LA POSIZIONE DEL REGNO UNITO SULL’OMEOPATIA NON E’ CAMBIATA

 

L'Omeopatia è sotto attacco da mesi in Inghilterra, ma il Governo è intervenuto con un documento che precisa alcuni punti fermi: se i medici ritengono che un trattamento omeopatico sia il più idoneo, il Servizio Sanitario deve fornirlo al paziente, è fondamentale la difesa del diritto del paziente ad essere informato e a compiere una libera scelta, e Il Regno Unito come tutti gli stati membri deve rispettare le direttive UE sull'omeopatia.
Il 26 luglio 2010 il Ministro della Salute britannico (Secretary of State for Health) ha illustrato al Parlamento del Regno Unito la posizione del Governo in risposta al report "Evidence Check 2: Homeopathy" 1, con cui il STC - Science and Technology Committee (una commissione parlamentare non composta da medici, ndr) aveva paragonato i prodotti omeopatici ai comuni placebo, chiedendone la rimozione dalla copertura della sanità pubblica. In un articolato documento 2 il Governo risponde punto per punto al report del STC, e - pur sottolineando la necessità di procedere nella validazione degli strumenti terapeutici solo in base alle evidenze scientifiche - afferma di voler mantenere immutata la propria posizione in merito al ruolo dell'omeopatia nel National Health Service (Sistema Sanitario Nazionale). Tra le principali motivazioni addotte emergono la necessità di offrire sempre un'informazione adeguata sulle medicine complementari, la necessità di tutelare il paziente, di garantire il diritto a compiere una scelta consapevole e soprattutto di rispettare le regolamentazioni dell'Unione Europea, che con una propria Direttiva vincolante del 2004 ha parificato i farmaci omeopatici a quelli di sintesi chimica.
Il Governo britannico crede che il metodo più efficacie per assicurare esiti di qualità, soddisfazione del paziente e un utilizzo appropriato dei fondi del NHS sia garantire un'informazione adeguata. Inoltre, la regolamentazione dei prodotti omeopatici consente alla MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) di tutelare il pubblico da prodotti pericolosi e non garantiti nel trattamento di patologie gravi. È convinzione del Governo che i pazienti vadano messi nella condizione di compiere scelte informate sui propri trattamenti, così come i medici debbano essere in grado di prescrivere il trattamento che ritengono più appropriato per ogni circostanza. Il Ministero della Sanità (Department of Health) si aspetta che, a livello locale, i medici e le altre figure chiamate a provvedere direttamente alla salute considerino ogni trattamento, incluse le terapie complementari e alternative, tenendo conto della sicurezza, dell'efficacia clinica, dei costi e della disponibilità di medici idonei.
Ne consegue che non l'amministrazione di Governo bensì le emanazioni locali del NHS e i medici risultano essere i più idonei a decidere e valutare quali siano i trattamenti più appropriati per i propri pazienti, omeopatia inclusa. Di conseguenza, hanno anche l'obbligo di fornire i suddetti trattamenti.
(1) http://www.dh.gov.uk/en/AdvanceSearchResult/index.htm?searchTerms=homeopathy
(2) http://www.dh.gov.uk/en/Publicationsandstatistics/Publications/PublicationsPolicyAndGuidance/DH_117810
Il Governo inglese ricorda inoltre come l'omeopatia abbia una lunga tradizione in Europa e sia riconosciuta e ampiamente utilizzata nei paesi membri. Secondo questo punto di vista, se le medicine omeopatiche non fossero soggette ad alcuna regolamentazione o controllo, i consumatori non avrebbero accesso a tali informazioni o garanzie. Ciò limiterebbe la scelta e, cosa ancor più importante, per soddisfare la domanda dei consumatori si rischierebbe l'introduzione sul mercato di prodotti non regolamentati, di scarsa qualità o potenzialmente pericolosi.
Il diritto del paziente ad essere informato - ribadisce il Governo - è inoltre importante esattamente come l'obbligo per il NHS a rispettare la normative UE. La regolamentazione in materia di farmaci, inclusi i provvedimenti specifici e le definizioni per i prodotti omeopatici, è stabilita per lo più a livello Europeo. Il Regno Unito quindi, come ogni altro stato membro dell'Unione, è chiamato a rispettare tali direttive.
A proposito del documento, il Prof. Leonello Milani, medico, Vicepresidente A.I.O.T. e Vicepresidente dell'Accademia Internazionale di Medicina Fisiologica di Regolazione, ha sottolineato: «Quanto emerge dal documento presentato dal Governo Britannico non può che sottolineare la grande distanza culturale e politica rispetto all'Italia, dove l'inerzia delle istituzioni pubbliche - a fronte di un vero e proprio obbligo legislativo a procedere in attuazione della Direttiva Europea recepita nel 2006, che parifica a tutti gli effetti i prodotti omeopatici ai farmaci di sintesi chimica - lede significativamente l'interesse di medici e pazienti che vedono la propria libertà di scelta terapeutica fortemente limitata».

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