Vivere con la sclerodermia

I primi sintomi della malattia cominciarono in autunno, era il 1979 e avevo 30 anni.
Mi accorsi che le dita delle mani a contatto con l’acqua fredda diventavano bianche e perdevano la sensibilità. Mi ricordai di avere sentito parlare del “morbo di Raynaud” e scoprii sul dizionario medico che i miei sintomi erano simili alla descrizione.
Consultai il medico, non era d’accordo. Mi tranquillizzò dicendomi che una cura di tre mesi con vasodilatatori mi avrebbe guarita.

Non fu così. Passai l’inverno da disperata, con mani, piedi e orecchie che con il freddo diventavano bianche e perdevano la sensibilità, per poi colorarsi di rosso-blu con fitte dolorose e punture simili a spilli. Mi recai in ospedale dove specialisti angiologi mi diagnosticarono il morbo di Raynaud secondario con sospetto di collagenopatia e mi indirizzarono al reparto di immuno-reumatologia. Iniziarono le visite mediche, gli esami sierologici e clinici, ma la diagnosi tardava.

Cominciai a soffrire di mialgie diffuse, febbre, stanchezze improvvise, difficoltà a deglutire. Non riuscivo più a portare una borsa della spesa ed ero pervasa da una debolezza infinita, il Raynaud non mi dava tregua. I molti farmaci che mi vennero prescritti in quegli anni non risolsero né attenuarono gli effetti della malattia.
La condizione patologica autoimmune era certa, ma quale? Soffrire e non potere identificare il male è frustante e provoca uno stato ansioso. Dopo quattro diagnosi diverse, finalmente nel 1987 il verdetto: sclerosi sistemica (sclerodermia). Aspettavo da anni la diagnosi, dovevo essere pronta, ma non fu subito così. La certezza di una malattia che non mi avrebbe più lasciata, una malattia poco conosciuta e senza cure specifiche, mi lasciò stordita. Fu difficile accettarla. Non sopportavo i farmaci e stavo male. Chiedevo informazioni sull’evoluzione della malattia e le sue complicanze.

Ho sempre voluto conoscere con la maggior chiarezza possibile il mio futuro di ammalata. Volevo risposte e soprattutto un rapporto di fiducia con il medico. Da allora ho sempre discusso le terapie. Sono convinta che ogni malato sia un caso a sé e che le cure vadano personalizzate. Fui ricoverata in ospedale e questo mi aiutò: non avevo organi interni colpiti a parte l’esofago e iniziai una cura che mi tolse un po’ il dolore e mi ridette forza.

A distanza di anni sono sempre ammalata, con il Raynaud che avanza e una nuova terapia da iniziare. La sclerosi sistemica è una malattia rara e devastante. Può colpire vasi, polmoni, cuore, reni, esofago e il tratto gastro-intestinale; ci sono ammalati con mani mutilate e piedi amputati. La diagnosi precoce è importante, così come il rapporto medico-paziente per impostare una cura appropriata. La speranza di sconfiggere la malattia è riposta nella ricerca scientifica, che per noi è ancora agli inizi.
Da alcuni anni sono impegnata come volontaria in una associazione onlus (l’Associazione italiana lotta alla sclerodermia), che si prefigge di far conoscere la sclerodermia a tutti i livelli promuovendone l’informazione e raccogliendo fondi per la ricerca. Avendo constatato personalmente quanto sia lungo il percorso per arrivare alla diagnosi e alla giusta terapia, sono entrata nell’ails per partecipare le mie esperienze, aiutando altri malati a non perdere tempo prezioso, passando da un ospedale e/o da un medico all’altro, e a evitare spese superflue per farmaci inefficaci e costosi.
Sopratutto siamo vicini agli ammalati, rispondiamo ai loro bisogni, li aiutiamo a sentirsi meno soli e provvediamo a indirizzarli in centri qualificati di immulogia e reumatologia.

Questa esperienza ha dato un senso alla mia vita, mi ha spronato a non temere gli impegni malgrado la malattia. Il rendermi utile è diventato per me una medicina. L’impegno di volontaria a contatto con medici e malati, mi ha consentito di conoscere e controllare la mia malattia e di essere informata su tutte le possibili terapie.

Ho lasciato alle spalle le incertezze e i dubbi e mi sento più serena. La conoscenza di altri malati mi ha resa edotta sulle conseguenze della malattia e delle sue fasi più acute e devastanti, ma anche sulla possibilità di limitarne gli effetti. Ho migliorato la mia qualità di vita, riuscendo anche a intraprendere nuove relazioni sociali e ampliare i miei orizzonti.
Sono consapevole che solo con una partecipazione attiva e improntata alla collaborazione con i medici e i ricercatori si possono raggiungere obiettivi importanti.
Sento di ringraziare i miei cari e gli altri volontari per la forza interiore che mi trasmettono.

