Sclerosi: la risonanza magnetica attrae i pazienti, non le diagnosiFonte La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso. Per una diagnosi completa occorre che il medico rilevi la presenza di lesioni al sistema nervoso e possa invece escludere altre condizioni infiammatorie che possono determinare sintomi molto simili. A oggi comunque la diagnosi di sclerosi multipla è soprattutto clinica: cioè basata sulla rilevazione di sintomi talvolta vaghi, che possono riferirsi a numerose altre malattie. Quindi è frequente che un malato riceva la diagnosi corretta molto tempo dopo la comparsa dei primi sintomi. L’impossibilità di formulare una diagnosi precoce rende difficile sperimentare l’efficacia preventiva di una cura su persone senza sintomi. L’unico parametro osservabile è la gravità dei danni che la sclerosi multipla produce sul sistema nervoso. Per questo la risonanza magnetica, un esame che riesce a individuare anche piccole lesioni al cervello senza sottoporre il corpo a radiazioni, ha preso facilmente piede come esame principale per la diagnosi e il monitoraggio della malattia. Un esempio tra i più popolari è l’iniziativa della Fondazione Serono, ente fondato dalla omonima azienda farmaceutica, che ha in listino un nuovo farmaco contro la malattia. Nel 2001 ha lanciato «Insieme muoviamo la ricerca: Risonanza magnetica itinerante». A bordo di un camion è stato installato il macchinario per eseguire l’esame. Parte dell’iniziativa era rivolta ai malati per valutare l’efficacia delle cure sulla riduzione del danno fisico; veniva poi offerta la risonanza addirittura ai familiari sani dei malati per individuare lesioni non ancora manifeste e neppure sospette. Così la Fondazione spiegava l’evento: Tra il 2001 e il 2004 il camion ha compiuto il suo periplo raccogliendo anche il consenso dell’associazione di pazienti (AISM), convinti da questa sequenza di affermazioni: se la sclerosi è causata da lesioni al sistema nervoso e la risonanza fa emergere tutti i più piccoli danni al cervello, allora la risonanza può diagnosticare la sclerosi. Oggi la doccia fredda. Un’ampia revisioni ha confermato tutti i dubbi su questa strategia di intervento. L’obiettivo della ricerca era determinare l’accuratezza della risonanza nell’individuare la malattia in persone con sospetta diagnosi di sclerosi multipla. Dopo la risonanza i pazienti sono stati seguiti per 14 anni, in modo da poter affiancare alla prima valutazione anche la diagnosi clinica basata sui sintomi emersi nel corso del tempo. Gli autori della ricerca concludono che cercare una diagnosi precoce di sclerosi multipla su persone senza sintomi attraverso la risonanza magnetica espone a due rischi:
E per coloro che hanno la diagnosi di sclerosi multipla e che si sarebbero ammalati? Almeno queste persone potrebbero avvantaggiarsi di una diagnosi precoce? Sergio Cima, Roberto Satolli
Inserito da redazione il Ven, 30/06/2006 - 23:00
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