Roche diffidata per i buoni regalo

Colleziona i tappi e vincerai un buono! Non sono i tappi di una bibita ma di un farmaco per i malati di fibrosi cistica: l’autorità britannica dice No.

Il gigante farmaceutico svizzero Roche, ha subito un duro richiamo da parte dell’associazione dell’industria farmaceutica britannica, per aver messo in atto una campagna di incentivi nella quale regalava buoni acquisto ai bambini come “premio fedeltà” per l’assunzione di uno dei suoi medicinali.

L’autorità per il codice deontologico nella prescrizione di farmaci, la cosiddetta Prescriptions Medicines Code of Practice Authority (PMCPA), in un rapporto molto dettagliato, ha stabilito che Roche ha gettato discredito sull’industria violandone le regole etiche di condotta ed ha diffidato l’azienda ad interrompere questa campagna.
La violazione del codice si riferisce all’iniziativa dei buoni regalo intrapresa da Roche per incentivare l’uso e la costanza nell’assunzione di un farmaco a base di alfa-dronasi prescritto per stimolare l’attività respiratoria in pazienti affetti da fibrosi cistica. Se non viene assunto regolarmente la terapia risulta vana.
In pratica il programma funzionava così: un medico prescriveva il farmaco venduto in un’ampolla con il tappo rimovibile. Il paziente collezionava i tappi e, ogni volta che raggiungeva la quota 30, li inviava all’azienda che gli spediva un buono da 10 sterline – pari a circa 11 euro – da spendere in un negozio convenzionato.

A far sorgere il dubbio che ci fosse una difformità rispetto alla regolamentazione, è stato un impiegato della Roche che ha constatato che «l’azienda stava di fatto pagando i bambini perché continuassero ad assumere una medicina acquistabile solo sotto prescrizione medica». La maggior peroccupazione è che bambini con effetti collaterali fossero portati a continuare comunque il trattamento o che sprecassero i soldi del servizio sanitario nazionale (NHS ovvero National Healt Service) acquistando la medicina, che è a carico del NHS, senza effettivamente prenderla.

Roche ha accettato il richiamo e ha sospeso il programma fedeltà ma ha dichiarato che: «la mancata continuità di trattamento nella fibrosi cistica, è un problema reale e ampiamente diffuso e può portare a un peggioramento del paziente causando danni irreversibili ai polmoni. L’intenzione che ha dato vita al programma era quella di supportare e aiutare i pazienti a comprendere l’importanza di assumere le proprie medicine in maniera appropriata, cosa di cui, secondo molti esperti in fibrosi cistica, c’è un urgentissimo bisogno.»

La PMCPA concorda sul fatto che esistano delle difficoltà con l’aderenza dei pazienti alla ricetta medica, ma non considera lo schema di incentivi attuato da Roche come un mezzo appropriato per incoraggiare i pazienti a prendere la loro medicina. Non ci sono garanzie che i bambini prendano effettivamene il farmaco e non spediscano semplicemente i coperchi per ottenere i buoni.

La Roche aveva scontato da una settimana un periodo di sospensione decretato dall’ABPI (Association of the British Pharmaceutical Industry) per un’altra grave infrazione al regolamento. A luglio dell’anno scorso infatti, era stato trovato un collegamento tra l’uso di un farmaco contro l’obesità, in alcune cliniche dietologiche private e dei considerevoli versamenti in denaro a favore delle stesse. Per questo motivo Roche aveva ricevuto una sospensione di almeno sei mesi dall’associazione.

Inserito da Simona Stringa il Mer, 15/07/2009 - 21:19