesterolo nei pazienti con problemi cardiaci. Tuttavia esistono scarse prove riguardo agli effetti benefici di questi farmaci per le persone che non hanno avuto una storia di malattie cardiovascolari precedenti. Poche di queste persone infatti trarrebbero beneficio dal trattamento e, considerando che le statine in alcune persone possono avere effetti dannosi, il rapporto benefici-danni in questi casi sarebbe sfavorevole. I ricercatori hanno esaminato i dati di 14 studi per un totale di 34mila pazienti. Gli esiti dei pazienti a cui sono state somministrate le statine sono stati confrontati con quelli dei pazienti a cui erano somministrati placebo “Prendere una decisione relativa a pazienti che non hanno avuto una precedente malattia cardiovascolare non è semplice come estrapolare gli effetti i pazienti già colpiti da una malattia di questo tipo”afferma il capo ricercatore Fiona Taylor, del Gruppo Cochrane Heart e della scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra. “Questa revisione mette in evidenza grandi lacune nella nostra conoscenza riguardo gli effetti delle statine nelle persone che non hanno una storia pregressa di malattie cardiovascolari. La decisione di prescrivere questi farmaci in questo gruppo di pazienti non deve essere valutata in modo sbrigativo”. Un fattore importante da considerare nel valutare questi studi è che, tranne uno, sono tutti finanziati dall’industria farmaceutica, come sottolineano i ricercatori. “Sappiamo che gli studi sponsorizzati dall’industria hanno maggiori probabilità Una seconda revisione sistematica Cochrane, condotta da alcuni degli autori della precedente revisione, ha considerato gli effetti di approcci combinati nel ridurre il rischio di malattie cardiache. In questo caso gli interventi valutati sono stati procedimenti informativi e indicazioni volte a incoraggiare i pazienti a modificare la dieta e smettere di fumare. Gli autori hanno concluso che gli interventi combinati hanno un impatto molto lieve, o assente, sulla mortalità e sull’incidenza delle malattie cardiovascolari. Nell’editoriale che accompagna la revisione, Carl Heneghan, dell’Università di Oxford, conclude che “anche se esistono varie strategie di prevenzione, non è ancora chiaro quale sia l’intervento più efficace ed economicamente conveniente per la prevenzione primaria negli adulti a basso rischio.”
Inserito da redazione il Mar, 01/02/2011 - 17:05
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