Cancro alla tiroide: aumentano i malati di diagnosiFonte Durante il congresso dello scorso settembre della European Thyroid Association è stato tracciato un quadro allarmante, nel quale l’incidente nucleare di Chernobyl avrebbe giocato un ruolo non secondario: le radiazioni infatti possono causare un tumore in questa ghiandola posta nel collo (vedi la figura 1): quindi chi ha subito l’inquinamento radioattivo dopo l’esplosione del reattore nucleare sovietico ha un rischio Welch ha mostrato che anche negli Stati uniti dal 1973 al 2002 si è registrata un aumento dell’incidenza di questo tumore. Lo zampino dell’uomo in effetti c’è, ma non ha l’aspetto inquietante di un atomo impazzito. Anzi negli ultimi trent’anni del 1900, almeno negli USA, le persone sono state meno esposte alle radiazioni: l’ultimo incidente nucleare nel continente americano risale al 1961. L’aumento dell’incidenza sarebbe solo apparente: in realtà non ci sono oggi più persone malate di tumore alla tiroide rispetto a 30 anni fa, ma solo più persone con diagnosi di tumore. Welch però, non convinto da questa spiegazione, ha ha voluto vederci più chiaro. Scavando tra i dati disponibili ha potuto comporre il seguente grafico. Non è aumentato invece il numero dei tumori scarsamente differenziati: quelli più maligni. Insomma secondo Welch non si può dire che la diagnosi precoce e le terapie hanno permesso di tenere bassi la mortalità nonostante l’aumento di incidenza: semplicemente non è aumentata l’incidenza di tumori, ma solo la capacità di scoprire piccoli noduli benigni. Il guaio è che vengono impropriamente chiamati “cancro” e trattati come tali. Si potrebbe obiettare che è sempre meglio curare qualcuno in più che qualcuno in meno. Tuttavia non è scontato. Nel caso della tiroide Welch registra che 7 volte su 10 un nodulo papillare viene curato con l’asportazione dell’intera tiroide. Un misura drastica che negli anni non ha portato a vantaggi in termini di minor mortalità. Ma se aumenta il numero di persone curate per tumore (chi si trova nell’area A) e non diminuisce la mortalità vuol dire che molti sono sottoposti inutilmente a cure anche pesanti e nessuno ricava un benefici. Ecco tre diapositive che esemplificano quanto appena argomentato Sergio Cima, Roberto Satolli
Inserito da redazione il Mer, 15/11/2006 - 01:00
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