Ines Benedetti

Inserito da redazione il Ven, 17/03/2006 - 00:00

Oggi una persona a me cara

Oggi una persona a me cara è mancata a causa di questa malattia terribile. Io sono a pezzi dal dolore, la sola cosa che mi fa star bene è sapere che finalmente ha finito di soffrire in modo disumano Negli ultimi tempi si è aggravata volevano amputarle la gamba a causa di un infezione al piede degenerata. Non ha più accettato le cure e ha iniziato a rifiutare il cibo fino a lasciarsi morire.

Ti sono vicina

Ciao Alessia, ho letto la tua storia che purtroppo é uguale alla mia ed uguale a quella di troppe persone che proprio in questo momento stanno urlando dal dolore, lo stesso che ha provato tua mamma e la mia (la mamma ha subito l'amputazione di una gamba e avrebbe dovuto amputare anche l'altra). A tutti quei dottoroni che dicono che la Sclerosi Sistemica non é una malattia dolorosa vorrei far rimangiare tutte le loro teorie campate in aria!!!!!Ti sono vicina, Manuela

ho paura

Sono spaventata!!!e non so come prenderlo! è mio fratello che mi evita e fa soffrire le persone a me care; Sento che devo aiutarlo anche se a volte vorrei "strozzarlo" fa di tutto per rendersi odioso non so come fare.....é mio fratello non vuole aiutarsi e nemmeno farsi aiutare. Non riesco a capire se é la malattia che lo rende così cattivo da colpevolizzae mia madre di quasi 80 anni (veramente indifesa) é la malattia che fa odiare i fratelli?

Sono Silvia e sono malata da

Sono Silvia e sono malata da quasi 18 anni ed è un cammino a volte molto doloroso oltre che difficile! Avevo 21 anni quando mi è stata fatta la diagnosi di sclerosi sistemica, è stata dura..è dura!....

ciao, Alessia ti sono vicina

ciao, Alessia ti sono vicina per la tua amica sai anch'io ho la sclerodermia da tre anni de ho 45 anni spero di non arrivare in una fase cosi grave da amputare qualche parte del mio corpo perchè sarebbe terribile e non so come potrei reagire, ciao da MARIA

ciao Maria ho letto che

ciao Maria ho letto che anche tu come mia sorella hai la sclerodermia,vorrei sapere cosa devo fare per attenuare,se è possibile le sue sofferenze.

E' una sorella meravigliosa e una tanta brava persona. ti ringrazio di cuore e tanti auguri anche a te. Anna

come in ogni malattia "l'

  1. come in ogni malattia "l' umore " è importantissimo quindi forza che ce la fai!!! auguri

ccc

ciao, sono maria e da tre anni soffro di sclerodermia, con mani sempre nere e dolenti quando fa freddo e dolore all'inguine. Io mi curo all'ospedale di Trapani, con cicli settimanali di una flebo vasodilatatrice che dura sei ore. Per il resto va tutto bene, si ci penso ogni giorno di avere questa malattia, ma mi convingo di non essere malata, proprio questo e i miei figli sopratutto mi danno la forza di reagire, posso dire di essere molto serena grazie

mia madre ha sofferto del

mia madre ha sofferto del morbo di Raynaud curato con gli oligoelementi è retrocessa fino alla fine. Dopo anni le è rimasto un leggero bianco sulle estremità delle dita delle mani. Barbara

io purtroppo qualche mese fa

io purtroppo qualche mese fa ho perso mia moglie a seguito

della sclerodermia ,diagnosticata quando oramai aveva compromesso i reni e da li ha avuto un edema polmonare acuto , aveva solo 44 anni

un augurio e incoraggiamento a tutti  e  fate tutti gli esami  necessari

non arrendetevi se presa per tempo si puo combattere

:(

Salve, sono una ragazza di 15 anni,  mia madre ha questa malattia da anni ed effettivamente non mi sono mai resa conto della gravità della cosa, sarà che lei non si è mai mostrata debole difronte a me e mio fratello, ma adesso che mi sto informando sulla malattia e sulle conseguenze ho davvero molta paura per lei e per il suo futuro. Mi prendo cura di lei tutti i giorni, ma sarà mai abbastanza?!
Leggendo le vostre storie ho capito quanto questa malattia possa essere distruttiva. Vorrei solo darle una mano, perchè lei è davvero una brava persona..

Saluti.
Chiara.