Medici e pazienti imparano a parlare

Fonte
Rao JK et al. Medical Care 2007; 45: 340.
Zandbelt LC et al. Medical Care 2007; 45: 330.

Interventi mirati per aiutare medici e pazienti a comunicare ottengono risultati positivi. Questo quanto rilevato da una revisione dei lavori usciti fra il 1966 e il 2005 sul tema dell’educazione alla comunicazione fra medico e assistito, alla ricerca delle prove degli effetti di una buona relazione e un colloquio proficuo.

Pubblicata dalla rivista Medical Care, la ricerca in letteratura di studi concentrati sui miglioramenti nella comunicazione medico-paziente, e paziente-medico, ne ha isolati 36: in tre gli interventi erano diretti sia sui medici sia sugli assistiti, in 15 solo su questi ultimi e nei restanti 18 sulle capacità comunicative dei curanti.

E’ stato così visto che i medici educati alla relazione con il paziente avevano uno stile di comunicazione valutato come migliore rispetto a chi non era stato coinvolto nell’intervento sulla comunicazione, e il loro comportamento era maggiormente concentrato sull’assistito. Miglioramenti analoghi sono stati segnalati anche per i pazienti: a seguito di interventi specifici sulle capacità comunicative, erano maggiormente coinvolti nel corso della visita e in grado di ottenere più informazioni dal proprio curante. Ci sarebbe dunque la possibilità di un cambiamento positivo grazie a programmi che migliorino le capacità di relazione fra il medico e il paziente, e gli autori dello studio sottolineano come, a questo punto, il passo seguente sia capire il tipo di intervento più efficace da proporre alle parti in gioco.

L’attenzione di Medical Care alle capacità di espressione e comprensione nello studio del medico si è rivolta anche alla medicina specialistica, oggetto di un secondo studio pubblicato sullo stesso numero della rivista. In questo caso infatti, l’interesse degli autori della pubblicazione si è rivolto non al medico di famiglia, a cui in genere viene dedicato il maggior numero di ricerche sul rapporto medico-paziente, ma sugli specialisti, in particolare in medicina interna.

Lo studio ha coinvolto 30 medici e oltre 300 pazienti, con l’utilizzo di questionari. Sono state raccolte informazioni sulla soddifazione degli assistiti rispetto alla visita e, a distanza di due settimane, l’aderenza ai trattamenti e lo stato di salute da loro stessi riportati; è stata poi valutata la capacità da parte del medico di mettere a proprio agio il paziente e farlo partecipare attivamente all’incontro.

I risultati hanno mostrato come lo specialista, con il suo comportamento, possa influenzare positivamente soprattutto lo stato di soddisfazione del paziente.

Valeria Confalonieri

Inserito da redazione il Mar, 22/05/2007 - 11:38

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