Screening oncologici non sempre opportuniQuando è opportuno sottoporsi a un esame di screening? Quali sono quelli efficaci? A cosa servono? Uno studio qualitativo pubblicato di recente (Denberg 2005) identifica alcuni punti su cui agire per sfatare i miti che riguardano screening e tumore. Tra le opinioni inesatte più comuni c’è la convinzione che eseguire un esame di diagnosi precoce, spontaneamente o all’interno di un programma organizzato, sia opportuno solo se esistono casi di tumore tra i propri familiari o parenti. "In realtà il ruolo del rischio C'è poi confusione tra prevenzione primaria e secondaria. «Alla domanda: "il tumore si può prevenire?" metà delle donne hanno, infatti, risposto esprimendo le loro opinioni sul fatto che si possano prevenire le morti per tumore» spiega Thomas Denberg, tra gli autori dello studio. «Il significato di prevenzione cioè veniva fortemente associato a quello di sopravvivenza al tumore e alla possibilità di trattare il tumore in fasi precoci. Un tumore trovato tardi, insomma, era considerato un tumore non prevenibile». Segno che c’è poca chiarezza sulla differenza tra prevenzione primaria, che elimina le cause che provocano l’insorgenza di una malattia, agendo su eventuali fattori di rischio (per esempio: limitare o eliminare il fumo di tabacco per prevenire il tumore del polmone), e quella secondaria, che diagnostica una malattia già presente, in fase iniziale, quando è ancora potenzialmente curabile. Poco conosciuto è anche il concetto di condizioni pre-cancerose, cellule che, seppure non sempre e non necessariamente, possono in futuro svilupparsi in tumore. Queste cellule possono essere trovate da alcuni esami diagnostici per certi tipi di tumore, in particolare: il Pap test Bibliografia
Cinzia Colombo
Inserito da redazione il Mar, 01/11/2005 - 01:00
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