Il disco erniato va mezzo salvatoFonte In Italia ogni anno vengono asportate quasi 45 mila ernie intervertebrali. E’ così che in genere si tenta di risolvere il dolore provocato dalla compressione che un disco intervertebrale fuori posto esercita sulle radici dei nervi che partono dal midollo spianale. E' davvero così? Anzitutto il dato proviene da uno dei rari studi randomizzati in ambito chirurgico. E’ difficile organizzare un trial per confrontare oggettivamente la strategia chirurgica con altri trattamenti: innanzitutto è impossibile il cosiddetto doppio cieco Anche questo studio statunitense, denominato SPORT, ha attraversato queste difficoltà. Su oltre mille persone con diagnosi di ernia del disco contattate dai ricercatori, solo 500 hanno accettato di essere destinati alle terapie in maniera casuale: metà sono stati sottoposti alla tradizionale asportazione dell’ernia; metà hanno ricevuto informazioni, consigli, esercizi da fare a casa, terapia fisica e uso di farmaci antidolorifici alla bisogna. Ben 700 invece hanno voluto scegliere di testa propria: la maggior parte (oltre 500) aveva l’inamovibile convinzione che solo l’operazione chirurgica potesse dare un beneficio; quasi 200, al contrario, non ha voluto sentir parlare di bisturi. A due anni di distanza, nel gruppo dei primi 500, si osserva questo risultato: Leggermente diverso il risultato nel gruppo non randomizzato: chi ha scelto liberamente la terapia chirurgica ha ottenuto in percentuale maggiore il benefico che si attendeva. Potenza dell’autosuggestione? In parte, ma c’è dell’altro. Chi ha voluto scegliere a tutti i costi l’operazione chirurgica ha sì ottenuto un beneficio maggiore per una inconscia adesione alle proprie aspettative, ma anche perché in condizioni iniziali di salute peggiori: rispetto alla media riferivano un dolore più forte e persistente a cui la chirurgia ha potuto dare rapido sollievo. Chi ha scelto la via alternativa ha un profilo particolare: è più anziano, forse meno disturbato dalle limitazioni imposte dal fastidio per l’ernia, con dolore meno acuto, con un reddito e una istruzione maggiori, quindi con un maggior controllo dello stress dato dalla condizione dolorosa (insoddisfazione e frustrazioni aumentano la probabilità A costoro lo SPORT offre un’altra informazione utile a ridurre l’incertezza del caso (una volta tanto): non c'è nulla da temere se si decide di lasciare stare un’ernia discale. Infatti chi non ha subito la chirurgia non è poi andato incontro ad alcuna compromissione neurologica, sindrome della coda equina o progressione dell’instabilità spinale, i principali argomenti persuasivi spesso citati da chi sostiene con enfasi l’efficacia dell’intervento chirurgico. Sergio Cima,Roberto Satolli
Inserito da redazione il Mer, 20/12/2006 - 01:00
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