H1N1: 4 risposte per 4 domandeDobbiamo chiudere le scuole? Chiudere le scuole non è una soluzione. Il Lancet di questi giorni ha analizzato vantaggi e svantaggi del chiudere le scuole utilizzando modelli matematici che si basano sui dati delle pandemie precedenti: del 1918 in Australia, del 1957 in Francia, del 2000 in Israele e del 2008 ad Hong Kong. Il problema è molto complesso. Al di là degli effetti della chiusura delle scuole sull'economia (hanno calcolato che in Gran Bretagna chiudere le scuole per 12 settimane costa dall'1% al 6% del Pil) ci sono effetti negativi sul sistema sanitario. Uno studio fatto in Inghilterra su più di 5.000 Ospedali ha fatto vedere che più del 70% degli operatori sono donne. Almeno la metà di loro ha un bambino sotto i 16 anni, dovranno occuparsene se chiudono le scuole, e questo sulla salute della gente potrebbe avere effetti più gravi dell'influenza. Chiudere le scuole sarebbe anche contro il buon senso, le chiudiamo quando? Prima ancora di aprirle? Ma l'influenza potrebbe non avere ancora raggiunto il suo momento di maggiore diffusione. Le chiudiamo quando incominciano a manifestarsi i primi casi? Ma allora sarebbe tardi per limitare la diffusione del virus. E ammesso di chiuderle, per quanto? Immaginiamo di chiuderle ad ottobre e riaprirle a dicembre, ma a dicembre l'influenza non è certamente passata e saremmo da capo. Naturalmente vi possono essere particolari situazioni che richiedano di chiudere singole scuole in rapporto all'andamento dell'infezione. Dobbiamo usare farmaci antivirali? No, il Lancet dell'8 agosto ha pubblicato un'analisi di tutti i dati della letteratura sulle capacità dei farmaci antivirali per ridurre le complicazioni in chi presenta i primi sintomi. Hanno analizzato i dati relativi a oseltamivir e zanamivir considerando sia persone adulte sane che persone a rischio Ci dobbiamo vaccinare e da chi cominciare? Il vaccino dobbiamo averlo perché potrebbe servire ma potrebbe essere imprudente cominciare prima che siano finiti gli studi ormai avviati dal governo americano ai primi di agosto e disegnati per capire se il vaccino è efficace, come somministrarlo e che effetti eventualmente negativi abbia. L'atteggiamento di prudenza è giustificato da due considerazioni:
E' importante invece organizzarsi per monitorare la diffusione del virus e la sua gravità. Se ci fosse evidenza che il virus si diffonde rapidamente e cominciassero a manifestarsi complicazioni si dovrebbero cominciare a vaccinare gli operatori della salute o chi è maggiormente a contatto col pubblico. Acquisiti i dati: sicurezza, efficacia Intanto cosa si può fare? Lavarsi spesso le mani, coprirsi naso e bocca in caso di tosse e starnuti, se ci sono sintomi che ricordano l'influenza (disturbi delle prime vie aeree, tosse o dolori muscolari con o senza febbre) stare a casa. Certamente se c'è febbre ma per prudenza anche alcuni giorni dopo che i sintomi sono passati Silvio Garattini, Giuseppe Remuzzi
Inserito da redazione il Gio, 03/09/2009 - 14:52
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