L'informazione sulla salute nei social network

Damon Centola. The Spread of Behavior in an Online Social Network Experiment. Science 2010; 329: 1194.DOI: 10.1126/science.1185231

I social network sono virtuosi per l'educazione alla salute, ma a certe condizioni. Lo dimostra uno studio statunitense del Massachusetts Institute of Technology pubblicato su Science. E' parere acquisito dalle scienze sociali degli ultimi 35 anni che la rapida adozione di nuovi comportamenti nelle persone sia indotto da una frequentazione di lunga data dei social network. Ora lo studio di Damon Centola, assistente professore presso il MIT Sloan School of Management (Stati Uniti), è giunto a una nuova conclusione: gli individui sono tanto più propensi ad adottare comportamenti salutari, quanto più fitti sono i contatti delle reti sociali che frequentano. La presenza di informazioni ripetitive e le discussioni ridondanti, a lungo ritenute superficiali e poco efficienti dagli esperti rispetto allo spessore di legami duraturi nel tempo, sono invece la chiave di volta per adottare nuovi comportamenti. Insomma, una nuova idea va rivoltata come un calzino, prima di condividerne i risultati.

Lo studio di Centola ha previsto diversi esperimenti partendo da una comune web community di sua progettazione. Ai 1.528 partecipanti arruolati, con vari interessi nel campo della salute, sono stati assegnati profili anonimi e amici con le stesse preferenze, sulle cui attività sono stati regolarmente aggiornati tramite un servizio di notificazione online. Lo scienziato li ha divisi in due gruppi, uno destinato al social network caratterizzato da amicizie di lunga data e l'altro a una rete sociale densa di scambi e nuovi contatti, che sono stati sottoposti a sei distinti esperimenti nel corso di alcune settimane. Scopo dell'esperimento era di verificare il numero delle registrazioni a un forum online sulla salute che proponeva una scelta di fonti informative di diversa qualità. I risultati sono stati confortanti: ben il 54% dei membri delle reti allargate contro il 38% delle amicizie assidue ha aderito al forum. Non solo: l'acquisizione di nuove amicizie da parte del primo gruppo è stata quattro volte più rapida e la regolarità della sua frequentazione aumentava in proporzione ai contatti, passando, per esempio, dal 15 a oltre il 40% se a un amico se ne aggiungevano altri due.

Lo scienziato lo considera un fenomeno su larga scala che opera a diversi livelli, perché nelle reti complesse l'informazione raggiunge più persone in breve tempo e, allo stesso tempo, la frequenza dei contatti rinforza e avvalora i contenuti scambiati. E questo avrà delle ripercussioni importanti sulle scelte di politica sanitaria, perché, come fa notare Centola.Tradotto nel linguaggio scientifico delle reti sociali “un contagio semplice si trasmette con un contatto singolo, mentre un contagio complesso richiede un'esposizione multipla per poter essere trasmesso”. Nel linguaggio della prevenzione sanitaria, ciò significa che, se per la trasmissione di una malattia può bastare anche un singolo contagio, per la sua prevenzione occorre un contagio complesso d'informazioni costituito dallo scambio degli stessi contenuti tra il maggior numero possibile di utenti.

Le partite di screening e prevenzione si giocheranno dunque in futuro all'interno di reti sociali complesse, che “andranno riprogettate per diffondere le buone pratiche di salute” conclude Centola, riferendosi al contenuto del suo prossimo lavoro.

Valentina Vecellio

Inserito da Valentina Vecellio il Mar, 21/09/2010 - 09:51