Meno tumori al seno: di chi è il merito?Fonte Cala negli Stati uniti l’incidenza di tumori al seno: nel 2003 ci sono stati 15.000 casi in meno rispetto al 2002 (quando si sono registrati 203.500 nuovi tumori al seno). I dati preliminari del 2004 confermano questa tendenza anche se il calo rispetto all'anno precedente è meno marcato. Come atteso le aziende farmaceutiche produttrici della terapia, che in questi anni è stata comunque propagandata e consigliata alle donne (anche in Italia, pur senza mai sfondare come negli USA), non ci stanno. Non c’è alcuna prova sperimentale, sostengono, che documenti il nesso di causalità fra l’interruzione della terapia e la diminuzione dei tumori; inoltre invitano a prendere in considerazione spiegazioni alternative che si accordano ugualmente con questi dati. Anche i ricercatori di Houston hanno tentato altre strade: si sono chiesti se la diminuzione dei tumori poteva essere spiegata con un minor ricorso alla mammografia o con l’introduzione sul mercato di farmaci che prevengono il tumore. In entrambi i casi la risposta che si sono dati è: no.
I dati di un analogo studio che ha preso in considerazione solo le donne della California, uno degli stati più ricchi del continente americano, si inserisce alla perfezione in questa cornice, e la rafforza. In particolare gli autori di questa ricerca affermano di poter finalmente risolvere un enigma che in passato affliggeva gli abitanti di Marin County, un'opulenta cittadina costiera, in cui però l’incidenza di tumori al seno era molto più alta che in tutto il resto degli USA: forti consumatrici di terapia ormonale sostitutiva, le donne di Marin County nel 2002 hanno quasi tutte abbandonato la cura. Oggi l’incidenza di tumore è in forte calo e si sta riallineando alla media nazionale. Quando un’ipotesi inizia a spiegare molte cose diventa qualcosa più che una mera congettura e l’ipotesi “meno TOS->meno tumori” sembra far quadrare i conti alla perfezione. Sergio Cima, Roberto Satolli
Inserito da redazione il Mer, 03/01/2007 - 00:00
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