Inserito da Alessandra Cerioli (non verificato) il Lun, 30/04/2007 - 23:02
Sì, decisamente l'uovo di colombo ha i suoi pro e i suoi contro provo ad aggiungerne alcuni. Pro: Il 60 per cento di riduzione della trasmissione non è un dato tralasciabile tanto che le ricerche sono state interrotte prima del termine inizialmente previsto perché i risultati sono sembrati talmente chiari ai ricercatori da far giudicare loro etico non proseguire la sperimentazione e offrire la possibilità della circoncisione agli uomini che lo chiedessero. Nel corso dello studio non sono state riscontrate differenze significative tra i comportamenti sessuali degli uomini circoncisi e di quelli non circoncisi (in buona sostanza il tasso di comportamenti a rischio riferiti era più o meno il medesimo). Non vi è stato quindi «un calo della guardia». La «vulnerabilità sociale e biologica delle donne» e la capacità di contrattare il sesso sicuro anche nei rapporti di coppia è il vero problema attuale. In paesi come l’Africa o l’India ma non solo...il maggior fattore di rischio che ha una donna di contrarre l’AIDS è quello di essere sposata. La circoncisione abbinata ad altre tecnologie di prevenzione che le donne potrebbero utilizzare «senza chiedere il permesso al patner» come per esempio le barriere cervicali e gel microbicidi( che sono tuttora in fase precoce di sperimentazione), potrebbe fare crescere quel 60 per cento. Contro: Stanno iniziando adesso studi su popolazioni vulnerabili MSM (uomini che fanno sesso con uomini), consumatori di sostanze per via iniettiva, e coppie sierodiscordanti. Ma le questioni etiche relative a condurre studi sulla prevenzione e «riduzione del rischio» in questi paesi non sono poche. In molti di questi paesi i farmaci anti AIDS non sono disponibili gratuitamente, neanche per quelle persone che si sono infettate durante lo studio. Ai/alle tossicodipendenti dovrebbero essere offerte siringhe pulite o il metadone (nel caso volessero smettere) e questo spesso va contro le politiche dei governi dove si svolgono gli studi. Tutto questo per gli attivisti/e è inaccettabile. Possibile bias per la vita reale: gli studi di questo genere prevedono counselling su prevenzione e accesso gratuito ai preservativi e alla prevenzione in genere. Ciò purtroppo non avviene per la maggioranza della popolazione generale. Ma si sa benissimo che i miglior risultati di questi Trial rispetto alla vita reale vengono anche dall’accesso agli strumenti adatti e attualmente disponibili. Alessandra Cerioli Lega Italiana lotta all'AIDS
Sì, decisamente l'uovo di
Contro: Stanno iniziando adesso studi su popolazioni vulnerabili MSM (uomini che fanno sesso con uomini), consumatori di sostanze per via iniettiva, e coppie sierodiscordanti. Ma le questioni etiche relative a condurre studi sulla prevenzione e «riduzione del rischio» in questi paesi non sono poche. In molti di questi paesi i farmaci anti AIDS non sono disponibili gratuitamente, neanche per quelle persone che si sono infettate durante lo studio. Ai/alle tossicodipendenti dovrebbero essere offerte siringhe pulite o il metadone (nel caso volessero smettere) e questo spesso va contro le politiche dei governi dove si svolgono gli studi. Tutto questo per gli attivisti/e è inaccettabile. Possibile bias
Alessandra Cerioli Lega Italiana lotta all'AIDS