Campagna ministeriale per la prostata: medici contrariIl Ministero per le pari opportunità e il Ministero della salute hanno inaugurato una campagna di prevenzione del tumore della prostata (link).
I messaggi emanati non tengono conto delle prove di efficacia Tra le molte analisi disponibili sull'argomento pubblichiamo qui due conclusioni sintetiche, rinviando i lettori a ulteriori approfondimenti. Uno studio del CNR, Progetti Strategici biennali in aree di ricerca di base e clinica (Legge 449/97 - anno 1999), conclude: “Allo stato attuale delle conoscenze non è pertanto lecito, al di fuori di studi prospettici di efficacia dei quali si attende l'esito
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Lettera aperta Le sottoscritte organizzazioni e associazioni scientifiche, pur comprendendo la tensione positiva alla promozione della cultura per l'autotutela della salute maschile, chiedono la sospensione della campagna di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore della prostata, promossa dai ministeri delle Pari opportunità e della Salute, perché tale iniziativa non può produrre altro risultato che un aumento inappropriato del ricorso a test per la diagnosi precoce in soggetti privi di sintomi. Poiché alla stato attuale delle conoscenze non esistono interventi di prevenzione primaria del tumore alla prostata, una propaganda al pubblico nei termini in cui è condotta, è discutibile scientificamente ed eticamente; può danneggiare – fisicamente e in termini di qualità della vita – più persone di quante non ne possano beneficiare; è, infine, inopportuna, in un periodo in cui ai cittadini e ai medici si chiede rigore. Infatti, dopo anni di incertezze scientifiche sullo screening per i tumori alla prostata, due grandi studi controllati pubblicati nel marzo 2009 sul New England Journal of Medicine, hanno infine documentato che i danni di questo screening possono essere maggiori dei benefici. Anche negli USA, dove lo screening è stato molto diffuso, persino i più determinati fautori hanno rivisto le loro posizioni invitando alla prudenza. Lo screening del tumore prostatico (che è un intervento Da un punto di vista di sanità pubblica, perciò, vi è unanime consenso internazionale sulla inopportunità e dannosità di promuovere l'uso di qualsiasi test in persone che non abbiano sintomi. Mentre è questo purtroppo l'unico risultato prevedibile delle campagna in atto. Le sottoscritte organizzazioni suggeriscono, oltre alla sospensione della campagna così come formulata, l'adozione sistematica di un metodo di consultazione di operatori (medici di famiglia, epidemiologi, specialisti, esperti di sanità pubblica), di rappresentanti dei cittadini) e degli organi tecnici del Servizio sanitario implicati, sia a livello centrale (Sistema nazionale linee guida, Osservatorio screening eccetera) sia a livello regionale. Roma, 8 giugno 2010 Sottoscritto da:
Inserito da redazione il Mer, 09/06/2010 - 13:00
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