Campagna di sensibilizzazione sull’osteoporosi: non va bene
20 ottobre Giornata modiale dell'osteoporosi L'osteoporosi è una malattia?
Se la malattia è definita come un'alterazione del proprio stato di benessere,
l'osteoporosi è piuttosto un fattore predisponente al reale disagio, cioè la
frattura ossea. La campagna di sensibilizzazione sull'osteoporosi proclama di
fatto la prevenzione di un fattore di rischio La prova provata Si legge dall'articolo sopra citato:
La perdita della densità ossea è il segnale d'allarme
dell'osteoporosi e i risultati dello studio descrittivo Alimentare la paura Si educa alla prevenzione in modo più efficace allarmando il pubblico? Questo il quadro disegnato: i ragazzi italiani, in età adolescenziale, passano troppo tempo davanti alla tv e si alimentano male, spingendosi verso l'obesità e l'indebolimento fisico che determinano una perdita di massa ossea del 15% entro i 30 anni e un'osteoporosi certa ai 60 anni. In definitiva l'osteoporose è segnalata come «patologia dilagante». Nessuno è al riparo. La campagna internazionale promossa dalla IOF nel corso della Giornata Mondiale sull'Osteoporosi dello scorso 20 ottobre, infatti punta tutto sulle sane abitudini come metodo preventivo efficace per annullare il fattore di rischio. Ci sono studi che cercano di fornire prove sulla correlazione esistente tra un'alimentazione ricca di calcio e il mantenimento in buona salute delle nostre ossa, e lo stesso vale per lo svolgimento di attività fisica soprattutto nell'adolescenza quando viene ultimato lo sviluppo dello scheletro (More 2008). Salvo poi presentare il testimonial della campagna IOF 2008: Ursula Andress. Ex bondgirl che ha praticato molto sport in gioventù senza riuscire a preservarsi dall'osteoporosi. I soggetti più a rischio Sono gli uomini. A dispetto di chi dice da anni che le donne in post-menopausa, a causa della riduzione dei livelli di estrogeni, rischiano di più. Le stime dicono invece che dopo i 50 anni soffrono di osteoporosi 1 donna su 3 e 1 uomo su 5, con una frequenza di fratture dovute a fragilità ossea del 61% nel mondo femminile. A fronte di questo per gli uomini è registrata una mortalità maggiore: a un anno dalla frattura di un femore, per esempio, la mortalità maschile è del 30% contro una percentuale dimezzata nelle donne (Trombetti 2002).
Il
motivo suggerito? «Perché gli uomini sono sostanzialmente allergici alla
prevenzione e ai controlli». Una spiegazione che non ha riscontro in alcuno studio citato. Il deus ex machina Per i promotori delle campagne di sensibilizzazione, come la SIOMMMS o la IOF (International Osteoporosis Foundation), l'osteoporosi è «incubo silenzioso» da tenere lontano con stili di vita preventivi e soprattutto con farmaci di nuova generazione. Si legge dalla homepage del sito dedicato al convegno SIOMMMS 2008:
Da rilevare tra gli sponsor del congresso le principali aziende farmaceutiche produttrici di farmaci anti-osteoporosi. [link http://www.siommms2008.com/pag_sponsor.htm] Cinzia Pozzi
Bibliografia
Inserito da Cinzia Pozzi il Mar, 30/12/2008 - 09:48
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osteoporosi
osteoporosi e fratture
Stefano Giovannoni, medico di Medicina generale
Prato, Toscana