Inserito da Alessandro Fiorini (non verificato) il Mer, 28/02/2007 - 16:08
Leggo con piacere l'articolo pubblicato perchè finalmente inizia una diffusione per la comprensione della metodologia di ricerca dei dati della letteratura scientifca. Purtroppo siamo ancora lontani e tanta strada è ancora da fare affinchè gli operatori del settore sanitario sia il personale medico, tecnico e infermieristico possano essere in grado di leggere e scrivere in modo corretto un articolo scientifico. Non si tratta di un j'accuse nei loro confronti, ma di un malcostume di insegnamento che al posto dell'Evidence Base Medicine mette al primo posto l'Eminence Base Medicine e parla ancora di impact factor . Nelle Università non si insegna in modo corretto a leggere un articolo se non in rari casi isolati, non si danno agli studenti ( e nemmeno ai docenti) gli strumenti adeguati per poter fare ricerca della letteratura ( per non parlare della vera ricerca scientica!), non si crea la sensibilità alla valutazione critica , ma più spesso all'accettazione dei dati riportati. Del resto finchè molti si limiteranno a leggere l'abstract dell'articolo pubblicato e talvolta solo le conclusioni non possiamo sperare di ottenere molto. In campo della medicina di base poi si lascia che l'informazione ( ma sarebbe meglio dire la formazione) sia fatta dagli informatori farmaceutici. Non esiste un vero e proprio piano di insegnamento se non relegato a poche realtà locali. Nel 2004 ho conseguito un Master in "Metodologia delle revisioni sistematiche in medicina" presso l'Università di Milano svolto in collaborazione con l'Istituto Mario Negri e la Cochrane Collaboration e sono grato a tutti i docenti di questo Master per l'insegamento e la costanza con cui hanno portato avanti il corso. Svolgo l'attività di Odontoiatra e in ogni conferenza in cui vengo invitato a parlare il punto di partenza è sempre la valutazione sistematica della letteratura per evitare per quanto possibile i Bias di cui la stragrande maggioranza delle conferenze a cui assisto sono permeate. Sarebbe ora di smettere di scrivere articoli scientifici solo aumentare il numero delle pubblicazioni da riportare sul curriculum e prediligere la corretta metodologia di affinchè " pochi ma buoni" articoli scientifici siano realmente utili. Alessandro Fiorini, medico
Leggo con piacere
Alessandro Fiorini, medico