Meno tumori al seno: di chi è il merito?

Fonte
Ravdin PM et al. The San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2006
Christina A et al. JCO 2006: 33: 50

Cala negli Stati uniti l’incidenza di tumori al seno: nel 2003 ci sono stati 15.000 casi in meno rispetto al 2002 (quando si sono registrati 203.500 nuovi tumori al seno). I dati preliminari del 2004 confermano questa tendenza anche se il calo rispetto all'anno precedente è meno marcato.
I ricercatori dell’Anderson Cancer Center di Houston, raccolti i dati e constata questa inversione di marcia, hanno sgranato gli occhi: mai si era registrato un simile regresso dei tumori.
Cos’è accaduto? Peter Ravdin, che ha descritto i risultati del gruppo di studio texano, si affretta a specificare che l’epidemiologia può solo dare conto dei fatti ma non trovare le cause. Tuttavia avanza una spiegazione che ha innescato il dibattito nei media statunitensi: la rottamazione della terapia ormonale sostitutiva (TOS).
Dal mese di luglio 2002 metà delle donne americane in terapia ormonale sostitutiva (il 30 per cento delle statunitensi con più di 50 anni) hanno buttato le loro pillole della giovinezza nella spazzatura. Un gesto che ha seguito la pubblicazione dello studio WHI: finanziato dal governo USA per stabilire rischi e benefici della TOS fu interrotto nel giugno 2002 perché la terapia agli estrogeni femminili aumenta il rischio di cancro al seno, oltre che di infarto, di ictus e di altri malanni,a fronte dei noti vantaggi sul controllo dei fastidiosi sintomi della menopausa e di una minor incidenza di osteoporosi e di tumore all'intestino.
All’epoca alcuni commentarono che ogni reazione di panico era spropositata: il rischio di ammalarsi, tenevano a precisare, era comunque molto piccolo per la singola paziente. Tale però che moltiplicato per milioni di consumatrici può spiegare come mai già l’anno dopo 15.000 donne si sono risparmiate un mare di guai.

Come atteso le aziende farmaceutiche produttrici della terapia, che in questi anni è stata comunque propagandata e consigliata alle donne (anche in Italia, pur senza mai sfondare come negli USA), non ci stanno. Non c’è alcuna prova sperimentale, sostengono, che documenti il nesso di causalità fra l’interruzione della terapia e la diminuzione dei tumori; inoltre invitano a prendere in considerazione spiegazioni alternative che si accordano ugualmente con questi dati.

Anche i ricercatori di Houston hanno tentato altre strade: si sono chiesti se la diminuzione dei tumori poteva essere spiegata con un minor ricorso alla mammografia o con l’introduzione sul mercato di farmaci che prevengono il tumore. In entrambi i casi la risposta che si sono dati è: no.
Ecco perché:

  • a diminuire sono soprattutto i tumori nelle donne con un’età compresa tra i 50 e 69 anni: la popolazione bersaglio della terapia ormonale.
  • in particolare è calato (-12 per cento) il numero di tumori che possiedono i recettori per gli estrogeni, cioè innescati e alimentati da questi ormoni.
  • nelle donne benestanti, fino al 2002 le maggiori consumatrici di TOS, il calo è più marcato.
  • nelle donne nere il calo di incidenza è meno marcato: da sempre hanno fatto meno uso della TOS rispetto alle coetanee bianche.

I dati di un analogo studio che ha preso in considerazione solo le donne della California, uno degli stati più ricchi del continente americano, si inserisce alla perfezione in questa cornice, e la rafforza. In particolare gli autori di questa ricerca affermano di poter finalmente risolvere un enigma che in passato affliggeva gli abitanti di Marin County, un'opulenta cittadina costiera, in cui però l’incidenza di tumori al seno era molto più alta che in tutto il resto degli USA: forti consumatrici di terapia ormonale sostitutiva, le donne di Marin County nel 2002 hanno quasi tutte abbandonato la cura. Oggi l’incidenza di tumore è in forte calo e si sta riallineando alla media nazionale.

Quando un’ipotesi inizia a spiegare molte cose diventa qualcosa più che una mera congettura e l’ipotesi “meno TOS->meno tumori” sembra far quadrare i conti alla perfezione.

Sergio Cima, Roberto Satolli

Inserito da redazione il Mer, 03/01/2007 - 01:00