Anche i ricchi piangonoFonte Uno studio ha valutato l’appropriatezza di uso dei fondi a disposizione di Medicare, il programma di assistenza sanitaria creato nel 1965 a favore di anziani e disabili che non possono permettersi un’assicurazione privata. I ricercatori hanno puntato i riflettori sulle cure offerte a pazienti con infarto, frattura del bacino e cancro al colon. Ebbene: dove si erogano con più generosità cure mediche intense e costose il tasso di mortalità Gli abitanti della California stanno peggio di quelli delle Hawaii e meglio di tutti stanno i cittadini dello Utah. In ordine decrescente di spesa sanitaria. Nel confronto internazionale emerge poi che gli statunitensi stanno poco meglio dei cubani, pur avendo un reddito pro capite sei volte superiore, e sono decisamente meno in salute di canadesi e inglesi. In particolare gli Stati uniti spendono in salute, per abitante, il doppio rispetto alla Gran Bretagna ma gli statunitensi hanno livelli di pressione, di glicemia e di grasso corporeo più alti rispetto ai confinanti e ai cugini di oltremanica. Michael Marmot, epidemiologo britannico alla guida del gruppo di ricerca che ha fatto emergere questo paradosso, ha seguito questi passi per chiarire perché la nazione più ricca del mondo non goda della miglior salute:
Due le informazioni ottenute. Una apparentemente scontata: nei due stati chi si trova più in alto nellascala sociale sta meglio. Come è possibile? Secondo gli autori di queste ricerche il ricorso a misure improprie ancorché costose determina da un lato un maggior accesso alle strutture ospedaliere e quindi anche una maggior probabilità Un dato che conferma quanto già osservato nel 1999 da uno studio pubblicato sulla rivista JAMA: gli autori sostenevano che l’interventismo in medicina può essere foriero di guai. Tra gli esempi di allora: il monitoraggio intensivo delle donne con gravidanze a rischio di parto prematuro non porta alcun vantaggio ma solo un maggior numero di prescrizioni di farmaci inutili. Insomma, troppa medicina può far male. Una soluzione. Limitarsi alle cure di provata efficacia, quando servono. Un'altra mutua americana, la Veterans Affairs, ha puntato su cure primarie di qualità: i ricoveri e le prestazioni specialistiche in 10 anni si sono dimezzati, e la mortalità per molti tipi di malattia, dallo scompenso all'insufficienza renale, si è ridotta. Bibliografia
Sergio Cima, Roberto Satolli
Inserito da redazione il Gio, 15/06/2006 - 00:00
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