Farmaci equivalenti: valgono quanto quelli di marca e costano di menoDetti in passato generici, con un aggettivo poco adeguato, dal 2005 sono chiamati in modo più appropriato farmaci equivalenti, secondo la nuova dicitura voluta dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) che in questi giorni sta promuovendo la campagna di informazione «Usa bene i farmaci. Farmaci equivalenti un vantaggio per tutti». Questi farmaci hanno lo stesso principio attivo dei corrispettivi farmaci di marca ma, nonostante diversi interventi di sensibilizzazione e di informazione rivolti al pubblico, sono tuttora oggetto di false credenze. Spesso si sentono frasi come: «funzionano davvero come quelli di marca?» oppure «hanno la stessa potenza? Ci mettono lo stesso tempo a fare effetto?» E poi «chissà dove li fanno...». Sono alcuni esempi di convinzioni non corrette, da sfatare. Mentre è vero che i farmaci equivalenti:
In definitiva I farmaci equivalenti e i corrispettivi farmaci di marca hanno uguale composizione per principio attivo, uguale forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio, uguale numero di unità posologiche - cioè per esempio, quando il farmaco è somministrato sotto forma di compresse, stesso numero di compresse per confezione - e stessa quantità di principio attivo contenuto in una singola dose, per esempio in una compressa. Costano meno perché… Sono molecole già sottoposte a studi clinici che ne hanno provato l’efficacia per la messa in commercio in prodotti con nomi di marca, il cui brevetto è scaduto. La mancanza dei costi legati alla ricerca, allo sviluppo, alla commercializzazione dei farmaci - che vengono coperti dalla vendita in esclusiva sotto brevetto dei prodotti che le industrie hanno messo sul mercato - fa sì che le industrie produttrici dei farmaci equivalenti li vendano a un prezzo inferiore rispetto a quelli di marca.
Bioequivalenza: cosa significa, come si prova, chi la stabilisce Per i farmaci equivalenti non è richiesto di produrre studi preclinici e clinici che ne provino la sicurezza e l’efficacia, poiché hanno lo stesso principio attivo di farmaci di marca già sottoposti a tali studi, è però richiesto che diano prova di essere bioequivalenti a questi ultimi.
Quando sono stati introdotti i farmaci equivalenti in Italia Dal 2001, secondo quanto sostenuto nella legge finanziaria del 2000 (n.388, 23 dicembre 2000), i farmaci di marca non più coperti da brevetto sono rimborsati al farmacista dal Servizio sanitario nazionale fino al prezzo medio dei corrispettivi farmaci equivalenti.
Se il medico prescrive al paziente un farmaco che ha prezzo maggiore del prezzo rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale (un farmaco di marca fuori brevetto invece del corrispettivo farmaco equivalente), la differenza fra i due prezzi è a carico della persona a cui viene prescritto il farmaco: in questo caso il medico deve informare il paziente circa la disponibilità di farmaci equivalenti, totalmente rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale. Come funziona la prescrizione di un farmaco nel passaggio dal medico al farmacista
Quando il medico prescrive un farmaco non più coperto da brevetto che ha un prezzo superiore al corrispettivo farmaco equivalente, può apporre sulla ricetta un’indicazione secondo la quale il farmacista non può sostituire il farmaco prescritto. A chi rivolgersi per chiedere informazioni sui farmaci equivalenti? Per avere maggiori chiarimenti riguardo ai farmaci equivalenti in generale o su un farmaco specifico è opportuno rivolgersi al proprio medico o anche a un farmacista di fiducia. Per chi utilizza internet, sul sito dell’AIFA è disponibile la lista dei medicinali inseriti nell'elenco dei farmaci equivalenti con i relativi prezzi di riferimento aggiornati.
Cinzia Colombo, Luca Pasina
Inserito da redazione il Lun, 11/06/2007 - 13:01
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