Come gestire il follow-up delle pazienti trattate per carcinoma endometriale ? Lo STUDIO TOTEM prova a rispondere
Nel corso degli ultimi anni i costi legati alla gestione delle malattie neoplastiche sono aumentati in modo considerevole diventando una percentuale elevata di tutta la spesa sanitaria nazionale. Questo fenomeno è legato a molteplici fattori: nuovi farmaci, nuove terapie, nuove metodiche diagnostiche, ma sicuramente una grande componente dell’aumento della spesa è dato dalle procedure di follow-up Nei Paesi Occidentali le tecnologie moderne hanno permesso di curare meglio un numero sempre crescente di persone e hanno portato alla cronicizzazione di molte malattie prima rapidamente mortali, l’invecchiamento della popolazione significa analogamente un grande numero di malati cronici e cioè non in grado di raggiungere una guarigione, l’aumentata sopravvivenza per pazienti affetti da varie malattie significa gravi effetti collaterali o situazioni altamente invalidanti. Il risultato è un allarmante incremento dei costi dell’assistenza sanitaria tale che la maggior parte dei Paesi Occidentali, nei quali l’assistenza assorbe una parte rilevante delle risorse disponibili, ha crescenti difficoltà a farvi fronte.
Per affrontare la situazione in un’ottica di razionalizzazione delle limitate risorse economiche disponibili, sono nati metodi di valutazione delle prove di efficacia Non sfugge a questo principio la gestione del follow-up delle neoplasie ginecologiche sia per ridurre costi inutili, sia per non sottoporre le pazienti a test diagnostici che non cambiano prospettiva di vita, periodo libero da malattia o decisioni terapeutiche,ma finiscono spesso con il peggiorare la qualità di vita. Queste considerazioni derivano anche da esperienze maturate in passato nell’ambito del tumore della mammella pubblicate su riviste internazionali e che hanno permesso di organizzare la Conferenza di Consenso di Bari che ha certificato la mancanza di effetto positivo sulla sopravvivenza globale di un regime di Follow-up gravato da un grande numero di esami (regime intensivo) confrontato con un regime minimalista basato sul principio di effettuare esami solo in caso di segni o sintomi di ripetizione di malattia. In quest’ottica è nato lo Studio Totem, con lo scopo di produrre dati di livello di evidenza alto per razionalizzare la gestione del follow-up delle pazienti trattate per carcinoma dell’endometrio. Nell’ambito della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta, nel 2005, è iniziato il dibattito tra Specialisti di diverse Discipline riguardo la gestione di queste pazienti : ginecologi oncologi, radioterapisti e oncologi medici hanno rilevato di comune accordo la difficoltà nel seguire protocolli comuni riguardo timing, esami diagnostici necessari per la diagnosi di eventuali recidive e ottimizzazione dell’esecuzione di tali esami in rapporto alla storia naturale della malattia.
Un lavoro preliminare di ricerca bibliografica ha evidenziato la scarsezza di materiale disponibile in letteratura, la carenza di studi in corso proposti dalle varie Società Mediche internazionali (GOG, EORTC ecc.) del settore e l’assenza di linee guida validate. Si è iniziato a quel punto uno studio retrospettivo
Nello stesso periodo uno studio italiano retrospettivo multicentrico Presa coscienza del problema si è cercato, con l’ausilio dell’Istituto Mario Negri di Milano e il CPO Piemonte, di spostare l’attenzione su base nazionale e coinvolgere il maggior numero possibile di Centri ad alta qualificazione per dare una risposta a un quesito clinico tanto frequente e, allo stato attuale delle conoscenze, incerto. Perché la scelta del follow-up del carcinoma dell’endometrio? Nel mondo il carcinoma dell’endometrio è al settimo posto tra i tumori maligni ed è la più frequente neoplasia femminile dopo il tumore della mammella. L’incidenza varia a seconda delle aree geografiche aumentando per classi di età da2/100000 in donne con età inferiore a 40 anni a 40-50/100000 dopo la sesta decade1. In Europa occidentale l’incidenza è di 24,7/100000. Si stima che nel mondo circa 42.000 donne all’anno muoiano per carcinoma endometriale (2). La curva età-incidenza per il carcinoma endometriale mostra che nella maggior parte dei casi la diagnosi avviene dopo la menopausa. La comparsa precoce dei sintomi è il motivo per cui la maggioranza delle donne che sviluppano il carcinoma endometriale ha una malattia allo stadio iniziale al momento della diagnosi. La sopravvivenza totale a cinque anni si aggira intorno all’ 80%. Circa l’ 80% delle lesioni sono di tipo endometrioide (ormono-sensibili e di basso grado) e presentano una prognosi favorevole; negli altri casi (Istotipi speciali - tipo 2) la malattia presenta un alto grado di anaplasia e tende a recidivare e a sviluppare metastasi anche in uno stadio iniziale (3).
Non esistono programmi di screening nel carcinoma endometriale, in quanto tecniche poco invasive quali ecografia transvaginale e la citologia hanno una accuratezza Che cos’è lo Studio TOTEM ?
Lo Studio Totem è uno studio clinico
L’obiettivo primario dello studio Totem è confrontare l'effetto dei due regimi di follow-up sulla sopravvivenza complessiva a 5 anni. Gli obiettivi secondari dello studio sono invece molteplici: quantificare la capacità del regime intensivo di anticipare la diagnosi delle riprese di malattia, valutare nei due bracci la differenza nella percentuale di complicanze, di riprese di malattia, di secondi tumori primari ed eventualmente di altre patologie, valutare l’accuratezza dei due regimi di follow-up, intesa come capacità di diagnosticare la ripresa di malattia in pazienti asintomatiche, descrivere la compliance
Il disegno dello studio prevede una stratificazione Lo Studio Totem e la qualità di vita Nel corso degli ultimi anni si è approfondita, non senza difficoltà, la sfera della qualità di vita e dell’ambito psico-emozionale di queste pazienti e della ricaduta che diagnosi, terapia e follow-up possono avere su di loro. Se è vero che per quanto riguarda altre patologie (es. tumore della mammella) si hanno a disposizione già molti dati, per quanto riguarda le neoplasie ginecologiche ancora poco è stato fatto a riguardo per conoscere e definire l’entità del problema. Con l’ausilio della Dr.ssa Paola Mosconi (Istituto Mario Negri di Milano) e delle psico-oncologhe Dott.ssa Silvana Faccio e Dott.ssa Daniela Bardelli (ASL –Ivrea), è stato stilato un protocollo di valutazione formale, all’interno dello Studio Totem, a proposito del diverso impatto sulle pazienti dei due diversi regimi di follow-up sia in termini di qualità della vita, sia di impatto psicologico ed emotivo .
Si è partiti dal presupposto che il tasso di prevalenza Come aderire allo Studio Totem
L’adesione allo studio non può avvenire da parte delle singole pazienti a meno che non si rechino in un Centro che ha aderito allo Studio e che pertanto ha eseguito tutte le procedure necessarie all’accreditamento. I Centri che desiderano aderire allo studio Totem possono farlo contattandoci via e-mail:
In conclusione auspichiamo una larga partecipazione allo studio Totem per avere rapidamente risposte scientificamente valide a un quesito clinico che si pone quotidianamente a Specialisti di Ginecologia, Radioterapia e Oncologia Medica , ma sopra ogni cosa per poter seguire nel miglior modo possibile pazienti che per molti anni sono condizionate da una diagnosi di malattia.
Bibliografia
Prof. Paolo Zola - Cattedra di Ginecologia Oncologica - Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino
Inserito da redazione il Gio, 16/04/2009 - 13:46
|
|